Dalle parole ai fatti il passo è complicato ma è l’unico modo per dimostrare di essere veramente all’altezza della situazione. “Siamo la nazionale più forte degli ultimi 20 anni”: sono state queste le dichiarazioni di Di Biagio a poco più di una settimana dall’esordio dell’Italia agli Europei Under-21. Parole forti da confermare sul campo e stasera, contro la Danimarca, è la prima tappa per dimostrare quanto valiamo. Il primo match non è mai semplice perché oltre all’avversario ci sono delle componenti particolari da affrontare: tensione, paura di sbagliare e l’eccessiva voglia possono rappresentare il nemico in più per gli azzurrini. I ragazzi di Di Biagio sanno di essere considerati una candidata per la vittoria finale ma devono vivere questa situazione con tranquillità altrimenti il rischio di fare una pessima figura è elevato.

Italia-Danimarca è alle porte; a poche ore dal fischio d’inizio della prima partita degli azzurrini andiamo a vedere i dubbi e le certezze che accompagnano gli uomini di Di Biagio alla sfida contro i danesi.

Donnarumma, tutto ok?

I dubbi su Donnarumma, legati alla sua situazione psicologica in seguito al non rinnovo con il Milan, sono piuttosto leciti. Il portiere ha dichiarato di essere tranquillo ma un conto è dirlo, un altro è dimostrarlo sul campo. La fortuna di Gigio è quella di giocare per la nazionale, lontano da San Siro (dove sarebbe stato investito dai fischi) ma per un ragazzo di diciotto anni c’è il rischio di scendere sul terreno di gioco con la testa piena di pensieri e di domande. Stasera si capirà lo stato di Donnarumma con Di Biagio che spera di averlo al top della forma per poter blindare la porta azzurra.

Berardi-Petagna, l’Italia ha bisogno di voi

Uno (Berardi) ha vissuto una stagione maledetta caratterizzata da numerosi infortuni, l’altro (Petagna) è stato protagonista del sogno Atalanta nonostante la poca concretezza in zona goal. Questa sera i due attaccanti si ritrovano a giocare insieme, con la maglia della nazionale, e devono dimostrare di poter essere utili alla causa di Di Biagio. Attenzione, non vogliamo mettere in discussione due giocatori importanti ma è indubbio che si presentano in Polonia senza le migliori credenziali. Dalla gara contro la Danimarca la qualità di Berardi e la tenacia, condita da qualche goal, di Petagna devono assolutamente venire fuori perché l’Italia ha bisogno anche di loro per coltivare un sogno chiamato 30 giugno 2017 (il giorno della finale).

Italia, Bernardeschi e quel talento al servizio di Di Biagio

Il terzo componente del tridente azzurro, dopo Berardi e Petagna, si chiama Federico Bernardeschi; il talento della Fiorentina è sicuramente il giocatore con maggiore qualità nella rosa dell’Italia ed è dalle sue giocate che possono nascere le trame offensive della nazionale di Di Biagio. L’attaccante viola con il suo sinistro può mettere in difficoltà qualsiasi tipo di difesa e, questo Europeo, deve rappresentare la definitiva consacrazione di un giocatore importante che vuole essere il futuro della nazionale. Bernardeschi uomo chiave? Per il momento si ma la risposta definitiva la può dare solo ed esclusivamente il campo.

Tre punti fondamentali

Partire bene, in una competizione come Europei o Mondiali, è di vitale importanza dal momento che già la prima gara può indirizzare il resto del torneo. Ecco perché l’Italia, contro la Danimarca, non può permettersi distrazioni; vincere è fondamentale soprattutto perché la nazionale di Di Biagio scenderà in campo sapendo il risultato di Germania-Repubblica Ceca (le altre due squadre del Gruppo C). Tra dubbi, certezze, paura e voglia di far bene gli azzurri sono pronti a scendere in campo con una sola, grande, convinzione: l’obiettivo è quello di arrivare fino in fondo.