Tutta una questione di nome, o forse non solo. Chiaro è che difficilmente ci saremmo aspettati una vincente differente dal Boca Juniors per la prima Copa Maradona della storia. D’altronde l’Argentinos come spesso accade in questi anni è calato nelle ultime giornate e il Newell’s non era competitivo per arrivare fino in fondo, quindi l’unico altro club collegato storicamente al Diez che poteva alzare il trofeo era proprio il Boca.

Un titolo che come indicato dall’Afa non vale come campionato ma come coppa, anche perché andava a sostituire la Copa de la Liga Profesional iniziata e mai terminata lo scorso marzo, e non il campionato, che inizierà invece prossimamente anche se non si ha ancora certezza sulla data. Però la complessità del torneo, molto lungo e con tante partite differenti, più il fatto di giocarlo lontano da qualsiasi altra competizione nazionale, lo ha reso di fatto un titolo nazionale molto più considerato.

E allora se si tratta di tornei argentini il Boca Juniors non poteva tirarsi indietro. Questione di nome, appunto. Una contrapposizione netta tra ciò che accade in patria e ciò che invece succede in Copa Libertadores: da una parte una squadra con un rendimento unico, che quando non è vincente è comunque da podio, dall’altra sempre ottimi cammini ma che non riescono a portare titoli.

Quattro partecipazioni in cinque anni e quattro volte semifinalista, ma solo una volta in finale e mai vincitore del torneo: un qualcosa che sembra difficile da spiegare, anche perché ci sono altre argentine che sono riuscite ad arrivare al punto del Boca se non più avanti in Copa Libertadores. Il River Plate plurifinalista e soprattutto plurivincitore del torneo, ma anche il Lanús, che nell’ultimo lustro ha giocato lo stesso numero di finali di Libertadores del Boca.

In Argentina la questione è decisamente differente: negli ultimi sei campionati il Boca Juniors ha vinto per quattro volte e solo in un’occasione non è stato nelle migliori tre del torneo. Se a ciò aggiungiamo impropriamente anche questa Copa Maradona diventerebbero 5 successi in 7 anni con 6 podi. Insomma, questa squadra è la vera dominatrice di quest’era di calcio argentino, ma non sudamericano.

La vittoria sul Banfield, come scrivono in Argentina, non era la finale che volevano vincere, ma l’unica che potevano vincere. E alla fine è stato giusto così: nel rispetto di ciò che ci è stato raccontato in questi anni, di una squadra capace di vincere più di qualunque altra in patria, ma che vive come una maledizione (o un’ossessione visto che parliamo di Copa Libertadores) quella di non riuscire a eguagliare il record di 7 titoli vinti dall’Independiente che resiste dal 1984 e che gli Xeneizes attaccano da ormai 14 anni.