In un attimo torna la serenità nella Juve di Max Allegri. Vedere la squadra esultare con rabbia agonistica e mordere da subito la partita di esordio in questa Champions League è un ottimo segnale per lo spogliatoio, nonostante l’avversario morbido e nonostante questa domenica arrivi il Milan di Pioli alla ricerca della quarta vittoria su quattro. Vincere aiuta a vincere e, così, questo 3-0, che ha visto anche l’ingresso di calciatori meno impiegati come Rugani e Ramsey e l’esordio europeo di Manuel Locate, assume un valore tutto suo: dà linfa a una squadra svuotata totalmente dalla mancanza dei sudamericani e dalla sconfitta cocente di Napoli.

Tutto si è deciso in un roboante primo tempo prima di una ripresa in cui soltanto la rete annullata a Moise Kean per fuorigioco può inserirsi alla voce ‘occasioni degne di cronaca’. L’asse decisivo è stato sicuramente Bonucci-Cuadrado col centrale nostrano che spesso ha trovato il colombiano con precisione sulla destra colpendo il lato debole degli svedesi con una certa continuità. Da qui nascono tante delle incursioni dell’ex Fiorentina che ha chiuso la partita col 67% di dribbling riusciti e il 50% di cross andati a segno trovando anche l’assist del vantaggio su cui Alex Sandro si avvita letteralmente piuttosto che concludere col malsopportato piede destro. L’azione del vantaggio è un fraseggio leggiadro, ma al contempo rapido e sicuro, che parte dal centro e che attraverso Morata si sposta sulla destra tramite Bentancur. Semplicità al potere.

 

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Da un fraseggio stretto analogo, trova la via della porta anche Locatelli ma il tiro è sbilenco dopo il triangolo con Morata. Il risultato si sarebbe potuto arrotondare ben prima del rigore segnato da Dybala con anche lo stesso argentino che si fa ripetere due volte di trovare la via della rete. L’invenzione di Morata, ancora lui, lo trova alle spalle di Brorsson alla perfezione, ma il pallonetto è impreciso. Il raddoppio arriva a due dalla fine, il terzo gol nel recupero in un uno-due micidiale ai fini della gara. Questa volta Morata trova la gioia personale sorprendendo Diawara in pallonetto portando a termine quanto provato da Dybala a inizio partita.

In tutto questo, la squadra di Tomasson ha subito l’ira di una Juve nettamente superiore, ma almeno inizialmente non ha sofferto di timore reverenziale sfiorando la rete con Riks su cross di Berget. Gli svedesi hanno tentato il fraseggio centrale provando a tenere il pallone quando gli è stato concesso. Purtroppo per loro, è stata soltanto una questione di minuti e il pallino è passato totalmente alla Juve che ha legittimato il risultato in poche battute.

 

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