La crisi nera del Vitesse tra russi, americani e il pericolo dell’Eerste Divisie

La crisi russa ha colpito anche il mondo del calcio con i club della federazione che sono stati esclusi dalla coppe europee. Oltre che penalizzare le squadre della nazione guidata da Putin, sono entrate nel calderone anche quelle società che, all’estero, erano guidate da imprenditori russi: il Chelsea è stato l’esempio che ha avuto la maggior risonanza mediatica con Abramovich costretto a vendere i blues. Stessa cosa è accaduta in Eredivisie con il Vitesse che, adesso, rischia seriamente la retrocessione se non riuscirà a cambiare la propria rotta: la nuova presidenza ha garantito l’iscrizione, ma servirà qualcosa in più per evitare il peggio.

IL VITESSE TORNA A VINCERE MA RESTA TERZ’ULTIMO. I GIALLONERI PUNTANO ALLA SALVEZZA

Avevamo imparato a conoscere il Vitesse per la sua partecipazione, abbastanza costante, all’Europa League e alla Conference League: è capitato di vedere la formazione di Arnhem sfidare sia la Roma che Lazio in passato, con buoni risultate per i nostri club italiani. Questa realtà, che si era costruita con tanti anni di investimenti e sacrifici potrebbe scomparire a causa della famigerata crisi russa: infatti, i proprietari dei gialloneri, sono proprio compratioti di Putin e questo ha portato la presidenza a dover vendere la società, in estate, che è rimasta senza una guida fino a pochi giorni dall’iscrizione al campionato.

L’addio dei russi ha lasciato il Vitesse con tanti debiti e con i giocatori migliori che hanno preferito svincolarsi o non rinnovare il loro contratto per trovare altre destinazioni: Bazoer ha scelto l’AZ Alkmaar (svincolato), Rasmussen è tornato alla Fiorentina, Doekhi si è accasato all’Union Berlino (svincolato), Openda è rientrato in Belgio e Vroegh ha scelto il Waalwijk (svincolato). Tutti i pezzi pregiati che avevano permesso di raggiungere importanti qualificazioni europee, hanno salutato Arnhem e sono volati in lidi più felici dove lo stipendio era assicurato insieme ad una maglia da titolare. Poco prima della scadenza per iscriversi al campionato, una società americana ha rilevato il Vitesse, garantendo la sua supervisione per i prossimi 5 anni e caricandosi di tutti i debiti: il club è riuscito, così, a partecipare all’Eredivisie e ha condotto un mercato basato su costi bassissimi e tanti prestiti.

Il risultato è stato quello di tirare su una rosa con troppa velocità e senza una vera supervisione: la nuova presidenza non si intende molto di calcio e si è lasciata guidare dal proprio ds senza mai battere ciglio. L’inizio dell’Eredivisie, però, è un vero incubo: dopo 10 giornate, i gialloneri hanno in cassaforte solo 8 punti, un terz’ultimo posto, 2 successi, 2 pareggi e 6 ko con la terza peggior difesa e il quarto peggior attacco. Numeri horror se confrontati con quelli degli anni passati: il Vitesse è passato da giorcarsi l’Europa con Heerenveen, AZ e Feyenoord a lottare per non retrocedere con Volendam, Groningen, Emmen e Cambuur. I tifosi sperano di uscire presto da questa situazione e che, con il passare degli anni, una presidenza importante voglia riportare il club di Arnhem nel calcio europeo che conta, dove la squadra era abituata e stare.

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