La stagione 2019-2020 non è stata memorabile per l’Everton: l’arrivo in panchina di Carlo Ancelotti, chiamato a sostituire l’esonerato Marco Silva poco prima del giro di boa, non è servito a evitare quello che è stato il peggior piazzamento del club dal 2003-2004 quando i Toffees, guidati da un giovanissimo Wayne Rooney, terminarono la stagione al 17esimo posto, a 6 punti dalla retrocessione.

L’impatto dell’allenatore italiano aveva fatto ben sperare con le 3 vittorie trovate nelle prime 4 giornate, intervallate solo da una sconfitta all’Etihad contro il Manchester City di Guardiola. Ma poi l’entusiasmo portato dal cambio di guida tecnica è scemato e i Toffees sono tornati a essere altalenanti e discontinui: i risultati faticavano ad arrivare e ci sono state partite piuttosto rocambolesche, come il pareggio in casa contro il Newcastle che ha recuperato i due gol di vantaggio oltre il novantesimo. La sosta forzata per il Covid-19 non ha aiutato l’Everton che alla ripresa del campionato ha portato a casa solo 12 punti in 9 giornate.

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Tuttavia, come prevedibile, l’arrivo di Ancelotti a metà della stagione era solo il preludio di un progetto che mira sicuramente a voler rilanciare la squadra in quell’Europa che manca dal 2017-2018. La dirigenza non ha badato a spese e ha portato alla corte dell’ex allenatore del Napoli profili di assoluto livello per la sua idea di calcio basata sul 4-2-3-1: Allan (25 milioni dal Napoli), Doucorè (22 milioni dal Watford) e soprattutto, uno dei più grandi colpi del mercato estivo, James Rodriguez (25 milioni dal Real Madrid), già tanto desiderato e cercato dall’allenatore nella sua ultima esperienza partenopea.

Tre acquisti di spessore e qualità per rafforzare la linea mediana e aumentare notevolmente il tasso tecnico di una trequarti e di una zona offensiva già molto interessante per via della coppia Richarlison Calvert-Lewin (entrambi 13 gol in Premier nella scorsa stagione con l’inglese tra i migliori sotto Ancelotti) e alla quale si aggiungono anche i profili dei giovani Moise Kean, Alex Iwobi e dei più esperti Sigurdsson e Walcott.

Dalla cintola in su la rosa dei Toffees è qualitativamente e quantitativamente competitiva e offre ad Ancelotti varie soluzioni e alternative da poter sfruttare durante tutto l’arco del campionato. Ma l’impressione è che il reparto difensivo, orfano del ritiro della bandiera Leighton Baines (oltre 300 presenze) e reduce da una stagione con 56 gol subiti, possa aver bisogno di qualche innesto dal mercato: di certo Allan e Doucourè sono due acquisti mirati anche a migliorare una fase difensiva spesso troppo fragile per l’Everton che comunque necessita  di un ulteriore miglioramento.

In ogni caso, l’obiettivo dell’Everton deve essere quello di lottare con Arsenal, Wolves, Tottenham e Leicester per un posto in Europa League e dopo una campagna acquisti tra le più importanti di Inghilterra e con uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio, sbagliare questa stagione è quasi proibito. Il primo esame della stagione sarà contro un’altra squadra in cerca di riscatto, il Tottenham di Josè Mourinho, una delle sfide più interessanti della prima giornata di una Premier League che si preannuncia incandescente.

 

Alessio Brucoli