Una partita senza storia che, almeno all’inizio, aveva dato l’impressione di poter essere accesa. A tal punto da mostrare il Lille in tutta la sua freschezza a discapito di un PSG tenuto in vita dalla giornataccia di Grbic, autore di un paio di papere alquanto evitabili. A prendersi la scena erano state le iniziative di Ben Arfa e la pericolosità di Botman a centro area, che prima ha esaltato Donnarumma e poco dopo ha ripreso lo svantaggio siglato da Danilo Pereira su assist del francotunisino, tornato a lucido nonostante i continui cambi di maglia e l’età dica 35 a Marzo.

Proprio l’ex Porto si è preso il tabellino dei marcatori mettendosi alle spalle Mbappé, Messi e Kimpembé nel 5-1 finale segnando una doppietta che coniuga opportunismo e potenza. Se in occasione della rete del vantaggio è Grbic a dimenticarsi di bloccare il pallone lasciandolo in gioco nel mezzo dell’area piccola, la quarta rete dei parigini è un missile da fuori area su cui il portierone croato non può nulla. Per il portoghese sono sei le reti segnate con la maglia del PSG e sembrano alle spalle le voci che lo volevano fuori dalla Francia, con destinazione Italia e, secondo molti, Roma. Danilo Pereira ha mostrato, oggi con i gol, ma spesso anche con la ‘semplice’ presenza fisica, di essere un perno equilibratore nella squadra di Pochettino, che fa degli avanti il suo fiore all’occhiello peccando di bilanciamento tra le due fasi in qualche occasione.

Come detto, è bastato poco per rovesciare la partita a proprio favore per i parigini. La doppia papera di Grbic ha letteralmente tolto ogni dubbio sul risultato finale spianando la strada al PSG. Anche in occasione del 2-1, l’ex Atletico Madrid (che resterà tale anche a fine prestito tanto per Marianella, oggi in cronaca, quanto per gli spettatori) ha lisciato il cross lasciando a Kimpembe il più facile dei tap-in. Al netto di una battaglia soltanto parziale tra le prime due classificate della scorsa Ligue 1, non si può non citare la prima mezzora di Ben Arfa. Un vero faro per il Lille, che lo ha rispolverato dopo l’esperienza di Bordeaux. Quasi 35 anni, ma la classe non invecchia e quando ha lasciato sul posto Di Maria per servire Botman ha fatto brillare gli occhi di chi lo ama ancora, nonostante lo sperperio di talento e un pizzico di sfortuna (here I am).

PSG
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In mezzo a tutto questo, c’è stato lo spazio per un grande Léo Messi e uno splendido Mbappé. Se il francese si è ”’limitato”’ a un gol dei suoi con un bel piazzato da fuori area e ad aver propiziato il delicatissimo pallonetto di Messi con un taglio orizzontale da sinistra, l’argentino ha incantato con anche una traversa su punizione e un tiro fuori ‘di tanto così’. Il PSG ha ancora una volta consacrato il suo strapotere alla vigilia di un mese che lo vedrà impegnato contro il Real Madrid di Ancelotti: una sfida delicata, che potrebbe dare una forte iniezione di fiducia, ma che potrebbe vedere i parigini cadere ancora una volta prima che il gioco si faccia duro. Un crocevia importante, a cui devono arrivare prontissimi. Abbattere i campioni di Francia sconsacrando la sconfitta ai rigori in coppa di Francia contro il Nizza è il primo passo.