La storia di Enric Gallego rientra nella categoria delle storie quasi impossibili, quelle che nel 99% dei casi finiscono in un’altra maniera. L’attaccante originario di Martorell (Catalogna) ha raggiunto la massima divisione spagnola solo lo scorso giovedì, grazie all’Huesca che ha deciso di regalargli questo sogno all’età di 32 anni. I suoi primi 90 minuti in Liga contro l’Atletico Madrid non gli hanno permesso di esultare, ma ci saranno sicuramente altre occasioni perché la favola di Enric è appena iniziata.

Scavando nel passato dell’ormai ex Extremadura ci imbattiamo in un cammino abbastanza insolito. La sua carriera viene “stroncata” sul nascere, quando una rissa nelle giovanili porta alla squalifica della sua e della squadra avversaria per due anni. Questo influisce molto sulla voglia di proseguire e fino ai 20 anni non gioca a calcio, o almeno lo fa al di fuori dei campionati giovanili spagnoli. L’uomo che gli cambia la vita risponde al nome di Orlando Llorente, allenatore e al momento osservatore per il RCD Espanyol. Il primo contatto tra i due arriva in uno dei classici campus estivi organizzati prima del ritiro stagionale (nel 2007 Llorente era osservatore del Valencia e allenatore dell’Alzamora): grazie alla presentazione di Marcos Pérez, amico di entrambi e attuale portiere del Llagostera.

La squadra è l’Alzamora, il campionato la Primera regional, tre categorie sotto la Tercera División. Considerando che corrisponde alla nostra Serie D, il campionato dal quale riparte Enric è la nostra Prima Categoria, la settima contando dalla Serie A.

Da lì in poi è una scalata impensabile. Un anno e mezzo dopo aver ricominciato, si trasferisce al Premiá, in Tercera División, compiendo un triplo salto di categoria; poi arriva la firma con l’Español B, il Cornellá e il Badalona, all’età di 27 anni. E’ in questo momento che Enric inizia a dedicarsi solo al calcio, da professionista. In questi sette anni, agli allenamenti e alle partite, alterna lavori come camionista e operaio, collabora con il servizio di biciclette di Barcellona e monta condizionatori. Forse però ha capito che per fare il salto di qualità servono più energie da dedicare esclusivamente al calcio.

Dopo una brevissima parentesi all’Olot, firma con il Cornellá, sempre in Segunda B. E, la squadra da cui sono passati Keita Balde Diao e Jordi Alba, rappresenta un trampolino di lancio anche per Enric. Segna così tanto che nella finestra gennaio 2018 l’Extremadura decide di pagarlo 200.000 euro per portarlo nel proprio undici. L’epilogo è felice: l’Extremadura, dopo un lungo playoff, sale in Segunda e lui chiude come massimo marcatore della Segunda B (29 gol, di cui 18 con il Cornellá e 11 con l’Extremadura).

Il meglio però, deve ancora arrivare. Dalle parti di Almendralejo, città in cui risiede il CF Extremadura, ci mette poco a diventare un idolo. Alla sua prima esperienza in Segunda segna ben 15 gol, guardando dall’alto tutti gli altri pretendenti al titolo di Pichichi; 26 gol in 39 partite con la maglia azulgrana è il suo bottino finale.

Non cambiano i colori, ma cambia livello e città. La sua nuova avventura si chiama Huesca, il sogno Primera si è finalmente realizzato e ora resta da compiere quello della salvezza. Enric Gallego non avrà l’età dalla sua, ma a qualche anno di troppo sul passaporto, rimedierà con l’applicazione e il lavoro che l’hanno portato fin sotto ai riflettori della Liga.

Presentazione di Enric Gallego con la maglia dell’Huesca