Negli ultimi sei anni il Valencia ha oscillato tra alti e bassi: il terzo posto del 2012, le partecipazioni alle coppe europee e i disastri delle ultime due stagioni. In questo lasso di tempo c’è un comune denominatore, una figura che è stata il volto valenciano per questi sei lunghissimi anni e che potrebbe non far parte del futuro prossimo dei Che: Dani Parejo.

Nonostante il suo DNA madrileno e una formazione calcistica legata alla capitale spagnola anche a livello professionistico, veste la fascia da capitano portando con orgoglio la bandiera della Comunitat Valenciana ma chissà che non sia proprio questa l’estate in cui svestirà quel simbolo di grandezza dal proprio braccio per sposare altri colori.

Daniel Parejo Muñoz in questi anni è stato tutto ed il contrario di tutto per il Valencia: simbolo, idolo e capitano per quella innaturale eleganza e capacità di pennellare il pallone; bersaglio, centro delle polemiche e a tratti un fastidio per una tifoseria estremamente isterica che non è riuscita a mandar giù un tracollo tanto rapido quanto brutale negli ultimi due anni.

Parejo nella crisi del Valencia ci è cascato con tutte le scarpe e non ha saputo risollevare una squadra impantanata nel fango della crisi con le sue giocate. Qualche sprazzo di classe sì ma una nave che affonda è difficile da salvare. Ecco perché il futuro dell’ultima squadra in grado di spezzare l’egemonia Barcellona-Madrid di questo millennio potrebbe ripartire da nuovi volti e nuovi idoli.

Ci sarà Marcelino a guidare la squadra ed il mercato e sia per una questione economica, sia per una questione di rifondazione si potrà fare a meno di tutti, anche di chi veste quella maglia da sei stagioni.

Ed è un peccato immaginare un addio per un calciatore che comunque quella maglia l’ha onorata in ogni partita. Certo, c’è da sottolineare che il suo atteggiamento a volte troppo fiacco fatica a placare la rabbia di un pubblico irritato ma questo fa parte del suo carattere. Quell’aria così spaesata che a volte lo fa sembrare sconnesso dal mondo è una sua peculiarità più che un suo limite e gli permette di mettere in moto un cervello che viaggia molto più veloce di un fisico mai eccessivamente svelto. Dani Parejo in questi anni ha scritto pagine di innaturale eleganza sul campo di Mestalla, accarezzando il pallone da puro esteta: sempre fine, mai brutale, una delizia per gli occhi.

Una cosa è certa: vederlo andare via sarebbe un grande rammarico perché un capitano che lascia dopo così tanti anni dà sempre quel dispiacere e senso di vuoto anche se non si è tifosi della squadra in questione. Ma chissà quale potrebbe essere la sua prossima meta: in carriera ha lasciato l’agglomerato di Madrid solo per scegliere Valencia ma la sua prossima maglia potrebbe essere quella del Siviglia dove troverebbe un altro amante del bel gioco come Berizzo. O chissà quali altre opzioni. Fatto sta che una delle più lunghe e belle storie d’amore degli ultimi anni di Liga sta per terminare e immaginare il Valencia senza il suo capitano è ancora difficile.