Concacaf: l’ultima tappa prima del Mondiale in Nord e Centro America

In Nord e Centro America è arrivato il momento della resa dei conti: comincia oggi la quinta e ultima fase di qualificazione per i Mondiali di Russia 2018 con il girone delle ultime sei squadre sopravvissute alla severissima selezione dei turni precedenti.

Sei squadre, due pass diretti per la Russia e uno per il temuto spareggio contro una squadra asiatica, le altre non avranno ulteriori chance. Il sistema è quello del classico girone all’italiana con partite andata e ritorno che si giocheranno in questi mesi fino a portarci alle porte del torneo iridato russo.

Ai nastri di partenza le favorite per i due posti diretti sono ovviamente USA e Messico, immediatamente di fronte nel big match di questa notte. La nazionale a stelle e strisce ha deluso nell’ultima Gold Cup ma ha ben figurato nella Copa America Centenario dove ha affrontato la migliore versione dell’Argentina del Tata Martino: la squadra non si è granché rinnovata ma Klinsmann ha comunque a disposizione un parco giocatori che gli consente di guardare con fiducia a questo impegno.

Il Messico è la grande favorita del girone: la Tri di Juan Carlos Osorio ha dimostrato nell’ultima Gold Cup di essere la nazionale più forte del Nord e Centro America e può contare su un movimento calcistico in forte evoluzione che ha portato talenti giovani utili a garantire un importante ricambio generazionale. L’undici titolare ha un’età media decisamente bassa e un connubio perfetto tra talento (che abbonda nei piedi dei giocatori di centrocampo e attacco) e cattiveria agonistica (punto forte del Messico dagli scorsi Mondiali). Praticamente impossibile ricevere delusioni da una nazionale quadrata che non ha fatto sconti a nessuno nel continente nordamericano e che vorrà fare risultati importanti fin da subito.

Più dietro il duello per il terzo posto-spareggio sarà piuttosto equilibrato. tra le squadre meno attrezzate c’è l’Honduras che però si è qualificato nelle ultime due edizioni: la Bicolor continua sotto la guida di Jorge Luis Pinto ma deve fare i conti con la mancata esplosione di Najar (talento dell’Anderlecht che un po’ deluso le aspettative) e con le carriere ormai in via di conclusione delle leggende Carlo Costly e soprattutto Noel Valladares, portiere simbolo del calcio honduregno. Dal punto di vista tecnico la selezione rimane comunque valida e il sogno di andarsi a giocare lo spareggio è tutt’altro che proibitivo.

Sarà proibitivo forse per Trinidad e Tobago, nazionale con meno chance nel lotto delle sei rimaste. La selezione caraibica è distante dai fasti di Germania 2006 e parte un gradino dietro a tutte le altre. I soli tre posti a disposizione per le squadre di Nord e Centro America rendono praticamente impossibile la qualificazione di una squadra in via di ridimensionamento. La Coppa dei Caraibi 2014 è stata persa in finale, in Gold Cup c’ stato uno spiraglio di rinascita infranto nella sconfitta ai rigori contro Panama e nell’ultima Copa America Centenario gli uomini di Stephen Hart non sono riusciti a qualificarsi. L’unica speranza rimangono i gol del capitano Kenwyne Jones, che ormai ha abbandonato la Premier League per cercare fortuna in MLS.

Livello tecnico simile ma aspettative totalmente differenti per la nazionale di Panama. La guida tecnica del Bolillo Hernan Dario Gomez ha portato in alto il calcio panamense che adesso sogna il miracolo. L’ultima Gold Cup è stata un successo con addirittura il terzo posto ottenuto ai danni degli Stati Uniti e una semifinale persa con tantissime polemiche contro il fortissimo Messico. Il gruppo è molto solido e ambizioso nonostante un’età media in preoccupante crescita: qualche giocatore ha fatto esperienza in Europa come il portiere ormai 35enne Jaime Penedo della Dinamo Bucarest e l’attaccante Gabriel Torres, 26enne del Losanna. La promessa di questo movimento calcistico si chiama Fidel Escobar ed è un difensore: 21 anni e la grande chance di vestire la maglia dello Sporting Lisbona, seppur nella squadra B.

Chiude il lotto delle sei squadre di Nord e Centro America la favorita per il terzo posto, la Costa Rica. La nazionale capace di incantare al Mondiale brasiliano è solo un lontano ricordo ma il livello di base è superiore a quello delle altre tre rivali. Pessima l’ultima Gold Cup, sfortunata la Copa America Centenario. I Ticos adesso hanno l’occasione di rimettersi in carreggiata per i posti che contano in un girone che darà loro molte pressioni ed aspettative. Riprendere la strada intrapresa due anni fa è sicuramente l’obiettivo di Oscar Ramirez, subentrato ormai da un anno e mezzo al leggendario Paulo Wanchope che se ne andò per aver perso il controllo dello spogliatoio.

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