Qualche tifoso milanista forse si ricorderà del proprio primo incontro con Fabian Ruiz: era l’inizio di agosto e a Catania i rossoneri affrontavano il Betis in un’amichevole estiva. La partita venne sbloccata da un’autentica perla, un mancino imprendibile incastrato appena sotto l’incrocio dei pali da un ragazzino di 21 anni che aveva figurato meglio di tutti in quell’amichevole in Sicilia.

Quel ragazzino era proprio Fabian Ruiz, uno che la maglia del Betis più che indossarla la vive e che di quei colori ne ha fatto una ragione di vita. Cresciuto a coccolato al Benito Villamarin, stadio in cui ha vissuto anche gli anni più brutti della storia del Betis, quelli della retrocessione e dell’eliminazione per mano dell’odiato Siviglia in Europa League, ma stadio anche della rinascita, del ritorno tra i grandi e delle prime vere emozioni.

Fabian Ruiz adesso è diventato grande dopo aver assaggiato la prima squadra da piccolissimo e dopo aver fatto un anno di praticantato in quel di Elche, dove ha trovato la sua prima rete da professionista. Ora il centrocampista bético si è ritagliato un posto in prima squadra e ha finalmente segnato il primo gol in partite ufficiali con la maglia della squadra di cui è da sempre tifoso.

E le prospettive per la carriera di questo ragazzo sono importanti: è diventato titolare nella squadra più forte del Betis degli ultimi anni, si è collocato come interno di centrocampo o esterno sulla trequarti e lì vuole costruire le fortune sue e della sua squadra. Ha qualità importanti palla al piede e in velocità oltre che un piede sinistro che ha raddrizzato la mira e adesso inquadra la porta con grandissima facilità. Ieri così come contro il Milan il suo dardo scoccato col mancino è finito dentro la porta e per quanto non sia stato spettacolare come la rete di Catania rimane una firma d’autore con un altissimo concentrato di emozione.

Perché Ruiz questo gol lo aspettava da una vita e in quella cavalcata palla al piede chiusa con il rasoterra vincente c’è tutta la sua giovane carriera da calciatore e da tifoso. Quest’anno sono più di 50.000 gli abbonati al Villamarin e ieri tutti hanno applaudito la sua grande giocata: ora però un ragazzo con queste qualità non deve né accontentarsi né montarsi la testa ma proseguire di pari passo con una squadra che sta sorprendendo per la sua qualità di gioco e risultati.

Il Betis è probabilmente la piazza più passionale di Spagna assieme ai cugini del Siviglia e sta costruendo le proprie ambizioni d’Europa tramite una squadra infarcita di calciatori che la passione bética ce l’hanno nel sangue sin da bambini: una leggenda del passato come Joaquin, un talento del presente come Cristian Tello e la stella del futuro Fabian Ruiz.