La pausa nazionali è già alle porte: ad inizio settembre si scenderà in campo per le Qualificazioni ai Mondiali 2022, o almeno si dovrebbe. Condizionale d’obbligo, in quanto la risalita dei casi Covid in molti Paesi ha recentemente messo in dubbio lo svolgimento delle gare dei gironi eliminatori per il prossimo turno.

In particolare, varie leghe europee hanno già dichiarato che negheranno ai tesserati la possibilità di rispondere alle convocazioni delle rispettive nazionali, in caso ciò implichi viaggi verso aree considerate a rischio in quanto non sicure dal punto di vista sanitario: questo perché tali spostamenti, in accordo con le norme in vigore, prevedrebbero un periodo di quarantena al ritorno che farebbe saltare ai giocatori gare di campionato. Molti club hanno storto il naso ed hanno trovato supporto nelle leghe di riferimento.

Premier League, Liga e Serie A hanno già diramato specifici comunicati in merito, assicurando il loro sostegno ai club che decideranno di preservare i propri tesserati, negando loro la disponibilità di recarsi nei Paesi della cosiddetta lista rossa, comprendente 26 Paesi tra cui tutti quelli della zona CONMEBOL. La FIFA ha tentato di mediare in questo conflitto, che rischia di far saltare un altro turno di Qualificazioni sudamericane dopo quello dello scorso marzo, chiedendo agli organi governativi di esentare dalla quarantena al rientro gli atleti professionisti.

Sarebbe una vera ecatombe per le selezioni sudamericane che, stando così le cose, dovrebbero fare a meno di gran parte delle loro stelle, con la situazione che potrebbe ulteriormente aggravarsi qualora anche i giocatori militanti in altri campionati venissero interdetti dall’espatriare (Bundesliga, Ligue 1, Eredivisie e Liga NOS ancora non si sono ufficialmente espresse).

Per quanto riguarda l’Argentina, in particolare, della lista di convocati diramata negli scorsi giorni da Lionel Scaloni rimarrebbero arruolabili solamente Franco Armani e Julián Álvarez, militanti nel River Plate.

Immaginando uno scenario distopico in cui la Albiceleste potesse avvalersi solo di giocatori di Liga Profesional, MLS e altri campionati non europei, quale potrebbe essere la migliore formazione schierabile per la Selección campione del Sudamerica?

Portieri: Armani (River Plate), Guzmán (Tigres)
Difensori: Bustos (Independiente), Rojo (Boca Juniors), Izquierdoz (Boca Juniors), Saravia (Internacional), Ramiro Funes Mori (Al-Nasl), Bravo (Portland Timbers)
Centrocampisti: Valeri (Portland Timbers), Pérez (River Plate), Fernández (Atlético Mineiro), Zaracho (Atlético Mineiro), Vera (Argentinos Juniors), Colombatto (Club León), Galoppo (Banfield)
Attaccanti: Álvarez (River Plate), Suárez (River Plate), Barco (Atlanta United), Pavón (Boca Juniors), Driussi (Austin FC)

Possibile formazione dell’Argentina senza convocati europei

Non un undici esaltante, ma una squadre che potrebbe comunque contare: due vincitori della Copa América (Armani e Álvarez), un reduce della finale del Mondiale 2014 (Pérez) e due membri dell’Under-23 andata alle Olimpiadi di Tokyo 2021 (Bravo e Barco).

Una Selección d’emergenza che, al netto della difficile sfida col Brasile, potrebbe riuscire a fare punti contro Bolivia e Venezuela.

 

Giacomo Cobianchi