Il futuro di Rodrigo De Paul sembra essere ogni giorno più lontano da Udine: difficilmente verrà annunciato prima dell’inizio della Copa América in un’altra squadra e di conseguenza prenderà il via al torneo sudamericano ancora da giocatore bianconero, ma al termine del cammino dell’Argentina è probabile che tratterà il suo passaggio in un’altra squadra per tentare un salto di qualità che la sua carriera merita.

L’Atlético Madrid è una delle squadre maggiormente interessate a De Paul, assieme al Milan che in Italia è quella che si è mossa maggiormente dopo aver capito le difficoltà dei margini di trattativa per il rinnovo di Calhanoglu. L’Atlético è disposto a formulare un’offerta importante con una contropartita di un certo spessore come Nehuén Pérez, in prestito al Granada lo scorso anno, e sembra voler puntare forte su di lui per il prossimo anno dove sarà testa di serie in Champions League.

Nel caso De Paul si ritrovasse ad accettare l’offerta si ritroverebbe agli ordini del suo connazionale Simeone e dovrebbe entrare in un contesto decisamente competitivo in cui va analizzata la sua funzionalità. L’idea principale che si può avere di Rodrigo De Paul all’Atlético Madrid è quella di una mezz’ala tecnica in grado di impostare il gioco ed essere fondamentale nelle transizioni offensive. Il trasporto del pallone da una metà campo all’altra in fase di ripartenza è il piatto forte dell’argentino, che su quel tipo di azione ha costruito la sua grande reputazione in Friuli: il ruolo è particolarmente adatto alle sue caratteristiche, perché richiede grande padronanza del pallone, ma anche la visione di gioco giusta per servire il compagno più idoneo al momento della scelta di passaggio.

Nella scorsa stagione questo tipo di ruolo è stato ricoperto anche dal suo connazionale Correa, che però nelle idee del Cholo è principalmente una spalla di Suárez, più gettonato in questo momento anche di Félix. De Paul dovrebbe di fatto dare quello che Saúl, possibile partente e unica vera delusione di stagione, non è riuscito a dare negli ultimi mesi, ossia quell’abilità nelle due fasi richiesta per un gioco dispendioso e volto a creare il più possibile situazioni con tanto campo davanti a sé.

In tal senso le esperienze con Gotti all’Udinese, ma anche con Scaloni in nazionale, hanno sdoganato questa figura da tuttocampista nel centrocampista scuola Racing, che nella parte iniziale di carriera, dove sembrava più destinato a una funzione da trequartista o comunque a immediato supporto delle punte, non sembrava contemplata. Di fatto quello dell’Atlético è un vero e proprio 3-5-2, nonostante a volte venga messo in grafica come una difesa a quattro con Hermoso (tutt’altro che un terzino) schierato a sinistra. Un sistema a lui molto caro in questi anni e dove  ha trovato la dimensione che gli permette di aver alzato il target di squadre che lo corteggiano: in un sistema molto più competitivo rispetto a quello attuale, ma con una preparazione di gara che ha qualche punto in comune, potrebbe trovare la definitiva consacrazione nel calcio europeo, che non ha fatto a meno di notare questa ascesa.

Il connubio con Simeone può funzionare alla grande, così come la convivenza a centrocampo con due jolly del Cholo come Koke e Llorente che possono trasmettergli grinta e ritmo per restare sempre con la testa dentro la partita. Per De Paul potrebbe essere effettivamente la squadra migliore dove approdare, per quanto anche figure come Héctor Herrera sembrava particolarmente idonee al mondo colchonero, per poi venirne ridimensionate.