Era nell’aria già da un po’ ma l’ufficialità è arrivata solo ieri dai canali ufficiali del club londinese: Nuno Espirito Santo sarà l’allenatore del Tottenham per le prossime due stagioni.

Si è dunque concluso un lungo “casting” che ha visto molti dei migliori allenatori disponibili sul mercato (da Conte al ritorno di Pochettino passando per Fonseca) essere accostati alla panchina degli Spurs.
Per rimpiazzare Josè Mourinho, la scelta finale di Daniel Levy e Fabio Paratici è ricaduta, complici probabilmente anche i rifiuti di altri allenatori contattati in precedenza, sul manager lusitano.

Nuno Espirito Santo approda al Tottenham dopo 4 ottimi anni al Wolverhampton, con il quale ha ottenuto una promozione in Premier League al primo anno in Championship (2017-2018) e soprattutto lo storico settimo posto da neopromossi che è valso ai Wolves la qualificazione all’Europa League 2019-2020.
Nuno è un manager che conosce il calcio inglese e che ha dimostrato anche di saper produrre un calcio offensivo e innovativo; le incognite sono legate però al fatto che è la sua prima esperienza alla guida di un “grande” club.
A complicare la situazione c’è anche l’urgenza di dover rinforzare una rosa che nelle scorse stagioni non è apparsa sempre all’altezza delle aspettative, soprattutto in difesa e in mezzo al campo e soprattutto di dover quasi sicuramente rimpiazzare Harry Kane e i suoi 200 gol in maglia Spurs.

In definitiva questa estate ci sarà un bel da fare per Nuno Espirito Santo e Fabio Paratici il cui obiettivo sarà sicuramente quello di cercare di tornare ad alzare al cielo un trofeo, sensazione che da quelle parti manca ormai da più di 10 anni.
Secondo le indiscrezioni, il manager portoghese e il dirigente italiano ex Juventus hanno già individuato il primo grande obiettivo di mercato: il serbo Dusan Vlahovic, centravanti della Fiorentina che quest’anno ha segnato la bellezza di 21 gol in Serie A.

In casa Spurs, saranno sicuramente settimane molto intense quelle che precederanno l’inizio della prossima stagione con la speranza che il nuovo allenatore possa fare meglio del suo precedente e soprattutto, rinnovare una sala trofei che è rimasta uguale per decisamente troppo tempo.