L’arrivo del 2021 è per tutti un sospiro di sollievo. Soprattutto per chi vive quotidianamente il calcio la credenza nei numeri e nella magia è qualcosa di ricorrente e che dà la sensazione che anche un cambio di anno solare possa rappresentare una svolta. E quella svolta dunque la si vede nel numero 21, suffisso di ogni data che scriveremo nei prossimi 365 giorni, un numero che con il calcio ha un suo particolare rapporto, soprattutto grazie ai campioni che l’hanno vestito.

I migliori numeri 21 della storia del calcio

Andrea Pirlo

Pur avendo vestito anche altri numeri in nazionale, come il 10 o l’8, Andrea Pirlo è nell’immaginario di tutti il numero 21. E sicuramente è il più grande numero 21 della storia, perché pur avendolo vestito calciatori che possono essere considerati a seconda dei gusti più grandi di lui (decisione che lasciamo alla vostra libertà), nessun grande campione può essere raffigurato quanto lui in quella maglia, vestita anche in tre edizioni differenti dei Mondiali, oltre che con le maglia di Milan e Juventus.

Zinedine Zidane

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Credit: Grazia Neri/ALLSPORT

Il riferimento del testo precedente era chiaramente a Zinedine Zidane. Un campione senza tempo che però ha meno rapporto con questo numero. Di fatto è stata la sua maglia alla Juventus e basta, visto che in nazionale ha vestito principalmente la maglia numero 10 e con il Real Madrid ha sempre portato il numero 5.

David Silva

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(Photo by Clive Rose/Getty Images)

La magia della grande generazione spagnola di questo secolo ha portato anche a un grande numero 21. David Silva è un altro die campioni che si è raffigurato in questa maglia per tutta la carriera: la veste sin dai tempi del Valencia, poi l’ha portata anche al Manchester City, alla Real Sociedad e soprattutto in nazionale, dove ha vinto due Europei e un Mondiale proprio con il 21 sulle spalle.

Luis Enrique

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(Photo by Tim De Waele/Getty Images)

Una persona molto legata al numero 21 è stata Luis Enrique. Il ct della Spagna ha vestito questa maglia ogni volta che è stato possibile: al Real Madrid l’ha portato ufficialmente solo nell’ultima stagione visto che in precedenza non c’era la numerazione libera dei calciatori, ma dal 1996 in carriera non ha mai cambiato numero, neanche una volta passato al Barcellona. Ha portato il 21 anche nei tre Mondiali disputati con la nazionale che oggi allena, anche se gli è capitato vi vestire anche il numero 8 in partite amichevoli.

Pablo Aimar 

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(Photo credit JOSE JORDAN/AFP via Getty Images)

El Payaso è universalmente riconosciuto come un numero 10, grande esponente della dinastia degli Últimos 10 del calcio argentino. Però nella sua esperienza con la maglia del Valencia, una delle migliori tappe europee di questo calciatore di grandissima tecnica e fantasia, ha vestito proprio il 21. In nazionale invece nei due grandi tornei a cui ha preso parte (Mondiale 2002 e Copa América 2007) è stato sempre il numero 16.

Juan Carlos Valerón

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Copyright: imago/PanoramiC

Un altro calciatore che si è raffigurato con questa maglia è stato Valerón. La sua grande epoca al Deportivo La Coruña l’ha visto brillare con il 21 sulle spalle, tanto che quando è andato a chiudere la carriera al Las Palmas tornando nelle sue Canarie, gli hanno lasciato il suo numero. Anche in questo caso parliamo di un giocatore di grandissimo talento e fantasia, come in gran parte di questa lista.

Christian Vieri

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(Photo by Koji Aoki/ AFLO/Getty Images)

Principalmente lo abbiamo visto vestire il numero 32, ma è entrato nella storia dei Mondiali segnando con il 21 sulle spalle. Sia a Francia ’98 che a Corea e Giappone 2002 ha vestito questa maglia, anche perché la numerazione consecutiva limitata ai 23 impediva di portare il 32 con cui è diventato grande con i club. Le sue 9 reti lo rendono assieme a Roberto Baggio e Paolo Rossi (che peraltro in Argentina nel ’78 ha vestito proprio il 21) il miglior marcatore dell’Italia nella storia dei Mondiali.

Santiago Solari

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(Photo credit FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)

Un altro che ha voluto a tutti costi il numero di questo anno è Santiago Solari. Quella è stata la sua maglia al Real, dove dopo è stata ereditata in maniera mai troppo fortunata (solo Callejón e Morata hanno ben figurato), ma anche all’Inter, in un’esperienza nerazzurra in cui è riuscito a trattenere il proprio numero pur non facendo la differenza come ci si aspettava.