È finalmente arrivato il grande giorno più atteso in tutto il calcio sudamericano, perché questa sera allo stadio Centenario di Montevideo si assegnerà l’attesissima Copa Libertadores in una sfida dal valore enorme. Le ultime due vincitrici si scontrano in una guerra tutta interna al Brasile per stabilire chi tra loro merita il titolo di squadra simbolo di questo periodo e lo scontro è fra stili diversi. Il Palmeiras punta sul pragmatismo e la solidità, il Flamengo ha dal canto suo una trequarti formidabile e un Gabriel Barbosa intento a replicare le imprese del 2019. Questa però non è la prima volta che Verdão e Mengão si affrontano in una finale continentale e già nel 1999 se ne videro delle belle.

 (Photo by Alexandre Schneider/Getty Images)

 

 

Da pochi anni la Federazione sudamericana aveva deciso di eliminare la Copa Conmebol per creare due tornei distinti in base alla posizione geografica delle varie nazioni. Secondo questa logica nacquero la Copa Merconorte e la Copa Mercosur e delle due era questa ad avere il maggior fascino. Al suo interno infatti vi giocavano formazioni brasiliane, argentine, uruguaiane, cilene e paraguiane ed era una sorta di piccola Copa Libertadores. In quell’anno la finale sarebbe stata tutta brasiliana e a dominare furono gli attacchi che diedero decisamente il loro meglio. La prima partita si giocò il 16 dicembre a Rio de Janeiro e pronti via furono i padroni di casa a passare in vantaggio grazie a un gran colpo di testa del giovane difensore Juan, che avrebbe poi fatto la fortuna di Brasile e Roma. Il Palmeieas riuscì però a riprendersi e già a fine primo tempo, quando il portiere rossonero Clemer sbagliò completamente l’uscita da un cross dalla destra e Júnior Baiano stoppò e calciò di potenza per il pareggio. Il Verdão prese fiducia e campo e la difesa del Flamengo ballava a tal punto da permettere un’azione con colpi di testa da calcio d’angolo e Faustino Asprilla segnò incornando la palla su altra pessima uscita del numero uno carioca. A quel punto eravamo al sessantasettesimo e per sei minuti la partita impazzì. Machado crossò al centro per lo splendido inserimento dell’ex Inter e Napoli Caio che riportò la sfida in parità, ma durò poco. Asprilla diede una splendida palla in verticale per Paulo Nunes che freddò l’estremo difensore rivale con un precisissimo piatto destro per il secondo vantaggio paulista che durò meno di sessanta secondi. Fu ancora Caio a diventare l’eroe di serata battendo Marcos con un gran destro all’angolino che valse un clamoroso 3-3. Mancava sempre meno alla conclusione e a tempo ormai scaduto da un cross dalla sinistra fu ancora un colpo di testa a decidere la prima finale, con Reinaldo che prese il tempo a tutti per un pazzesco 4-3, ma nulla era ancora deciso.

 (Photo by Buda Mendes/Getty Images)

 

Nella gara di ritorno oltre trentamila persone gremirono il Parque Antártica per spingere i propri beniamini alla rimonta e già al ventesimo fu il Verdão a smuovere il tabellone. Arce venne atterrato in area di rigore da Athirson e dagli undici metri fu lo stesso paraguaiano a calciare forte spiazzando Clemer per l’1-0. Quella Copa però rappresentava la grande occasione di riscatto per Caio e fu proprio l’ex oggetto misterioso dell’Inter a raccogliere una palla vagante, dopo un’uscita di Marcos su Rodrigo Mendes, per appoggiare in rete la palla del pareggio a Inizio ripresa. Il Flamengo si galvanizzò e prese sempre più camoi fino a quando Rodrigo Mendes non fece partire un terrificante destro dal limite dell’area che si spense all’incrocio dei pali per l’1-2 che avvicinava sempre di più il Mengão alla Copa. Il Palmeiras aveva dalla sua parte però uno dei migliori terzini del mondo e fu ancora il Chiqui Arce a pareggiare i conti con una splendida punizione dal limite e poco dopo ecco il 3-2. Paulo Nunes venne completamente dimenticato dalla difesa del Mengão e di testa poté battere indisturbato riportando così in parità le sorti della doppia sfida. Si era ormai pronti per decidere la gara allo spareggio, ma proprio nel finale un geniale colpo di tacco di Juan liberò il ventenne che si involò verso la porta spiazzando Marcos per il definitivo 3-3.
Con un altro pazzo risultato il Flamengo aveva vinto la Copa Mercosur al termine di una doppia meravigliosa finale continentale e la storia sembra ripetersi. Anche allora infatti il Palmeiras si presentava all’ultimo atto da campione in carica, con il titolo vinto in un derby tutto brasiliano. La storia si ripeterà o avrà un altro finale?