Questa sera la Roma dovrà giocare una sfida ad altissimo rischio contro il Braga e, come ha insegnato la Juventus ieri sera, non sarà per nulla semplice vincere in Portogallo. I giallorossi stanno comunque disputando una grande stagione e vogliono arricchirla continuando un cammino per ora perfetto in Europa League e in panchina avranno dalla loro parte un allenatore che conosce molto bene la zona settentrionale della nazione iberica.
Paulo Fonseca è infatti stato in passato l’allenatore degli Arsenalistas dopo che aveva dovuto farsi una lunghissima gavetta anche nelle serie minori portoghesi. L’attuale tecnico della Lupa non è certamente nato con la camicia, trasferitosi giovanissimo con la famiglia dal Mozambico al Portogallo e con alle spalle una carriera da giocatore non proprio memorabile, trovò nel Paços de Ferreira la giusta collocazione per fare il salto di qualità. Venne chiamato dal Porto, dove però fu un fallimento, prima di tornare ancora nella piccola realtà che lo avevo reso grande e nel 2015 passò al Braga. Con i biancorossi dimostrò di essere prevalentemente un allenatore adatto alle Coppe europee che si esaltava nei momenti critici da dentro o fuori. Lo dimostra infatti la sua ottima cavalcata in Europa League dove riuscì a vincere il girone iniziale con Slovan Liberec, Groningen e Marsiglia e, addirittura con tre successi in altrettante gare nel girone d’andata. La campagna internazionale continuò nel migliore dei modi con una durissima doppia sfida con gli svizzeri del Sion risolta con un complessivo 4-3, grazie alla vittoria per 1-2 in trasferta, ma il momento migliore doveva ancora arrivare. Negli ottavi di finale il Fenerbahçe vinse l’andata in Turchia per 1-0 e nel ritorno fu una partita ricca di emozioni. Dopo soli undici minuti Koka portò in vantaggio i lusitani, ma a fine primo tempo ecco il pareggio di Potuk che obbligava a segnare almeno due reti nella ripresa. L’espulsione di Topal mandò in crisi i gialloneri e in quindici minuti ecco che la straordinaria rimonta venne completata. A seguito del cartellino rosso venne assegnato il rigore che Josué trasformò prima delle reti della qualificazione di Stojiljković e Silva per il 4-1 che voleva dire quarti di finale.

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Lo Shakhtar Donetsk si rivelò troppo superiore, ma intanto c’era un’altra Coppa che stava dando grande gioia al Braga. Nella Taça de Portugal gli Arsenalistas riuscirono ad arrivare fino alla finale contro il Porto a Oeiras. Trentacinquemila spettatori accorsero nello stadio a pochi chilometri da Lisbona per assistere a una delle finali più avvincenti di sempre. Due clamorosi errori in fase difensiva dei Dragões portarono alle reti di Rui Fonte e Josué, ma la partita era tutt’altro che terminata. André Silva accorciò immediatamente le distanze e a tempo quasi scaduto segnò una splendida rete in rovesciata per il decisivo 2-2 che spezzò le gambe ai ragazzi di Fonseca. Si andò ai calci di rigore, ma a ridare speranza al popolo braghese fu il portiere Carlos Marfona che riuscì a parare da campione le conclusioni di Herrera e Maxi Pereira e quando Marcelo Goiano battè Hélton scattò la festa. Fonseca era già pronto per partire per l’Ucraina, per firmare proprio con quello Shakhtar che era stato fatale in Europa League, ma lasciava da campione portando in bacheca quel trofeo che a Braga mancava da cinquant’anni.