Jasmine Paolini, i suoi segreti: le due finali perse al Roland Garros, il sogno olimpico e i viaggi

Da bambina si divertiva con il nuoto, poi ha scelto il tennis grazie a zio Adriano. E si è ispirata a Roger Federer

Il sogno di Jasmine Paolini si è infranto nelle due finali del Roland Garros. Il sabato ha perso il singolare contro la polacca Iga Swiatek, numero uno al mondo, e la domenica il doppio con Sara Errani, sconfitte dal duo composto dalla cena Katerina Siniakova e dalla statunitense Coco Gauff. Ma per l’azzurra, ora numero sette al mondo, il sogno continua con un pensiero ai Giochi Olimpici di Parigi, sulla stessa terra rossa del Roland Garros.

Jasmine Paolini
Jasmine Paolini | ansa epa @Yoan Valat

Nata il 4 gennaio 1996 a Castelnuovo di Garfagnana, in provincia di Lucca, Jasmine è cresciuta tra Carrara e Forte dei Marmi. Il padre Ugo a Bagni di Lucca ha incontrato la moglie Jacqueline, in Italia da tantissimi anni, polacca (con padre ghanese) di Lodz. Jasmine ha un fratello più piccolo, William, anche lui tennista. In famiglia tutti amano questo sport. Papà Ugo è un praticante della racchetta, ma lo è di più il fratello Adriano. Lo zio ha influenzato maggiormente Jasmine: l’ha portata lui sui campi in terra rossa del Tc Mirafiume di Bagni di Lucca.

Gli inizi

Tanto che l’azzurra ha deciso di intraprendere questa strada. I suoi primi maestri di Paolini sono stati Marco Picchi e Ivano Pieri. Hanno avuto un ruolo importante per Jasmine. Soprattutto il secondo che ha due figlie: Jessica e Tatiana, coetanee di Paolini. Successivamente dopo la convocazione a Tirrenia la numero sette al mondo incontra Renzo Furlan e nasce un sodalizio che dura tutt’oggi. E pensare che da piccolina Jasmine ha praticato nuoto. In piscina si divertiva, ma la scelta della vita è andata sul tennis, ispirandosi a un giocatore. Quale? Naturalmente Roger Federer.

Oltre alla racchetta, Jasmine ama viaggiare e spesso trascorre il suo tempo libero tra mare e montagna. Adora il deserto e sciare, quando può va sulla neve. Parla inglese e polacco e, girando il mondo grazie ai tanti tornei del circuito, cerca sempre di imparare qualcosa su usi e cultura dei Paesi visitati. Tra le sue passioni c’è l’allenamento. Inoltre, Jasmine ama molto la corsa e i lavori con ripetute, utili a migliorare la resistenza. A fine sessione, ascolta di solito un po’ di musica per rilassarsi e i suoi artisti preferiti sono Jovanotti e Ligabue.

Jasmine Paolini
Jasmine Paolini | ansa epa @Yoan Valat

Il sogno

Il Roland Garros è stato stratosferico per Jasmine, nonostante le due sconfitte in finale. Che sono un punto di partenza e non di arrivo: “Sono stati 15 giorni intensi, i migliori della mia vita. Sono felice e orgogliosa di me stessa”, ha detto Paolini dopo il ko in finale contro Iga Swiatek. Paolini è stata fin da subito consapevole di aver perso contro la più forte su terra, la regina di Parigi con quattro titoli in bacheca: “Giocare contro Iga è la sfida più complicata in questo sport, Complimenti a lei e alla sua squadra per il lavoro svolto. Grazie anche a tutti coloro che siedono nel mio angolo, alla mia famiglia e al mio team”. Resta quanto fatto a Parigi con il sogno olimpico alle porte. Jasmine Paolini ci riproverà. Sia nel singolare sia nel doppio con Sara Errani. In fin dei conti, non costa nulla.

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