Non sono ancora finiti gli impegni nell’anno solare, ma quello vissuto dall’Italia di Mancini fin qui è stato un 2019 perfetto. Striscia aperta di otto vittorie consecutive in fase di qualificazione, per un totale di 9 successi in fila se si aggiunge anche la partita con gli Stati Uniti che permette all’attuale Ct di eguagliare un record che apparteneva addirittura a Pozzo. Vero, come ribadito da Mancini stesso tra lui e Pozzo ci sono due titoli mondiali di mezzo e un prestigio senza eguali, ma per poter permettersi di sognare certi traguardi è doveroso passare da queste strade.

E con il Liechtenstein è arrivata una nuova conferma, pur cambiando quasi tutti gli interpreti rispetto alla scorsa partita. Un 5-0 che legittima la differenza di status tra le due squadre, pur arrivato con una prestazione non esaltante nel primo tempo, ma più sciolta nella ripresa. Quasi come se segnare tanto fosse alla fine una cosa molto facile per gli Azzurri, che due anni fa si fermarono a 4 reti in questa identica partita quando invece era necessario provare a replicare gli 8 gol segnati dalla Spagna allo stesso avversario, in modo da rendere possibile un passaggio anche in caso di doppio pareggio negli scontri diretti.

L’Italia grazie a questa vittoria si garantisce un posto da testa di serie al prossimo sorteggio per le qualificazioni ai Mondiali, cosa che può evitare proprio il ripetersi di una situazione come quella appena citata. Punti fondamentali per lavorare alla costruzione di una Nazionale che sia competitiva non solo nell’ottica del prossimo Europeo, su cui comunque devono essere proiettati gli obiettivi più prossimi, ma anche in quella di un processo di crescita che non si fermi al primo piccolo obiettivo raggiunto.

Ed è positivo che nonostante le otto vittorie su otto ci sia ancora tanto da migliorare: nell’atteggiamento, nella capacità di dominare la partita e nella relazione contro squadre ancora non affrontate. Tanti stimoli per una squadra che non può arrivare rilassata a un appuntamento importante come il torneo della prossima estate. E con questa guida di Mancini, l’impressione è quella che i cali di tensione saranno sempre meno.