Il Defensa e la sua nuova dimensione: forte, costante, internazionale. Beccacecce lo ha portato a giocarsi la Copa Libertadores, Hernán Crespo sta valorizzando quanto gli è stato lasciato in eredità dall’attuale allenatore del Racing: pur avendo proposto un ottimo calcio negli ultimi due anni è chiaro che non ci si aspettasse un cammino trionfale in ambito internazionale, eppure il girone di Copa Libertadores sta lasciando impressioni ottime, esaltate dalla vittoria di prestigio contro l’Olimpia dell’ultimo turno.

Questo è stato il grande capolavoro di Crespo, che vuole diventare la vera guida della squadra e non più solo quello che ha fatto perdere il titolo al suo River Plate. In un girone estremamente delicato in cui oltre al Delfín squadra materasso ci sono Santos e Olimpia, le possibilità di passare alla vigilia c’erano, ma sicuramente non erano assistite dai favori del pronostico, in particolar modo dopo il pesante 0 ottenuto dopo le prime due uscite del girone contro le due avversarie più temibili. Ma nel post-emergenza il Defensa Y Justicia ha prima battuto il Delfín e poi la O, riportandosi così in zona qualificazione.

olimpia defensa

(Photo by JUAN IGNACIO RONCORONI/POOL/AFP via Getty Images)

Una partita che oltre al prestigio di aver portato 3 punti contro una squadra che la Copa Libertadores l’ha vinta tre volte e che prima dell’emergenza si presentava come una papabile semifinalista, è stata l’esaltazione di una grande idea di gioco, fatta di scambi rapidi, verticalizzazioni e giocate di grande intuizione. Alla base di tutto c’è la visione di gioco, fondamentale nelle fasi che hanno deciso la partita: a partire dal primo gol con la splendida intuizione di Isnaldo che invece di farsi ingolosire vede con la coda dell’occhio Camacho; o da Camacho stesso, che con un filtrante da grandissimo giocatore ha mandato in porta Hachen che ha servito l’assist a Braian Romero.

Vale tantissimo questa vittoria, perché da oggi il Defensa di Crespo è una squadra credibile in questa competizione, capace di esprimere un grande calcio anche in sfide di alto livello. Ha sfruttato il campo in orizzontale e in verticale, ha saputo fare della qualità del possesso la sua forza e ora nelle ultime due giornate si giocherà il passaggio del turno: non dovrà commettere errori in Ecuador contro il Delfín, la più morbida delle partite rimaste, in modo da poter teoricamente arrivare già con l’aritmetica certezza della qualificazione in caso di vittoria contemporanea del Santos contro l’Olimpia. Poi eventualmente ci sarebbe la sfida delle sfide, quella da dentro o fuori a Vila Belmiro, uno dei tanti templi del calcio sudamericano.

Ma già che questa realtà di Florencio Varela sia passata dal lottarsi salvezze e promozioni a essere una candidata a un ottavo di finale di Copa Libertadores è un gigantesco passo in avanti. Merito anche di un Hernán Crespo capace di valorizzare al meglio il gioiellino lasciatogli da Beccacecce.