Pianto greco“. Vi sarà, magari, capitato di imbattervi in questa espressione e, sempre magari, vi sareste chiesti il significato. Casomai avessi ragione, vi dico che il termine risalirebbe alle origini del teatro greco, in cui veniva esaltata la sua componente passionale (interessante notare come πάθος potesse indicare sia il soffrire che l’emozionarsi). Cercando su Internet, la prima definizione disponibile del modo di dire indica lamento insistente e molesto, lagnanza prolungata. Quanto al pathos, esso è una sorta di termine tecnico della retorica ellenica, che indica il tono di passionalità, concitazione, grandezza, proprio della tragedia (contrapposto all’ ethos, più tenue, proprio della commedia). πάθος e ἦθος (insieme al λόγος) sono poi le principali componenti del ragionamento secondo Aristotele. Ma bando alle ciance. Non sono qui per fare lezione di filosofia, del resto. Dico solo che quello di domenica sera al Karaiskakis avrebbe dovuto essere uno spettacolo a tratti comico (nel suo significato teatrale, ça va sans dire), eppure alla fine è andata in scena una “tragedia”. E siccome il μῦθος si fonde con il δρᾶμα, ossia la parola con l’azione, ecco che deve esservi anche una sorta di apprendimento. Apprendimento che, stando ad Eschilo, starebbe nel πάθει μάθος, ossia un motto a ricordare la funzione edificante di una punizione il cui scopo è di ricordare all’uomo l’esistenza di un ordine perfetto.

E di sofferenza, l’Olympiakos ne ha subita tanta, ieri. Il Georgios Karaiskakis, impianto intitolato all’eroe della guerra d’indipendenza greca (che tra storia e leggenda avrebbe perso la vita proprio in prossimità del luogo dove oggi sorge lo stadio), ha subito l’onta della profanazione per la prima volta in stagione. Come se non bastasse, a macchiarsi di tale atto non è stato uno storico avversario come Panathinaikos, Aek o anche Paok, bensì il “piccolo” Panionios. Che di Ιστορικός ha “solo” il soprannome, dovuto alla continua presenza nella massima serie (sole 2, le retrocessioni dal 1890). Non c’è paragone col Θρύλος , e a testimoniare il divario ci sono anche i 32,4 milioni di differenza tra i valori delle rispettive rose (dati transfermarkt). Eppure, il campo dirà tutt’altro. Paulo Bento conferma il modulo 4-2-3-1, concede una chance dal 1′ alla “Hormiga” Paredes e collauda la cerniera a centrocampo formata da Androutsos e Romao. In avanti, spazio ai tre tenori (Elyounoussi, Fortounis e Sebá) dietro ad Óscar Cardozo: niente Ideye Brown, del quale si aspetta solo l’ufficialità relativa al trasferimento al Tianjin Teda (2 anni e mezzo di contratto a 3,5 milioni annui, 12 milioni all’Olympiakos e per l’ex Dinamo Kiev la possibilità di giocare col connazionale Obi Mikel). Quanto al Panionios, schieramento identico: per sopperire alla pesantissima assenza dello squalificato El Fardou (6 reti, di cui 3 negli ultimi tre turni), spazio all’ex Bayer Leverkusen Samed Yesil. Solo panchina per Karim Ansarifard, grande ex del match, che fino a gennaio vestiva la maglia dei Κυανέρυθροι.

Fischia Kominis, e nemmeno il tempo di rendersi conto dell’inizio del match che il Panionios va subito in gol. Gran lancio di Vlachos in avanti, scatta Savvidis e addomestica un pallone che serve sulla corsa di Fountas, bravissimo a pesare alla perfezione Georgios Masouras sul palo opposto. Facilissimo, troppo facile dunque, per il 23enne battere Leali quando non sono nemmeno trascorsi 49 secondi. Seconda rete stagionale per il numero 19, dopo quella contro il Panetolikos, ma tante grazie alla a dir poco blanda marcatura di Viana. Il colpo psicologico, c’è da dire, condizionerebbe la prova di qualunque squadra tranne proprio l’Olympiakos. Come se non fosse accaduto niente, la formazione di Bento attacca a testa bassa alzando paurosamente il proprio baricentro e partecipando in massa alla fase offensiva. Al 6′ Fortounis imbecca Cardozo la cui conclusione viene bloccata in due tempi da Bantis: sarà il primo di una lunga serie di tiri al bersaglio. Non passano nemmeno tre minuti che è Elyounoussi a chiamare il numero 73 ospite alla deviazione sul suo diagonale da dentro l’area. Fortounis (12′) e Androutsos (16′) creano più di qualche brivido a Milojevic, ma il suo Panionios continua a reggere i colpi. Al 25′ viene battuto un calcio d’angolo, c’è la deviazione di Androutsos sulla quale si avventa come un rapace Cardozo ma non riesce a mandar la palla in porta per poco. Ammonito Sebá, si infortuna Tasoulis (in precedenza era toccato a Fountas) e si perde ulterior tempo. Ma non c’è tregua: al 37′, sempre da calcio d’angolo (interessante notare la pericolosità dei padroni di casa sugli sviluppi di calci da fermo), è Romao ad aggiungersi all’elenco dei tentativi verso lo specchio, e il primo tempo si conclude: non prima, però, di aver visto un giallo sventolato in faccia a Guihoata ed una grande chance per l’Olympiakos con Sebá che si invola sulla sua corsia di competenza e piazza al centro un pallone che, indirizzato a Elyounoussi, trova invece la deviazione (col brivido) di Ikonomou. Sono tre i minuti di extratime, che servono solo al Panionios per assicurarsi di terminare i primi 45′ in vantaggio e andare nella pancia del Karaiskakis con la tranquillità di chi sa di poter gestire.

Si apre la ripresa, col calcio d’inizio ospite, e si aprono altri spazi in campo: al 50′ l’Olympiakos guadagna una punizione da posizione assai invitante. La calcia Fortounis, e per poco de la Bella non trova lo specchio della porta per quella che sarebbe stata la sua prima rete in stagione. Non si placa l’ondata dei padroni di casa, e al 52′ è Bruno Viana a cercare la rete con una deviazione di testa, prima di infortunarsi nell’azione. Comincia il riscaldamento Karim Ansarifard: questa, per l’ex di turno, non è una gara ma la gara, quella in cui confermare le ottime impressioni post doppietta di Ankara. Insomma, il Karaiskakis comprende il momento di difficoltà e capisce quale sarebbe stata la mossa di Bento. C’è tempo per un tentativo fuori da parte di Paredes, poi i primi cambi ritagliano tempo al cronometro: Mahmutovic per un poco presente Yesin, l’iraniano al posto di Elyounoussi. Da Costa (colpo di testa, minuto 63) e Androutsos (65) aumentano il numero di conclusioni in porta per l’Olympiakos, ma sfortunatamente le partite non si vincono per quantità bensì per qualità: e lo sa bene il Panionios, che conserva il vantaggio talvolta amministrando, talvolta cercando di contenere per quanto possibile gli uomini in maglia biancorossa. Il finale è caldissimo: Manthatis rimpiazza Paredes, poi (71′) Sebá guadagna un calcio d’angolo che viene battuto da Fortounis, palla in mezzo dove c’è da Costa prontissimo a deviare un pallone che colpisce beffardamente il palo tra i brividi corsi sulla schiena di Milojevic e un Paulo Bento che già pregustava il pari. Il Panionios si fa vedere con Fountas che però non trova la porta di Leali (73′), ma è solo una goccia nel mare, che in questo caso è rosso come il sangue dei nemici che l’Iliade ci ricorda vennero uccisi da Achille e gettati nello Scamandro. Fortounis e da Costa continuano ad intensificare il numero di interventi di Bantis, poi Bouchalakis entra per Romao (75′). Il neo entrato cerca la rete, emulato da Cardozo, Katharios per Savvidis è la scelta del Panionios per gli ultimissimi scampoli del match. Fountas accenna un contropiede, Bouchalakis riporta il baricentro verso l’area ospite, entra anche Lamprou (fuori proprio il 9), ma tutto è scritto. Sono 5 gli interminabili minuti di extratime che separano i rossoblù dalla vittoria: succede poco e niente, tanta tensione (giallo per Androutsos), poi il Panionios respira fino al triplice fischio di Kominis.

E’ tutto, dal Karaiskakis. Non sono bastati il 62% di possesso palla, i 16 tiri di cui 5 nello specchio, le 4 parate di Bantis, 17 corner, 18 punizioni e un fuorigioco: l’Olympiakos incassa una pesantissima sconfitta casalinga. E’ come se il leit-motiv di inizio stagione (difficoltà in EL, campionato tutto sommato agevole) si fosse improvvisamente capovolto. Quanto al Panionios, il confronto si potrebbe riassumere con: qualità batte quantità 1 a 0. Una squadra quadrata, ben messa in campo, che aveva come obiettivo la vittoria e alla fine ha centrato il target. Certo, in molte occasioni (palo di da Costa in primis) il punteggio sarebbe potuto cambiare, ma in fondo alla fine stiamo parlando di uno 0-1 che è maturato al triplice fischio. Comincia un periodo di crisi per l’Olympiakos, ma ne parlerò approfonditamente, si riducono a 7 i punti di distacco del Θρύλος primo sull’Ιστορικός secondo. Ecco il tabellino:

Olympiakos (4-2-3-1): Leali; Paredes (dal 68′ Manthatis), da Costa, Viana, de la Bella; Androutsos, Romao (dal 75′ Bouchalakis); Elyounoussi (dal 61′ Ansarifard), Fourtounis, Sebá; Cardozo. All. Bento.

Panionios (4-2-3-1): Bantis; Vlachos, Guihoata, Ikonomou, Tasoulis; Korbos, Siopis; Masouras, Savvidis (dall’80’ Katharios), Fountas (dall’88’ Lamprou); Yesil. (dal 61′ Mahmutovic). All. Milojevic

Rete: 1′ Marouras. Ammoniti: Sebá, Androutsos (O), Guihoata (P). Arbitro: Kominis.