Questa notte inizieranno le sfide di ritorno delle semifinali di Copa Libertadores e se per Boca-Santos tutto è ancora apertissimo, Covid permettendo, per Palmeiras-River sembra tutto scritto. I paulisti hanno meritatamente vinto per 0-3 in Argentina nella gara di andata in un partita dove hanno dimostrato il loro valore dall’inizio alla fine. Il Verdão è quindi a un passo dalla finale del Maracanã ed eguaglierebbe l’impresa di altre cinque brasiliane capaci di eliminare in semifinale un’argentina.

VASCO DA GAMA-RIVER PLATE 1998
Fu una delle semifinali più emozionanti e con il risultato più sorprendente di sempre. Il River era considerato uno squadrone, nonostante le importanti cessioni avvenute negli ultimi anni, e il Vasco era una bellissima realtà brasiliana che in Copa Libertadores aveva sempre fallito. All’andata al São Januario fu Donizete a segnare la rete della vittoria con un gran sinistro sul primo palo al limite dell’area dove Burgos non riuscì ad arrivare. Fu il decisivo gol della partita ma al Monumental bisognava essere pronti alla battaglia. Sorín segnò di testa la rete del vantaggio Millonario e da lì in poi fu un tiro al bersaglio dei padroni di casa. Le parate di Carlos Germano e l’imprecisione degli argentini permisero di mantenere il risultato invariato fino a dieci minuti dalla fine quando entrò dalla panchina un giovane centrocampista. Il suo nome era Juninho Pernambucano e da quella notte iniziò a scrivere la sua storia fatta di punizioni imprendibili. Un suo destro da fermo dai trenta metri fu imparabile e morì all’incrocio dei pali regalando così il pareggio e la finale ai carioca.

PALMEIRAS-RIVER PLATE 1999
Nel 1998 il Vasco era riuscito a laurearsi per la prima volta campione del Sudamerica e l’anno seguente anche il Palmeiras sperava di entrare a far parte di questa prestigiosa élite. Ancora una volta era il River l’ultimo ostacolo prima di giocarsi tutto in finale e questa volta l’andata venne giocata a Buenos Aires. A seguito di un’azione estremamente confusa fu Berti a calciare di potenza di sinistro da pochi passi e segnare il decisivo 1-0 con il quale si concluse la gara di andata. Alla Palestra Italia serviva quindi una grande notte che non tardò ad arrivare. In venti minuti il risultato era già stato ribaltato, prima con il sinistro di Alex dal limite dell’area e poi con il colpo di testa all’angolino di Roque Junior. Le sorti della qualificazione erano già state ribaltate e gli sforzi dei Millonarios furono vani perché in contropiede ancora il sinistro piazzato di Alex permise di superare Bonano per il 3-0 che avvicinò il Verdão alla vittoria in finale contro il Deportivo Calí.

SAN PAOLO-RIVER PLATE 2005
È stata una delle squadre più forti del nuovo millennio in Sudamerica, un San Paolo ricco di talento e classe che è stato ampiamente dimostrato nella semifinale del 2005 contro il River Plate. All’andata al Morumbi fu il Tricolor a dominare la partita in lungo e in largo, ma il gol non voleva arrivare. A un quarto d’ora dalla fine ecco però la svolta con Danilo che dal limite dell’area fece partire un perfetto sinistro all’angolino che sbloccò così il risultato e a tempo quasi scaduto il portiere Rogério Ceni raddoppiò dal dischetto per il 2-0 finale. Il risultato era ottimo in vista del delicato ritorno, ma i brasiliani vogliono sempre vincere e anche al Monumental diedero spettacolo. Fu un dominio fin dai primi minuti con il colpo di testa di Danilo che portò in vantaggio i paulisti fino a quando una bella girata di Farías non valse il pareggio. Nella ripresa il San Paolo dilagò non lasciando scampo a La Banda, trovando il raddoppio con un perfetto contropiede concluso da Amoroso e con un destro deviato di Fabāo. Marcelo Salas rese meno duro il punteggio, ma il complessivo 5-2 fece capire il dominio paulista.

 

FLUMINENSE-BOCA JUNIORS 2008
A Rio de Janeiro il Fluminense è una delle squadre più seguite e la rivalità con il Flamengo è storica, eppure è sempre mancata quella affermazione in campo continentale. Nel 2008 le cose stavano andando per il meglio e la semifinale con il Boca sembrava essere la vera finale. L’andata si giocò al Cilindro di Avellaneda e i grandi protagonisti furono i due numeri dieci. Riquelme dava il via alla sfida con un destro da pochi passi e una perfetta punzione e Thiago Neves rispondeva presente con un colpo di testa e una gran botta di destro da fuori area. Il 2-2 in Argentina lasciava quindi grande speranza in vista della gara di ritorno, ma il tutto si fece più complicato per i carioca. Il colpo di testa a inizio ripresa di Martín Palermo portò in vantaggio gli Xeneizes, ma quella era la notte del Flu. Una perfetta punizione di Washington ristabilì la parità e una sfortunata deviazione di Ibarra spiazzò Migliore per il 2-1 che fece esplodere il Maracanã. A tempo quasi scaduto fu il destro di Dodô a decretare il definitivo 3-1 e il passaggio alla disastrosa finale con il LDU Quito.

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ATLÉTICO MINEIRO-NEWELL’S OLD BOYS 2013
L’avventura dell’Atlético Mineiro nella Copa Libertadores del 2013 è una delle più grandiose nella storia e un nome su tutti fu decisivo: Ronaldinho. In semifinale la sfida fu contro il Newell’s Old Boys, altra squadra che stava vivendo un sogno a occhi aperti e che voleva tornare in finale ventun’anni dopo l’ultima volta. A Rosario i padroni di casa furono grandiosi e nel secondo tempo segnarono i due gol della vittoria. Un colpo di testa di Maxi Rodríguez e una punizione di Marcelo Scocco sembravano dare la finale agli argentini. A Belo Horizonte salì però in cattedra il marziano ex Barcellona e Milan che dopo pochi minuti mandò in porta Bernard per l’1-0 che fece esplodere l’Indipendencia di Belo Horizonte. I rosarini riuscirono però a rimanere compatti e quando la finale era in pugno ecco il destro all’angolino di Guilherme per il 2-0 che voleva dire calci di rigore. Dopo i primi due tiri a testa iniziò il festival dell’errore. Jô e Richarlyson per i brasiliani e Casco e Cruzado per gli argentini mantennero il risultato sul 2-2. Mancava il quinto rigore e Ronaldinho, sorretto dalla sua immensa classe, bloccò la serie negativa battendo Guzmán. Tutto si sarebbe deciso dalla conclusione di Maxi Rodríguez, ma il veterano calciò debolmente e Víctor volò sulla sua sinistra per respingere la conclusione, portando così l’Atlético Mineiro in finale.

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