L’incubo di tutti i rigoristi si chiama Emiliano Martínez: il portiere dell’Aston Villa, eroe della storica Copa América vinta dall’Argentina è diventato protagonista nell’ultimo weekend di Premier League per il siparietto nato con Cristiano Ronaldo, frutto del suo bizzarro modo di provocare che lo ha reso uno dei migliori pararigori del calcio europeo.

Tutto è cominciato al 93′, con il tiro dal dischetto assegnato al Manchester United che sarebbe valso l’1-1. Ressa nel cuore dell’area, a contendersi la palla sono Cristiano Ronaldo e Bruno Fernandes. Il portiere punta il numero 7, un po’ per goliardia e un po’ per la voglia di sfidare il grande rivale di Leo Messi, suo amico per il quale ha speso parole molto forti prima dell’impresa con la maglia dell’Argentina. Martínez è incontenibile: “Batti tu il rigore Cristiano”, continua a ripetere minaccioso finché non interviene Pogba a riportare calma e ordine in una situazione così delicata. Alla fine dal dischetto si presenta Bruno Fernandes, un vero specialista dei penalty che però viene letteralmente stregato dal portiere che prima lo induce all’errore e poi da spettacolo con un balletto sotto alla curva dei Red Devils.

Foto by Martin Rickett

Normale amministrazione per il Dibu che della provocazione ha fatto la sua arma vincente, fino a diventare uno dei portieri più decisivi di tutta la Premier League. Il segreto è tutto nelle sue tecniche di distrazione, diventate perfino oggetto di studio da parte di qualche psicologo, incuriosito dallo strano modo di agire del numero uno dell’Aston Villa. Il suo atteggiamento è atipico: anche in Copa América più che un portiere sembrava un soldato pronto alla battaglia, come dimostrato in occasione dei rigori tirati nella partita contro la Colombia. La sua tattica comincia sempre con una “distrazione visiva”, ossia gli strani movimenti che mette in scena sulla linea di porta mentre l’avversario sistema il pallone.

Non manca poi la pressione verbale, ossia frasi urlate al rigorista mentre è in procinto di battere. È la scena vista contro la Colombia, dove più di una volta Martínez ha chiesto al suo rivale, con tono poco gentile, se fosse pronto per calciare ed essere “divorato”, parole destabilizzanti che minano la concentrazione di chi si trova sul dischetto. Ma la tecnica migliore, o “master class” come è stata definita dallo psicologo calcistico e ricercatore Geir Jordet è quella vista contro il Manchester United.

La strategia del portiere argentino è stata quella di giocare sulla rivalità tra Cristiano Ronaldo e Bruno Fernandes, due specialisti dei calci di rigore. Dibu Martínez si è rivolto al giocatore che non era stato scelto in quel momento dall’allenatore, sperando di accendere un meccanismo di sfida e rendere la situazione ancora più tesa. Ed effettivamente ci è riuscito: Fernandes è rimasto intrappolato dal portiere-stratega e ha sbagliato il suo primo rigore da oltre un anno, dopo averne segnati 12 consecutivi, regalando così la vittoria all’Aston Villa.

Arroganza e provocazione si sono rivelate ancora una volta le armi vincenti per l’argentino, diventato idolo assoluto dei suoi tifosi per la tenacia e la grinta messa in campo in ogni partita. Martínez non ha paura di nessuno e dopo tante stagioni trascorse in prestito senza una meta definitiva si sta finalmente prendendo la sua rivincita nel calcio inglese che lo ha incoronato come uno fra i migliori portieri di tutto il campionato.