Trentatré vittorie (ventuno consecutive), un pareggio e due solo sconfitte: questo il bilancio di Flick da quando si è seduto sulla panchina del Bayern Monaco. Numeri impressionanti per un allenatore capace di cambiare completamente volto ad una squadra che stava vivendo un momento di difficoltà specie dopo il 5-1 subito dall’Eintracht. Da quel momento la stagione del Bayern è stata semplicemente perfetta con il triplete conquistato e una serie di statistiche (prima squadra di sempre a vincere tutte le gare di Champions per dirne una) impressionanti. Gran parte del merito va attribuito a Flick. Cerchiamo di capire le sue mosse principali in questa storica stagione.

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(Photo by MIGUEL A. LOPES/POOL/AFP via Getty Images)

Flick, ecco come ha conquistato il Bayern

Il primo, fondamentale, passo dell’allenatore è stato rimettere al centro del progetto senatori come Boateng e Müller; i due, infatti, erano finiti ai margini con Kovac e non riuscivano ad esprimersi al meglio delle loro possibilità. Con l’arrivo di Flick sono tornati determinanti specie il numero 25 che ha avuto un rendimento fuori dal normale.

Il secondo punto riguarda Davies; il terzino canadese è diventato uno dei protagonisti indiscussi della stagione bavarese. Giocatore formidabile che ha avuto una crescita impressionante considerando la giovane età. Bravo in entrambe le fasi di gioco (anche se risulta devastante quando può attaccare) riesce ad abbinare forza fisica, qualità tecnica e intelligenza tattica. Sia contro il PSG sia contro il Barcellona, nonostante due clienti complicati come Di María e Messi, è riuscito a non andare in crisi dimostrandosi già all’altezza per determinati palcoscenici.

L’ultimo aspetto è l’aver restituito normalità; Flick, infatti, non ha portato clamorose novità tattiche ma è stato bravo nel riportare fiducia ad un gruppo in difficoltà. Consapevolezza nei propri mezzi e tanta, tantissima, qualità: caratteristiche che la rosa bavarese ha sfruttato a dovere.

Ecco i tre motivi che hanno contraddistinto maggiormente Flick da quando si è seduto sulla panchina del Bayern. Poi, se hai come centravanti uno come Lewandowski nella miglior stagione della sua carriera, è tutto più semplice.