Al Nuevo Estadio de Los Carmenes, il Granada ha ospitato il Manchester United per l’andata dei quarti di finale di Europa League. Lo 0-2 porta le firme dei soliti Rashford e Bruno Fernandes, veri trascinatori dei Red Devils, anche nelle competizioni europee.

Dopo le prestazioni non convincenti contro il Milan agli ottavi, ma culminate comunque con il passaggio del turno, i ragazzi di Solskjaer hanno giocato una gara dai bassi ritmi, arginando al meglio la foga del Granada. Gli spagnoli, al debutto assoluto in Europa in questa stagione, hanno peccato d’esperienza: il divario tecnico ha poi fatto il resto. Non che gli inglesi abbiano giocato la migliore delle loro partite: tanti errori di misura e qualche pericolo corso per delle gestioni fin troppo sufficienti. Ad ipotecare la semifinale ci hanno pernsato Marcus Rashford e Bruno Fernandes. L’inglese, reduce da un infortunio che lo ha tenuto fuori per qualche settimana e non ancora al meglio, ha trovato il vantaggio nel primo tempo: sull’assist di Maguire, l’aggancio del 10 del Man U è da applausi, l’appoggio in rete solo una formalità. Bruno, su rigore, l’ha chiusa allo scadere, dopo che i padroni di casa avevano tentato di rimettere in pari il risultato: la realizzazione, non perfetta, è valsa il raddoppio. Manchester che verosimilmente approderà alla diciottesima semifinale europea sulle ventisette possibilità avute nella propria storia: Solskjaer, dopo la finale sfiorata lo scorso anno, è chiamato a portare l’Europa League oltremanica. Intanto, il norvegese si gode il suo fantastico duo: Rashford e Bruno hanno segnato ben 15 dei 23 gol europei dello United in questa stagione. La vera arma in più, anche in gare difficili, contro avversari ostici: la verticalità che il Manchester assume quando a dettare i movimenti sono Marcus e Bruno è la caratteristica più evidente degli inglesi. Rapidi, precisi, cinici.

Il ritorno, tuttavia, non dovrà essere preso alla leggera: all’Old Trafford sbarcherà un Granada comunque vivo, che dopo l’andata sicuramente correggerà l’eccessivo timore e la poca cattiveria sotto porta, che in partite simili contro avversari del genere pagano dazio.