Fare di più era davvero difficile: termina ai quarti di finale l’avventura dell’Italia Under 21, eliminata da un Portogallo complessivamente superiore che però è stato spremuto fino in fondo. Gli Azzurrini possono rimproverarsi poco, perché sono usciti dal campo senza poter recriminare nulla contro se stessi, puniti dalla bravura di chi avevano contro e dal limite tecnico che forse a oggi è la cosa che deve fare più riflettere.

L’Italia di Nicolato ha sofferto, ha subito, ma anche reagito ed entusiasmato. Il 3-3 di Cutrone è il punto più alto di questo cammino, il coronamento di una rimonta che in situazioni più fortunate sarebbe stata legittimata anche dal passaggio del turno. Non era da tutti rimanere in gara dopo il tremendo uno-due subito da Dany Mota, che aveva di fatto sentenziato la gara nella prima mezz’ora, così come era impossibile pensare di trovare forze mentali per reagire al 3-1 pochi secondi dopo aver clamorosamente sfiorato il 2-2 con Frattesi.

E invece gli Azzurrini sono rimasti dentro la partita, hanno costruito con calma la propria rimonta e prolungato il proprio Europeo di almeno un’altra mezz’ora. Anzi, hanno fatto ancora meglio: perché dopo l’espulsione di Lovato e il 4-3 firmato Jota invece di sedersi hanno provato un ultimo sforzo, sfiorando un incredibile 4-4 con Cutrone, tradito solamente dalla malasorte. La rete del 5-3 è stata inevitabile a schemi ormai saltati con l’uomo in meno, ma ha messo la parola fine sul percorso azzurro.

Rimane poco da rimproverarsi, se non la lucidità di valutare meglio alcune situazioni, visto che in nessuna delle quattro partite di questo Europeo l’Italia ha chiuso in undici uomini. Ma sul piano dell’atteggiamento, e in parte anche del gioco, buono soprattutto dopo gli ingressi di Sottil e Cutrone, non c’è veramente nulla da dire a questo gruppo. C’è piuttosto da chiedersi come mai il Portogallo vanti una quantità di giocatori tecnici così superiore alla nostra e perché si trovino con molta più facilità piedi buoni altrove, ma per il materiale a disposizione questo cammino non può che essere valutato positivamente. Il Portogallo sarà la candidata numero uno alla vittoria di questo Europeo, se questo può minimamente consolarci.