Alla Liga piace scherzare, cambiare, illudere: siamo giunti alla seconda sosta nazionali della stagione e la situazione è ancora difficilissima da definire. Nel campionato spagnolo non c’è una capolista, non c’è una candidata forte, una big in forma, non c’è una certezza. Tutte impressioni dell’ultimo momento sostituite da quelle che arrivano nel weekend successivo, per un risultato di tale caos da non capire in che direzione deriverà questa stagione.

Se una settimana fa gli allarmi della crisi suonavano in casa Atlético Madrid, una settimana dopo le vittorie su Milan e Barcellona hanno quantomeno portato alla pausa un sorriso a Simeone e i suoi ragazzi, mentre l’accoppiata Champions-ultima di campionato è stata tragica per Real e Barcellona che hanno ottenuto la miseria di 0 punti.

Le Merengues umiliate da una doppia sconfitta con l’insospettabile coppia Sheriff-Espanyol, davvero troppo per una squadra che non avrà più il roster degli anni delle 4 Champions in 5 anni, ma che ha una rosa che non può permettersi tali figure. Il Barcellona invece le sconfitte le ha messe insieme contro squadre più onorevoli, Benfica e Atlético Madrid, ma lascia sensazioni ancora più amare perché a differenza di quanto fatto dal Real, qui non c’è il sentore che siano stati inciampi sfortunati.

Tutto rimane in bilico, difficilissimo da decifrare: di fatto dopo 8 giornate nessuna squadra sta entusiasmando più delle altre. Anche le sorprese faticano a emozionare: la Real Sociedad che aveva la chance di andare in vetta solitaria ha pareggiato contro il Getafe che fin lì aveva perso tutte le partite, il Siviglia che avrebbe anche una gara da recuperare si è ritrovato senza punti dopo una trasferta a Granada, squadra che non aveva mai vinto nel corso della stagione. Spazio per le altre non ce ne è, la Liga è ancora in balia del caos e per questo potrebbe essere anche più spettacolare del solito, ma è chiaro che serva qualcosa per ridare almeno alle squadre più forti quel briciolo di autorità nel campionato, prima che diventi una gara a chi sbaglia di meno.