Coraggio e istinto, freddezza decisionale in puro stile tedesco. C’era solo un dubbio per la formazione del Bayern alla vigilia della finale, quello di schierare Coman o Perisic come ala sinistra. Il francese per la maggiore imprevedibilità ma con meno condizione, il croato per l’ottimo impatto avuto in queste final eight.

Flick ha voluto rischiare, ha cambiato strada, ha scelto la novità al posto della riconoscenza, la sensazione per la razionalità, e alla fine ha avuto ragione lui. Perché la partita il Bayern l’ha vinta proprio a sinistra, sul gol e non solo, per una fascia che ha deciso inequivocabilmente le sorti della finale di Champions League 2020.

bayern

(Photo by MATTHEW CHILDS/POOL/AFP via Getty Images)

Coman è stato veloce, rapido, imprendibile. Ha mandato in tilt un Kehrer inadatto a certe sfide, che ha rischiato di causare un rigore a fine primo tempo e che si è ritrovato in mezzo a due fuochi in occasione del gol. Anche lui doveva scegliere, ma a differenza di Flick ha sbagliato: ha scelto la ragione, ha scelto di stringere su Lewandowski, perso dal resto della difesa, senza leggere una palla che sarebbe finita sul secondo palo, nella zona di quel Coman che finché è stato in campo lo ha fatto soffrire.

Gol di testa, non certo la specialità della casa, ma la giocata necessaria per battere Keylor Navas, che fin qui in carriera le finali di Champions le aveva vinte tutte. La prima volta è arrivata a Lisbona, così come per la prima volta in una finale di Champions League è stato segnato un gol dell’ex.

Coman al Psg ci è cresciuto, ha debuttato in prima squadra prima di passare alla Juventus. Né una nell’altra hanno scelto di tenerlo, il Bayern ne ha approfittato. Ai suoi costi, ma valendone decisamente la pena. Un investimento fatto cinque anni fa con la consapevolezza che avrebbe dato i suoi frutti: ala fine Coman è riuscito a trovare la partita che lo ha consacrato nel grande calcio, quel gol che vale una carriera.

Dominante, decisivo più di tutti. Più di un Lewandowski relegato al lavoro sporco, più di un Müller mai troppo nel vivo del gioco, più anche di un Neuer che stasera è tornato a livelli di eccellenza mondiale. Il protagonista è stato lui, l’unico che non doveva esserci nella formazione titolare. Ecco perché l’intuizione di Flick vale di più.