La super stagione di Emiliano Rigoni non è passata inosservata in Europa tanto che il suo futuro con la maglia dell’Independiente sembra essere in bilico ed una sua possibile avventura italiana è tornata ad essere un’ipotesi più che probabile.

Una carriera in crescita costante con l’esplosione dell’ultimo anno che lo ha messo in vetrina per quello che riguarda il campionato argentino. Dalle prime ottime impressioni con la maglia del Belgrano al passaggio all’Independiente dove si è consacrato come uno dei giocatori più versatili ed interessanti di tutto il panorama sudamericano.

Versatilità, questo il fattore determinante della sua crescita. Nasce come volante di gamba e qualità utilizzato per lo più da mezzala o laterale nel Belgrano di Zielinski, si evolve come esterno più puro con l’Independiente e matura un’importante concezione dello spazio nella sua copertura del campo.

Versatile anche tecnicamente, non solo come posizione in campo. La sua qualità principale infatti è quella di essere totalmente ambidestro: tocca il pallone indifferentemente con entrambi i piedi e addirittura sulle palle da fermo calcia (e talvolta segna) sia di destro che di sinistro.

Rigoni: la crescita improvvisa 

Al Belgrano avevamo un giovane promettente, all’Independiente abbiamo apprezzato un giocatore forte. I mezzi non gli sono mai mancati, l’unica cosa che gli veniva rimproverata era il fatto di non riuscire sempre ad imporsi e a tratti di essere ancora troppo grezzo e per questo sono servite le mani dei suoi allenatori.

Zielinski lo aveva lanciato, Gaby Milito lo ha inquadrato ma è sotto la guida di un profilo molto singolare come Ariel Holan che è totalmente esploso. L’ex allenatore del Defensa Y Justicia lo ha sgrezzato tecnicamente e inquadrato a livello tattico fino a portarlo ad essere l’ottimo calciatore che è ora. Attualmente si disimpegna come esterno nel 4-2-3-1 e occupa senza farsi problemi entrambe le fasce visto che le sue proprietà tecniche gli consentono di potersi adattare a qualsiasi lato del campo.

Nell’ultimo campionato è cresciuto non solo a livello di maturità dentro al rettangolo di gioco ma soprattutto in fatto di numeri. Sono addirittura 11 i gol segnati nelle 30 partite di campionato e questo dato va analizzato con cura: innanzitutto le 30 partite indicano che il calciatore ha disputato ogni singola giornata del campionato e che non è stato oggetto di alcun infortunio; gli 11 gol su 39 totali della squadra parlano chiaro e ci indicano quanto sia diventato incisivo sotto rete nonostante parta da una posizione defilata di campo.

Fino a pochi mesi fa era il calciatore che segnava solo alla sua ex squadra (più gol segnati al Belgrano con la maglia del Diablo), ora è diventato il centrocampista/esterno più prolifico dell’intero campionato. In questo processo di crescita ha inciso sicuramente il Torneo a 30 squadre che lo ha messo a confronto con tantissimi avversari differenti in poco tempo.

Un esterno sui generis

La sua completezza tecnica abbinata ad un ottimo palleggio lo rendono un esterno sui generis e molto imprevedibile: sa infatti sfruttare le qualità sia per tagliare verso il centro del campo, sia per attaccare la linea di fondo anche se la sua particolare predilezione per il tiro dalla distanza lo porta ad optare più per la prima che per la seconda opzione.

Non un crossatore, più un esterno da inserimento. I gol che ha segnato in questo anno sono arrivati soprattutto grazie al senso della posizione e alla capacità di saper arrivare al momento giusto sul pallone. Spesso si è distinto anche in buone giocate in velocità anche se quando porta palla al massimo dell’accelerazione non è impeccabile nel controllo del pallone che rimane sempre un po’ troppo distante dal piede. Tuttavia è dotato di un’ottima sterzata che gli consente di cambiare direzione in maniera netta e di lasciare sul posto il suo dirimpettaio: su questo tipo di dribbling ha lavorato molto negli anni e sa usare molto bene il controllo del pallone con l’esterno per mandare in porto questo tipo di giocata.

Come sottolineato prima, ama calciare verso la porta. Il tipo di conclusione che tenta maggiormente è quella a giro sul secondo palo e anche qui riesce a trovare questo colpo esteticamente molto apprezzabile con entrambi i piedi. Questa sua tendenza a puntare il centro del campo lo incastra meglio in un sistema con una difesa a quattro dove i suoi tagli in diagonale favoriscono la sovrapposizione del terzino nello spazio creato.

Altro limite del suo bagaglio tecnico potrebbe essere l’ultimo passaggio: gli riesce meglio raccoglierlo che effettuarlo e l’imbucata vincente non sembra essere ancora nel suo repertorio. O si imposta un giocatore differente, oppure si deve ancora lavorare su questo lato tecnico.

Come immaginare Rigoni in Italia

Per esportare il talento di Rigoni in Italia occorre una squadra in grado di giocare in velocità e che gradisca il palleggio. Per il calcio italiano può essere utilizzato principalmente in due posizioni: o da mezzala nel ricalcare i primi passi della sua carriera per sfruttare i suoi inserimenti, oppure come interprete della trequarti nel 4-2-3-1 per dare continuità alle prestazioni che lo hanno reso protagonista nell’Independiente. Immaginarlo così decisivo in zona gol da subito è abbastanza difficile ma i suoi colpi sono importanti e puntare su di lui è una scommessa che per un club italiano vale la pena fare. Se ben accudito e privo di eccessive attenzioni può impattare anche molto bene in un campionato come il nostro: già però voci su un possibile ruolo da erede di Bernardeschi rischierebbero di compromettere la sua esperienza sia perché è un giocatore completamente diverso, sia perché non ha ancora le spalle sufficientemente larghe per sopportare un peso del genere.

Qui una carrellata di immagini per farsi un’idea del giocatore