Attesa, parola d’ordine principale di questo finale di Liga. Tutto è in bilico, ma tutto sembra deciso: serve solo aspettare il momento dell’ufficializzazione. L’aritmetica è arrivata per pochi verdetti, seppur significativi: la retrocessione dell’Espanyol, la qualificazione in Champions League dell’Atlético Madrid per l’ottava stagione consecutiva e la salvezza aritmetica dell’Eibar.

Il resto sembra già segnato, anche se giù molte acque si sono mosse e alcune squadre non possono certo stare tranquille. Ma la vera attesa è quella per il ritorno al titolo del Real Madrid a tre anni di distanza dall’ultima volta: deve ancora giocare il suo turno, peraltro non facile con il Villarreal, ma ormai si cercano solo le giuste combinazioni per evitare di arrivare all’ultima giornata con la Liga ancora in palio. La macchina da gol si è leggermente arrestata, ha vinto gli ultimi turni senza convincere, ma anche senza soffrire; insomma, comunque meglio di un Barcellona che si è dovuto aggrappare ai guanti di Ter Stegen per evitare di fare un altro passo falso, stavolta col Valladolid.

barcellona valladolid

(Photo by CESAR MANSO/AFP via Getty Images)

La differenza tra le due squadre c’è stata praticamente dall’inizio del post-emergenza, o quantomeno dalla seconda giornata della ripartenza. Aspetteremo queste ultime partite per capire quando sarà il momento di festeggiare il titolo a Madrid.

Come detto l’Atlético è ancora in Champions e tra l’altro da meritata terza in classifica: il 2020 è stato ottimo, con una crescita soprattutto mentale della squadra, che adesso può tranquillamente preparare il suo quarto di finale con il Lipsia, un turno in cui avrà lo scomodo ruolo di favorita. Ma a queste condizioni, non sembra esserci storia, anzi, visto il tabellone, il pensiero di riprendersi il proprio destino al Da Luz, è più che un’idea stuzzicante.

La quarta sarà il Siviglia, anche qui in attesa solo dell’aritmetica: per quanto il Villarreal sia stato superiore in queste giornate, il gap era troppo ampio da rimontare, anche per via di un calendario che ancora doveva far pagare le tasse Real e Barcellona a Calleja e ai suoi, ma un quinto posto sarebbe comunque oro per una squadra che a marzo era fuori da tutto.

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(Photo by CRISTINA QUICLER/AFP via Getty Images)

Fuori da tutto rischia di essere il Getafe, che dovrà vincere per forza con un Alavés in piena apnea, per poter blindare la propria posizione in Europa. Ma parliamo proprio dell’Alavés: un disastro di squadra nel post-emergenza, dopo aver fatto cose incredibili nella prima metà di stagione.

I baschi sono letteralmente crollati, perdono ininterrottamente, ma soprattutto vedono avvicinarsi Mallorca e Leganés, le ultime a morire. La Liga l’ha già salutata l’Espanyol, loro non vogliono accodarsi, quantomeno non prima della giornata numero 38. Il Lega addirittura è andato a battere il Valencia in dieci, il Mallorca ha trovato nuove forze e ora entrambe sono a -3 dalla salvezza. Tre squadre in corsa, ma saranno in due a scendere e una sola a salvarsi. Che finale spettacolare che ci aspetta lì in fondo.

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(Photo by Denis Doyle/Getty Images)

Abbiamo citato il Valencia, altro disastro di fine stagione. Non si sa chi sarà l’allenatore per il prossimo anno, ma sicuramente è meglio consegnargli una squadra fuori dalle coppe per lavorare al meglio. L’ambiente è tutt’altro che facile e un percorso di tre spareggi non farebbe bene all’ennesimo allenatore arrivato sotto la gestione Lim. Sembra quai che la squadra si stia impegnando per non arrivare nelle prime sette posizioni e scongiurare ogni pericolo. Scelta bizzarra, ma non sarebbe la peggiore vista a Valencia in questi anni.

Mancano le ultime partite di questo turno, poi da giovedì tutti in campo lo stesso giorno. È stato bello avere il campionato tutti i giorni, ora però è il momento della contemporaneità, di sancire i verdetti senza conoscere gli altri risultati. Il finale di una volata durata un mese e che ci ha appassionato nonostante tutto. Perché la Liga è rimasta la Liga, con o senza pubblico, col caldo o meno, in pieno pomeriggio o in seconda serata. Il livello è altissimo e il calcio bellissimo, con buona pace di chi ha dovuto gridare alla vergogna senza tutelare la propria.