Il Lipsia di Marsch non ha funzionato

Dopo soli quattro mesi alla guida della formazione prima allenata da Julian Nagelsmann, l’americano Jesse Marsch è stato esonerato. Marsch era stato scelto principalmente per due motivi: ha allenato il Salisburgo, altra squadra targata Red Bull, portandola a buoni risultati in Champions e facendo scoprire al mondo Erling Haaland e, soprattutto, è stato il vice di Ralf Ragnick proprio al Lipsia nel 2018/19, stagione nella quale la squadra si è piazzata al terzo posto in Bundesliga.

Attualmente, però, i biancorossi si trovano all’11° posizione in classifica nel campionato tedesco (a +5 dal terzultimo posto) e hanno chiuso al terzo posto nel girone di Champions. Se il piazzamento europeo è giustificabile in virtù di un girone effettivamente complicato con Manchester City e PSG, in campionato la squadra dell’ormai ex Marsch non è mai riuscita a trovare continuità di risultati, in una stagione nella quale squadre come il Friburgo, l’Hoffenheim e l’Union Berlino (che ha da poco sconfitto proprio il Lipsia, sancendo l’esonero del tecnico americano) stanno avendo un curioso exploit occupando i piani alti della Bundesliga.

Nonostante alcune note positive, come l’esplosione di Christopher Nkunku, e una rosa piuttosto competitiva per il campionato tedesco, la squadra non è mai realmente decollata: le sconfitte in campionato sono 6 e l’unico big match finora vinto è quello contro il Dortmund per 2-1; a questo si aggiunge una discontinuità tattica tra la squadra degli anni precedenti e quella attuale, incapace di dominare il gioco attraverso il possesso – se non in maniera piuttosto sterile – e un potenziale offensivo scarsamente espresso, con soli 25 goal in campionato (di cui 6 all’Herta Berlino).

In favore dell’ex allenatore dei tedeschi, però, si potrebbe far notare la particolare situazione in Germania; infatti, ad esclusione di Bayern e Borussia che si contendono il titolo con il Leverkusen che insegue (e sogna), tra il sesto posto valevole per la Conference e il sedicesimo che vuol dire playout ci sono solamente dieci punti – per usare un termine di paragone, in Serie A ci sono undici punti tra il Milan capolista e la Juve al quinto posto.

Una classifica così corta permetterebbe di tenere in gioco ancora tutte le squadre che si ritrovano al centro di essa, proprio come il Lipsia, che ha bisogno però di trovare la giusta tranquillità per esprimere il calcio visto negli ultimi anni e che ha portato i biancorossi ad una semifinale di Champions; forse per questo, la scelta di esonerare un allenatore solamente ad inizio dicembre in un progetto relativamente giovane e da tempo orientato al futuro come quello del Lipsia può rischiare di rivelarsi una scelta troppo azzardata e controproducente.

Francesco Colaianni

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