Johan Cruijff, il grande campione che con la sua Olanda rivoluzionò il gioco del calcio. La sua carriera ha inizio con la maglia dell’Ajax, prima del passaggio al Barcellona: dopo aver vestito la maglia di diverse società americane e del Levante, il ragazzo volle tornare a casa, per chiudere la sua carriera ad Amsterdam. Invece la storia ci racconta altro, con lo storico numero 14 che, nell’ultima stagione, vestì la casacca degli acerrimi rivali di Rotterdam. Cosa portò il fantasista degli Oranje a questo particolare tradimento?

CRUIJFF, IL GRANDE TRADIMENTO: IL PASSAGGIO DALL’AJAX AL FEYENOORD

Correva la stagione 1983-1984 quando Johan Cruijff decise di abbandonare la sua casa ad Amstedam per trasferirsi nella rivale Rottardam: dall’Ajax al Feyenoord per chiudere una carriera vissuta, in campo e fuori, per la casacca ajacide.

È il tradimento più doloroso del calcio olandese che nessuno si sarebbe mai aspettato dopo circa 275 partite con i pluricampioni della capitale e non meno di 266 gol messi a segno. Il numero 14 di Amsterdam ha chiuso la sua vita calcistica con la maglia 10 a Rotterdam. Ma cosa ha portato la storica bandiera, il vanto dell’Ajax, a questo tradimento a sorpresa?

Cruijff era tornato ad Amstedam dopo l’esperienza nel Barcellona e un’avventura con diverse formazioni americane: tra il 1981 e il 1983 giocò solo 36 partite, troppo poche per un calciatore della sua levatura e che ne avrebbe meritate molte di più. Johan abbandonò i biancorossi della capitale molto offeso: l’Ajax che aveva sempre amato non lo vedeva più al centro del progetto e lo stava tradendo dando spazio alla linea verde delle giovanili. La società decise di puntare sul talento di Van Basten, Ronald Koeman e Frank Rijkaard: così, esasperato, il numero 14 decide di vendicarsi contattando il Feyenoord già nel dicembre del 1982 per trovare un accordo per il trasferimento nel mercato estivo.

Cruijff Feyenoord

Fonte immagine: Rob Bogaerts, Nationaal Archief

Tutto andò secondo i piani: in estate, Cruijff abbandonò l’Ajax per vestire la maglia degli acerrimi rivali rinunciando allo stipendio di un milione di fiorini l’anno. A Rotterdam, ci fu un particolare contratto ad attenderlo: il De Kuip, la stagione precedente, aveva avuto una media di 20.000 spettatori a gara. Johan avrebbe ricevuto 5 fiorini per ogni biglietto venduto oltre i ventimila: con il suo arrivo ci fu una media di 25.000 spettatori a gara con il match contro l’Ajax che segnò il tutto esaurito con ben 60.000 tifosi. Cruijff sottolineò molto spesso questa sua situazione contrattuale: “Se i Rotterdammers non guadagnano nulla, io non guadagno nulla“.

Quell’anno fu grandioso per il Feyenoord che mise in bacheca il titolo nazionale e una KNVB Beker chiudendo con un inaspettato double. Il merito è in parte proprio di Cruijff che giocò una stagione sopra le righe con il rancore enorme verso l’Ajax che spinse il calciatore a dare il meglio nell’ultimo anno di carriera. Alla fine saranno 33 presenze e 11 realizzazioni, ma la gioia di alzare dei trofei davanti alla sua ex squadra è valso più di ogni altra cosa.