Drömläget è il vocabolo utilizzato dallo Sportbladet per aprire la rassegna post Friends Arena. Letteralmente, “un ruolo da sogno”. Calcolatrici alla mano, scenari possibili, prevedibili, impreventivabili a parte, il punto è che il prossimo scontro diretto tra Olanda e Svezia decreterà quale delle due formazioni approderà ai playoff. E, salvo una sconfitta con almeno 7 reti di scarto, la formazione scandinava nutre un vantaggio non da poco. Ecco perché la soddisfazione, dalle parti di Stoccolma, si fa virale: pure perdendo 6-0, i Blågult si qualificherebbero comunque nell’ultima fase eliminatoria prima di poter (eventualmente) prenotare volo e hotel dalle parti di Mosca. In sintesi, solo un Svezia-Lussemburgo a parti invertite potrebbe rimescolare le carte in tavola. Del match, in ogni caso, abbiamo già scritto QUI.

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Sforzo esemplare“Uno sforzo esemplare” è quello che la formazione scandinava ha compiuto per fare in modo di arrivare con una differenza reti più alta possibile. Dopo la partita, i giocatori hanno cenato insieme commentando tra le altre cose la situazione nel girone: Francia prima, con l’0-1 alla Bulgaria, e Olanda che ha battuto in scioltezza la Bielorussia per 3-1. Uno scenario che soddisfa, su tutti, Emil Forsberg: “Le probabilità sono assolutamente buone, abbiamo aumentato le possibilità ancora di più”. Sarà però anche esemplare lo sforzo che gli oranje dovranno tentare quantomeno per non annullare ogni onirica speranza presente sugli spalti dell’Amsterdam ArenA. Sebbene Arjen Robben abbia manifestato la propria insoddisfazione (“Diciamolo, è impossibile, ma spero che le persone vengano a sostenerci mentre giocheremo per il nostro orgoglio”), Dick Advocaat ha provato a rimediare: “La dichiarazione di Arjen è strana, non possiamo dire che è finita. Certo, sarà estremamente difficile per noi, ma dobbiamo ancora giocare la partita”. Il lumicino c’è, pur se è ai minimi storici. E John Guidetti, uno che in carriera ha segnato già 4 reti all’Ajax, ha già chiarito le sue intenzioni: “Cercheremo di fare il meglio possibile, andremo là per vincere.

Voglia di dilagare“Non ho parlato di una differenza di gol o di inseguire obiettivi. Non l’ho fatto neppur una volta questa settimana”, ammoniva Janne Andersson. Senza stress, come ha sottolineato pure il capitano Andreas Granqvist, c’è stata la possibilità di condurre in porto una partita in modo tranquillo. Le reti si sono susseguite regolarmente, e addirittura Marcus Berg si è reo protagonista di un litigioso siparietto nel momento in cui è andato a recuperar velocemente il pallone dalla rete litigando quasi col portiere del Lussemburgo Joubert. “Un risultato fantastico ha continuato Granqvist, ripensando a quando, nel pre-partita, gli era stato raccontato il seguente episodio: Dick Advocaat, al quale avevano chiesto un commento qualora la Svezia avesse segnato 8 reti al Lussemburgo, aveva risposto seccato “Non possono vincere 8-0, è una stupida domanda, impossibile”. Tutto questo fa parte del background, in una serata coincisa con la miglior prova in 69 anni di storia. Come scrive Simon Bank, articolista dello Sportbladet nonché eccellente storyteller, è come se la Svezia avesse mandato un chiaro ed inequivocabile messaggio alle rivali: “Benvenuti qui, in ogni modo. Abbiamo costruito un castello qui a Solna.

Berg – Ibra ha segnato quattro reti in 90′, Svarte-Marcus in “soli” 75. Gioca in Arabia Saudita, dove spesso si toccano i quaranta gradi, ma il calore più assurdo l’ha temprato nella fredda (siamo pur sempre in Scandinavia) serata della Friends Arena. E’ stata una partita perfetta, anche grazie alla verve di uno dei volti che maggiormente ha tratto beneficio dal post-Zlatan. In un periodo tale per cui l’assenza di Ibra costringeva la nazionale a cercare forza in un gruppo per forza di cose omogeneo, l’ex punta del Panathinaikos è emerso. Al pari di Toivonen, di Granqvist, di Lustig, di altri volti che hanno ricevuto la scossa d’adrenalina dopo che il loro storico leader è sparito per ragioni anagrafiche dall’elenco dei convocabili. Non è un caso che la Svezia sia questa senza Ibra: e tra tutti, forse, anzi, probabilmente, Marcus Berg è il giocatore che ha tratto più benefici dalla rottura dell’Ibra-dipendenza. E già che ho citato Lustig, all’interno degli 8 gol c’è anche spazio per la seconda rete nelle qualificazioni al Mondiale di Mikael: elogiato da Guidetti e Lindelöf, che rispettivamente gli han dato del “capo” e del “re”, l’esterno del Celtic si è concesso un altra marcatura dopo quella già messa a segno contro la Bulgaria. Così, giusto per ricordarlo.

Personaggi  – Uno si chiama Lasse Richt ed è il landslagschef della nazionale. L’altro è Jimmy Durmaz, e seguendo un poco il calcio di queste parti lo conoscerete certamente. Il primo è il team manager, che curiosamente conosce una persona che gestisce le condizioni del terreno di gioco sul quale i Blågult andranno a piantare i tacchetto: “Tiene traccia delle condizioni ogni giorno, dopo tutte le partite, analizza meticolosamente il campo – spiega Richt, che però non vuole rivelare l’identità del soggetto – “non ha mai sbagliato”. Durmaz invece, ieri abbottonato in un cappotto quasi a non volersi far riconoscere, era sugli spalti della Friends Arena. Infortunato, il barbuto 28enne esterno del Tolosa era indisponibile ma ha scelto comunque di tifare per i compagni: È un inferno, all’inizio è stato nervoso ma ora stiamo già vincendo 3-0 a metà tempo, sarebbe peggio se fosse 0-0. La squadra sta andando avanti segnando più gol in modo da assicurarci il playoff già oggi. Poi ci sarà da vincere anche martedì, ma i ragazzi lo sanno.

Spettacolo – In occasione della finale di Europa League, tenutasi qui, alla Friends Arena, la Solna Kulturskola och Kulturskolan Stockholm aveva preparato uno spettacolo coreografico da presentare prima di Ajax-Manchester United. Il resto è storia recente: l’attacco terroristico avvenuto nella città inglese in concomitanza col concerto di Ariana Grande, la rinuncia da parte di Axwell Λ Ingrosso di suonare nella cerimonia d’apertura, pure la coreografia è stata annullata. “Non l’abbiamo detto alla Uefa ma la abbiamo letto sull’Aftonbladet, poi abbiamo ricevuto un’email dal nostro produttore circa un’ora dopo, dicendo che aveva ricevuto il messaggio. Io e gli altri che sarebbero stati con noi si sentono molto tristi e arrabbiati. Non siamo stati trattati con particolare rispetto” ha detto un ballerino allo Sportbladet, volendo però restare anonimo. Bene, contro il Lussemburgo, lui e altri 119 studenti di danza hanno avuto la possibilità di mettere in scena lo spettacolo, ottenendo la loro revans, un buon rimborso in virtù delle energie impiegate nella preparazione dello spettacolo.