C’è anche la firma del giovanissimo Cole Palmer nel 5-1 del Manchester City contro il Bruges in Champions League: ha impiegato appena tre minuti per lasciare il segno in una settimana dove è stato assoluto protagonista tra Under 23 e prima squadra. Pep Guardiola non lo ha ancora chiamato tra i grandi, predicando pazienza per non bruciare il suo talento e dargli modo di crescere adeguatamente, ma è innegabile che il centrocampista a 19 anni ha già dimostrato la stoffa giusta per essere all’altezza del City.

Quella maglia per Palmer è una seconda pelle da quando aveva appena 9 anni. Nel 2010 è entrato a far parte dell’Academy dei Citizens che non lo hanno più lasciato andare via, concedendogli qualche apparizione in prima squadra e addirittura una presenza da titolare nell’ultima edizione della Carabao Cup contro il Burnley. Mentre l’allenatore cerca di non fargli bruciare le tappe, la dirigenza ha già prolungato il suo contratto fino al 2024, segno che nessuno vuole farselo scappare.

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Il campo della Champions League lo aveva già assaggiato nell’ultima stagione giocando per qualche minuto contro il Marsiglia ma soltanto ieri ha trovato il primo gol in assoluto, un tiro di sinistro da centro area che potrebbe essere soltanto l’antipasto di un futuro da campione, sulla falsariga di Phil Foden che ha vissuto la sua stessa identica trafila. A differenza del suo compagno di squadra però Palmer si è letteralmente diviso in due nell’ultimo turno di campionato: prima è subentrato in Premier League contro il Burnley con la prima squadra, poi la sera ha messo a segno una tripletta con il Leicester con la squadra Under 23.

Carattere e tanta voglia di fare bene, le caratteristiche principali che potrebbero portare il centrocampista a essere il prossimo grande talento targato Manchester City. Nel frattempo Cole Palmer si accontenterà di qualche apparizione assieme ai grandi, continuano il suo lavoro nelle giovanili con la speranza un giorno di raccogliere l’eredità di Kevin De Bruyne.