Liverpool, una delle città più industrializzate e simbolo di fabbriche e duro lavoro nel nord dell’Inghilterra. Un luogo che non riesce ad attrarre molti turisti, ma che ha fatto dello sport e dello spettacolo la sua arma vincente. I Beatles negli anni ’60 hanno segnato un’epoca e da allora la città non fu più la stessa, anche perché quelli erano anni d’oro per le due squadre che da oltre cento anni dividono il cuore della città: l’Everton e il Liverpool.


Si tratta del derby più disputato di sempre nella storia del calcio inglese, essendo entrambe da quasi sessant’anni stabilmente in First Division o in Premier League. I primi a nascere furono Toffees nel 1874 e furono proprio loro a iniziare solo dieci anni dopo la costruzione di quello che diventerà il mitico Anfield Road. Inizialmente infatti furono i Blu della città a dare vita a uno degli stadi più iconici del mondo, quando i rivali Rossi non erano ancora nati. I Reds infatti videro la luce soltanto nel 1892 quando l’Everton decise di lasciare lo stadio causa i costi eccessivi dell’affitto e così se ne costruì un altro dalla parte opposta rispetto a Stanley Park e così nacque anche il Goodison Park. John Houlding, l’affittuario del terreno, decise così di non lasciare Anfield senza una squadra e fondò l’Everton Athletic, mantenendo il nome del quartiere a nord della città. Il Consiglio Calcistico però bocciò la denominazione e fu costretto a cambiarla e così nacque ufficialmente il Liverpool Football Club. Venendo quindi dalla stessa zona e dallo stesso quartiere della città la rivalità riuscì sempre a mantenersi su binari di grande tranquillità tanto da essere soprannominato il “Friendly Derby” (Derby amichevole). L’estrazione sociale era la stessa per entrambe le tifoserie e l’estrema vicinanza dei due impianti portò molta gente a seguire entrambe le squadre, soprattutto agli inizi del calcio. La religione fu uno dei pochi motivi di scontro, anche se in maniera molto blanda. L’Everton fu da sempre la squadra dei cattolici della città, mentre il Liverpool quella dei presbiteriani. Furono soprattutto i Reds a mantenere questo distaccamento, ma solo fino al 1979 quando per la prima volta venne acquistato l’irlandese e cattolico Ronnie Whelan.


Gli anni ’70 videro anche la nascita del fenomeno hooligans in Inghilterra e tra le firm più accese vi era senza dubbio quella del Liverpool. Gli Urchins e la Riot Squad rappresentarono per anni il panico in Patria e in Europa, tanto che dopo i disastrosi fatti dell’Heysel, che portarono alla morte di trentanove tifosi prima della finale di Coppa dei Campioni contro la Juventus, le squadre inglesi vennero squalificate dalle competizioni europee. Fu un durissimo colpo per tutto il movimento e anche i rapporti con i vicini Toffees si incrinarono notevolmente per alcuni anni e nella seconda metà degli anni ’80 ci furono gli unici veri scontri in questo derby. Anche la Firm dei Blu non era certamente da meno, rappresentata dai County Road Cutters, e questi furono i primi a dare il là allo stile di abbigliamento hooligans, utilizzando svariati capi firmati. L’astio però fu di breve durata perché gli animi si placarono a seguito del più grande dramma sportivo inglese di sempre, la strage di Hillsborough. In occasione della semifinale di Fa Cup tra Liverpool e Nottingham Forest ci fu una pessima gestione dell’ordine pubblico e gli spettatori rimasero intrappolati all’interno del settore, molti dei quali furono schiacciati contro le recinzioni e novantasei di essi persero la vita. Fu un dramma che portò alle rivoluzionarie innovazioni che diedero il là alla Premier League moderna e i tifosi dell’Everton furono sempre in prima linea quando si trattava di commemorare quella tragedia. Nell’agosto 2012, ventitre anni dopo quell’evento e in occasione di una gara interna contro il Newcastle, a Goodison Park entrarono in campo due bambini con le maglie delle due squadre dove in una c’era il numero nove e nell’altra il sei per ricordare le vittime di quel maledetto pomeriggio. La rivalità dunque si è sempre mantenuta solo sul campo da calcio, mentre furono ben più aspre le sfide tra i Reds e il Manchester United e tra Toffees e Sunderland.


In ambito sportivo non vi è partita tra le due squadre con il Liverpool nettamente avanti sui rivali e con le sei Champions League vinte a creare un solco probabilmente mai ricucibile dai rivali. Dal canto suo l’Everton ha vissuto di sprazzi, l’ultimo dei quali tra il 1985 e il 1987 dove riuscì a vincere i suoi ultimi due campionati inglesi, sono nove in totale, e soprattutto la Coppa delle Coppe 1985, unico trofeo internazionale per i Toffees. Negli scontri diretti però la differenza non è poi così abissale come il palmarès potrebbe far credere, infatti i derby tra queste due squadre sono spesso state gare spettacolari e sono ben sessantasei le vittorie della più antica squadra cittadina a fronte di settantaquattro pareggi e novantatre successi Reds. In campo la prima sfida storica venne giocata a Goodison Park nel lontano 1894 e l’esperienza dei Blues portò subito a una netta vittoria per 3-0. Chi più di tutti nella storia è riuscito a esaltarsi in queste sfide è stato senza dubbio il mitico cannoniere gallese Ian Rush. In un’epoca in cui anche l’Everton riusciva ad avere le sue soddisfazioni fu un autentica macchina da derby riuscendo ad andare a segno per ben venticinque volte, risultando in assoluto il principale protagonista della sfida. Per trovare infatti numeri significativi dobbiamo risalire a prima della Seconda Guerra Mondiale con Dixie Dean dei Toffees, che segnò un totale di diciannove reti, e addirittura prima del primo scontro bellico mondiale con Alexander Young a quota dodici. In un’epoca moderna solo Steven Gerrard è stato in grado di marcare con costanza nei derby arrivando in doppia cifra a dieci, ma comunque ben distante dalla leggenda Ian Rush.
Due volti della stessa città, una rivalità storica che non tramonterà mai, perché a Liverpool o sei uno Toffees o sei un Reds.