La Champions League dell’Atalanta è fatta di tanti rimpianti e punti persi negli ultimi minuti di partite che in molti casi sembravano essere già vinte. I bergamaschi hanno però questa sera la grande occasione di cancellare completamente il passato e guadagnarsi la terza memorabile qualificazione agli ottavi di finale, un traguardo davvero impensabile fino a pochi anni fa. Per riscrivere un altro capitolo memorabile della storia orobica serve però battere a domicilio il Villarreal, altra squadra che nel recente passato si è creata un grande nome a livello internazionale e che ha avuto diversi giocatori provenienti dalla Serie A tra le proprie fila.

DANIELE BONERA
Difensore adattabile in ogni ruole, sia al centro che sulle fasce è stato molto apprezzato soprattutto in provincia senza fare però il salto di qualità. Daniele Bonera iniziò da giovanissimo nella sua Brescia, guadagnandosi la convocazione in Under 21 e diventando protagonista delle salvezza delle Rondinelle. Le belle prestazioni convinsero il Parma nel 2002 ad acquistarlo e proprio qui si guadagnò diverse chiamate in nazionale maggiore. Nel 2007 passò al Milan dove vinse anche la Champions League senza però mai diventarne un titolare e senza mai spiccare realmente il volo nonostante ben nove anni passati con la maglia rossonera. Nel 2015 ecco il passaggio al Villarreal, squadra dove non fu mai titolare, ma che gli permise di disputare gli ultimi quattro di carriera in un campionato prestigioso come la Liga.

(Photo by Denis Doyle/Getty Images)

 

 

 

JOEL CAMPBELL

Avrebbe dovuto essere uno degli attaccanti del futuro, forte fisicamente e con buona tecnica, ma si è rivelato una semplice meteora. Joel Campbell lasciò presto il suo Costa Rica per volare in Europa e vestire le maglie di Lorient, Betis Siviglia e soprattutto Olympiakos. In Grecia trovò la forma migliore e arrivò carico come non mai al Mondiale in Brasile del 2014 dove trascinò la sua nazionale fino ai quarti di finale venendo considerato uno dei grandi talenti del calcio mondiale. L’Arsenal lo acquistò a peso d’oro ma con i Gunners fu un fallimento totale e dopo un anonimo anno e mezzo venne prestato al Villarreal. Con il Sottomarino Giallo riuscì a segnare contro l’Elche, ma non bastò per il riscatto e dopo essere tornato a Londra iniziò a girovagare ancora per l’Europa. Nel 2018 approdò anche in Serie A, venendo sbandierato come il colpo grosso del Frosinone neopromosso, anche se in Ciociaria non riuscì mai a vedere la porta contribuendo alla retrocessione dei laziali. Da allora è tornato vicino a casa, in Messico con León e ora Monterrey.

(Photo by Azael Rodriguez/Getty Images)

 

 

 

CICINHO
Terzino dal grandissimo talento, considerato per anni uno dei migliori del suo ruolo, sparì dal grande calcio nel momento della decisiva crescita. Cicinho è stato una delle grandi delusioni degli ultimi anni di calcio mondiale, perché in Brasile per diversi anni fu devastante, prima con l’Atlético Mineiro e poi con il San Paolo, dove vinse anche la Copa Libertadores. Le belle prestazioni convinsero il Real Madrid ad acquistarlo, ma per due anni fu solamente una riserva e nonostante il suo acquisto da parte della Roma fosse stato sventolato come un colpaccio, visse altri anni cupi. Il pesante ingaggio e il rendimento non eccelso lo resero praticamente invendibile e solo alcuni prestiti alleggerirono i bilanci giallorossi, uno di questi proprio al Villarreal. Al Madrigal vide il campo solamente in sei occasioni in mezza stagione e chiaramente non venne riscattato e nel 2017 terminò la carriera con la Brasiliense.

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

 

 

 

ALESSIO TACCHINARDI
Centrocampista dall’ottima visione di gioco che però non è mai stato di grado di diventare il regista dominante, soprattutto in Nazionale. Alessio Tacchinardi iniziò molto giovane nell’Atalanta e bastarono quelle poche partite a Marcello Lippi per capirne il suo talento e portarselo con sé da Bergamo alla Juventus. Per ben undici anni consecutivi fu una colonna della Vecchia Signora, giocando sempre con discreta continuità, soprattutto negli anni del tecnico viareggino. Vinse una Champions League e giocò tre finali perdendole e con l’arrivo nel 2004 di Fabio Capello uscì dal giro dei titolari. Con la convinzione di poter essere ancora uno dei migliori andò nel 2005 al Villarreal e fece parte di quella pazza squadra che arrivò fino alle semifinali di Champions League. Vi rimase anche l’anno seguente senza però la stessa fortuna e nel 2008 chiuse la carriera in Serie B con la maglia del Brescia.

Photo by Luis Bagu/Getty Images).

 

 

 

 

JON DAHL TOMASSON
Cannoniere dal grande fiuto del gol, capace di essere letale sotto porta e molto abile nel giocare con i compagni. Jon Dahl Tomasson crebbe nelle giovanili del Køge e fu proprio in bianconero che iniziò a segnare valanghe di gol, potendo così andare in Olanda all’Heerenveen. Anche qui si confermò per tre anni uno dei migliori marcatori, ma il primo salto nel grande calcio con il Newcastle fu negativo. Tornò nei Paesi Bassi vestendo però la maglia del Feyenoord e con Van Hooijdonk formò una coppia d’attacco memorabile riuscendo a vincere una Eredivisie e soprattutto la Coppa Uefa del 2002. Questo successo gli permise di essere acquistato dal Milan e nonostante il ruolo iniziale di quarta punta scalò sempre di più le gerarchie e nella stagione seguente si fece trovare pronto diventando determinante per la vittoria dello Scudetto. Rimase ancora un anno con il Diavolo prima di passare in Germania allo Stoccarda e poi al Villarreal nel 2007 dove visse un’annata di luci e ombre con soli sette gol segnati. A fine anno ritornò al suo Feyenoord dove nel 2011 chiuse la carriera.

(Photo by Bagu Blanco/Getty Images).