L’Athletic si rinnova, lancia dei giovani, cambia allenatori e prova novità calcistiche interessanti. Eppure alla fine segna sempre lui, Aritz Aduriz. Anche nell’anno in cui non sarebbe più dovuto essere un fattore, ma solo un rincalzo. Lui quella figura l’ha accettata, dichiarando il ritiro in anticipo, ma quando entra in campo ha voglia di essere protagonista più di chiunque altro.

E infatti quella palla è capitata a lui: una rovesciata d’autore per un calciatore dalla storia incredibile. Dodici stagioni con l’Athletic coronate da un gol che vale tantissimo: per la sua squadra che inizia battendo il Barcellona, per lui stesso che riscopre la sua importanza dopo un’estate di dubbi, per un campionato che comincia subito col botto.

Dopo dieci anni il vincitore della Liga torna a perdere alla prima giornata, merito di un ‘vecchietto’ abituato a fare gol. Sono altre adesso le stelle della squadra, ma nei minuti finali quando serve l’esperienza Aduriz non può tirarsi indietro. Sarebbe stato magico anche se fosse stato un tap-in a porta vuota, figuriamoci una rovesciata così bella.

Per una notte la Liga è l’Athletic: primo da solo in attesa che le altre facciano il proprio esordio. Con gli occhi che brillano di gioia e commozione per l’ultima perla di un eterno Aritz Aduriz.

 

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