Da Manchester a Manchester, un cerchio che si chiude dopo 12 anni: Cristiano Ronaldo è tornato nel suo Old Trafford come uno dei giocatori più forti al mondo, dopo aver lasciato l’Inghilterra da campione ancora in erba. È trascorsa una vita dall’ultima volta che i tifosi del Manchester United hanno esultato per un suo gol e l’addio ha portato via anche la magia del mitico numero 7 che aveva stampato sulla schiena, il numero che non lo ha abbandonato più per il resto della sua carriera.

Sembra una casualità, ma dopo Cristiano Ronaldo quella maglia è diventata realmente maledetta, con buona pace di chi non vuole credere alla mistica del pallone. George Best, Eric Cantonà, David Beckham e poi il portoghese, l’ultimo di una lunghissima stirpe di 7 ad aver avuto fortuna con quel numero addosso che dopo di lui è diventato pesante per chiunque. Prima ci aveva provato Michael Owen, wonder-boy del Liverpool che allo United non ha mai avuto troppa fortuna, seguito da Antonio Valencia, Angel Di Maria (che del suo periodo trascorso a Manchester non ha di certo buoni ricordi), Memphis Depay e Alexis Sanchez, splendido all’Arsenal ma molto meno con i Red Devils.

L’arrivo di Di Maria allo United
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A accomunarli è stato lo stesso numero di maglia che forse ha portato un pizzico di fortuna in più a Edinson Cavani: dopo aver incantato in Italia con Palermo e Napoli e aver vissuto tanti anni della sua carriera a Parigi, il Matador ha deciso di accettare la sfida inglese, diventando un elemento imprescindibile nell’ultima edizione dell’Europa League. Ma con il ritorno a casa del figlio più amato di tutti la 7 passerà di nuovo a Cristiano Ronaldo, dopo un giro di nomi illustri che non hanno saputo raccogliere la sua eredità. Nessuno oltre il portoghese può sfidare questa maledizione e riappropriarsi di una maglia che negli anni ha dimostrato di appartenere soltanto a lui.