Falsa partenza per Juan Antonio Pizzi nella sua nuova avventura da allenatore del Racing: all’esordio nella nuova Copa de la Liga Profesional arriva immediatamente una sconfitta contro il Banfield vice campione della scorsa edizione, che fotografa al meglio quanto l’Academia a oggi sia ancora un cantiere aperto.

La scorsa stagione con la guida di Beccacecce è stata globalmente positiva: l’eliminazione dalla Copa Maradona alla prima fase era dovuta al grande cammino in Copa Libertadores, dove il Racing si è fermato contro un Boca Juniors oggettivamente superiore, ma dopo aver eliminato il Flamengo che si presentava come principale pretendente al titolo. Ma al termine della stagione le strade con l’ex allenatore del Defensa si sono separate e la dirigenza ha scelto di puntare su un profilo di grande esperienza per sfruttare al meglio il lavoro fatto da un giovane emergente.

Juan Antonio Pizzi, rimasto libero dopo la sua seconda esperienza al San Lorenzo, è stato visto come il profilo soprattutto per il suo curriculum, che lo vede tra i veterani del calcio nazionale, dove ha vinto un campionato alla guida del San Lorenzo nel 2013, e internazionale con la vittoria della Copa América alla guida del Cile. Ed è proprio quella vittoria nell’edizione del Centenario che ha probabilmente incentivato il Racing a puntare su di lui: allora riuscì a sfruttare al meglio la squadra ideata da Sampaoli; stavolta invece il compito è quello di concretizzare quanto di buono messo su da Beccacece, di fatto il primo allievo dell’attuale allenatore dell’Atlético Mineiro destinato al Marsiglia.

Pizzi ha subito lasciato la sua impronta abbandonando il vecchio 4-3-3 per un 4-1-3-2 che ricalca la moda argentina di questi tempi, nonostante assenze pesanti come quelle del Chelo Díaz e di Eugenio Mena, che ha già allenato in nazionale cilena.

Solo che il debutto è stato piuttosto deludente, forse frutto anche del pochissimo tempo intercorso tra una stagione e l’altra: dall’ultimo incontro della Copa Maradona a questo debutto è passato appena un mese in cui la squadra ha avuto pochissimo per impostare una nuova preparazione fisica abbinata all’indottrinamento di nuovi schemi di gioco. Il risultato è stato che il Banfield, più collaudato nonostante una rosa sulla carta inferiore, ha avuto un netto predominio del gioco e soprattutto alla lunga è riuscito a legittimare la propria superiorità sul campo.

Il Racing ha potuto lamentare un calcio di rigore abbastanza evidente negato dall’arbitro sullo 0-0, ma ciò non giustifica il crollo verticale del secondo tempo dove le occasioni sono state tutte per gli avversari. Grandi difficoltà sono arrivate dal proprio lato sinistro, da cui sono partiti tutti i palloni delle azioni più pericolose del Banfield, un fatto su cui Pizzi dovrà lavorare molto.

Ha l’esperienza per gestire certe situazioni ma la strada è immediatamente in salita e adesso si vedrà se l’ex San Lorenzo riuscirà a lasciare la sua vera impronta.