Nessuno fermi il sogno di Emiliano Martínez: il portiere è diventato il grande protagonista della Copa América con la sua Argentina, diventando decisivo nella semifinale contro la Colombia vinta ai calci di rigore. Un’esplosione tanto attesa dopo una stagione vissuta a mille all’ora con il suo Aston Villa, l’unico club che ha saputo valorizzarlo dopo anni in giro per l’Inghilterra.

L’unico davvero, perché con l’Arsenal la sua carriera rischiava di crollare a picco. Con i Gunners è cresciuto, ma nonostante tutto il rapporto non è mai decollato: gli inglesi lo acquistarono dell’Independiente per poco più di un milione di euro nel 2010, quando il portiere aveva soltanto 18 anni. Sarebbe dovuta essere una delle tante sorprese del calcio argentino, ma dopo due anni trascorsi nell’Academy nessuno gli ha mai concesso un’apparizione con la prima squadra. Oxford United, Sheffield Wednesday, Rotherham, Wolverhampton, Getafe e poi Reading, Martínez ha girato il Regno Unito in lungo e in largo negli ultimi otto anni, senza mai trovare stabilità neanche nelle serie minori.

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L’unica grande occasione arriva alla fine di questa girandola di prestiti, quando il portiere titolare dell’Arsenal Bernd Leno si infortuna. Emi Martínez si fa trovare pronto e in appena 9 partite giocate dal primo minuto stupisce la Premier League, diventando anche grande protagonista del Community Shield vinto dai Gunners contro il Liverpool. Il posto tra i palo però appartiene sempre a Leno e l’argentino capisce che a Londra per lui non c’è futuro.

L’unica alternativa è quella di vestire la maglia dell’Aston Villa, reduce da una stagione deludente ma con grandi obiettivi per rilanciarsi tra le grandi. E forse i Villans non avrebbero potuto fare investimento migliore: titolare per tutta la stagione, terzo in assoluto per clean sheets e salvataggi, statistiche importanti per un portiere che non aveva mai trovato continuità in un massimo campionato. Un rendimento così non poteva che far sperare in una Copa América di altissimo profilo, aspettativa per niente affatto delusa.

Emi Martínez ha saputo prendere per mano anche la sua Argentina, guadagnandosi addirittura l’appellativo di eroe nazionale per l’immensa prestazione contro la Colombia, bloccata ai calci di rigore dalle sue tre parate. Non potrebbe esserci onore più grande per lui che sogna di vincere qualcosa di importante con la sua nazionale e regalare una soddisfazione anche a Leo Messi, un amico per il quale darebbe anche la vita, come dichiarato in una toccante intervista nel 2020.

Il suo obiettivo diventa quello di una nazione intera, trascinata dalla Pulce e dalle sue parate che finalmente lo hanno reso grande. Martínez vola tra i pali come se fosse il più normale dei supereroi, come se questa Copa fosse la più grande missione della sua vita. E forse è davvero così: dopo dieci anni di trasferimenti e prestiti su e giù lungo tutte le serie inglesi, è tornato a casa per mettere i suoi guantoni su tutto il Sudamerica.