Per cambiare rotta e puntare verso la salvezza dopo un inizio di stagione da incubo all’Aston Villa serviva una grande scossa, come quella causata dall’arrivo di Steven Gerrard sulla panchina. Lo storico capitano del Liverpool torna in Premier League da vincente, dopo aver stravolto il campionato scozzese con i suoi Rangers, tornati alla vittoria dopo il lungo dominio dei rivali del Celtic.

L’impresa Rangers

Steven Gerrard approda su una panchina di Premier League, come tutti ben sappiamo, quella dell’Aston Villa. Club storico del calcio inglese che oltre a sette campionati nazionali, vanta anche una Coppa dei Campioni in bacheca. Ci arriva dopo l’esperienza di quasi tre anni e mezzo al Rangers, un fantastico trampolino di lancio per la giovane carriera del tecnico che da calciatore è stato una delle più grandi leggende di un club del lignaggio del Liverpool.

La sfida che era stata proposta dal club di Glasgow a Gerrard era tutt’altro che semplice: riportare i Gers alla loro condizione nazionale e internazionale, dopo gli anni difficili in seguito al fallimento e alla risalita in Scottish Premiership partendo dalla quarta divisione. E si può certamente dire che ci sia riuscito, almeno all’interno dei confini scozzesi.

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Dopo le prime due stagioni di ambientamento, le prima nel calcio dei grandi, in cui ha ottenuto due secondi posti, piazzamenti realistici, ma non scontati, nella scorsa stagione Gerrard ha fatto un vero e proprio capolavoro. Vittoria del campionato, l’iconico 55°, con 102 punti realizzati, frutto di 32 vittorie, 6 pareggi e soprattutto 0 sconfitte. Gli invincibili Gers hanno chiuso a più 25 sul Celtic. Togliendosi anche la soddisfazione di fermare a 9 la striscia di titoli di Scozia vinti dagli acerrimi rivali cittadini. Unico neo che si può trovare a Gerrard nella sua esperienza oltre il Vallo di Adriano è forse legato alle coppe nazionali, che non è mai riuscito ad alzare al cielo. Riuscendo però ad arrivare in finale di Coppa di lega nel 2020.

In Europa i suoi risultati non sono stati eccelsi, ma quantomeno sufficienti, considerando il livello generale del movimento scozzese e alcune eliminazioni clamorose nei preliminari prima del suo avvento. Nella prima stagione si è fermato ai gironi di Europa League, mentre nelle due successive è arrivato agli ottavi.

A molti tifosi dei Rangers resterà l’amaro in bocca e ad alcuni anche la rabbia per un addio a novembre a stagione in corso, con la squadra prima in classifica e una qualificazione alla fase ad eliminazione diretta dell’Europa League ancora da conquistare. Gerrard ha però avuto l’innegabile merito di riportare i riflettori del calcio che conta sui Rangers.

Il nuovo Aston Villa di Gerrard

L’eredità lasciata da Dean Smith non è delle più ricche: in questa stagione l’Aston Villa è reduce da cinque sconfitte consecutive che lo hanno spedito al sedicesimo posto in classifica, a un passo dalla zona retrocessione. Eppure i Villains sono una squadra che può contare su tanto talento nonostante l’addio della sua più grande stella, Grealish: Steven Gerrard avrà il compito di far crescere giovani promesse come Ollie Watkins, Emiliano Buendia e Axel Tuanzebe, il vero tesoro che il club al momento non ha saputo sfruttare. La loro freschezza e la voglia di far bene in Premier League sarà il motore principale di questo nuovo progetto, soprattutto perché l’ex Liverpool ha cominciato la sua avventura in panchina allenando proprio i giovanissimi, un’esperienza che potrebbe tornargli utile anche in questo contesto.

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Per quanto riguarda i senatori invece Gerrard potrà contare su giocatori come Danny Ings, arrivato ai Reds la stagione successiva al suo addio, ma soprattutto Emiliano Martinez che ha dimostrato di essere la vera anima di questa squadra, soprattutto in occasione della vittoria contro il Manchester United dove è stato protagonista della grande parata su Bruno Fernandes a tempo praticamente scaduto.

Gli ingredienti per poter puntare a una vittoria tranquilla ci sono tutti, ma il dubbio resta su come scenderà in campo l’Aston Villa: in questa stagione la squadra ha spesso cambiato pelle, svariando tra difesa a cinque, quattro oppure tre come nelle ultime uscite, ma puntando sempre sul solito attacco a due formato da Ings e Watkins. A Gerrard spetterà il compito di cucire il vestito perfetto per questi Villains e tirare fuori tutto il potenziale inespresso in questa stagione.

 

Ada Cotugno e Jacopo Formia