La gioventù al potere: il Genk capolista non si ferma più

La cartolina migliore che la Jupiler Pro League sta mostrando al mondo intero, in questo momento, è il Genk di Philippe Clement: il 44enne nativo di Anversa sta guidando la sua squadra al vertice del calcio belga, affidandosi alla seconda squadra più giovane del campionato; 23,4 anni di media. Prova dell’entusiasmo che il Genk sta dando ad un calcio che si è dimostrato oligarchico negli ultimi anni con la coppia Brugge/Anderlecht, è proprio la vittoria avvenuta ieri allo stadio Constant Vanden Stock contro i viola di Bruxelles. La partita che si è conclusa per 0-1, ha visto trionfare il Genk in ogni porzione di campo, con la gestione della fase difensiva assolutamente impeccabile, in grado di fermare la coppia Santini-DiMata  in grado di riunire 21 gol in 2 in 17 partite.

Proprio la gioventù sembra essere il punto forte del Genk, con calciatori in grado di prendersi responsabilità importanti soprattutto nelle partite decisive come quella di ieri: uno dei migliori della scorsa gara è stato il tanto chiacchierato Berge, ormai pedina fondamentale del centrocampo del Genk, in grado di tiranneggiare fisicamente contro il malcapitato Anderlecht. Le sue coperture difensive, la sua padronanza in uscita palla al piede dalla difesa, sicuramente non rispecchiano i dati della sua carta di identità che recita 14 febbraio 1998. Il Genk ha ormai centralizzato la sua manovra offensiva sulle spalle di questo giovane danese, scelta sicuramente azzeccata nella giornata di ieri, con l’assist decisivo per il gol di Pozuel0 che è valso la vittoria per la squadra di Clement.

Pozuelo, oltre ad essere il capitano della squadra, è sicuramente colui che con la sua esperienza maggiore rispetto ai compagni di squadra, riesce a trascinarla nei momenti difficili: proprio in una partita come quella di ieri, molto fisica e dura nei contrasti nella parte mediana del campo, la sua presenza è stata fondamentale. Ciò che ha reso immarcabile lo spagnolo da parte dei centrocampisti dell’Anderlecht, sicuramente è stato il movimento tra le linee: il Genk è riuscito a trovare diagonali interessanti proprio grazie alla capacità di Pozuelo di non dare punti di riferimento alla difesa, cercando di inserirsi in area anche sui cross dal fondo. Proprio da un doppio movimento di Berge sulla destra, grazie ad uno scambio rasoterra con Ndongala, Pozuelo è riuscito a sbloccare il risultato al 71′ con un taglio sul primo palo.

Questo risultato è stato anche garantito dalla prestazione sublime di Joakim Maehle, terzino destro della squadra di Clement, che per adesso non riesce assolutamente a sostituire: il suo utilizzo (1384 in stagione, il terzo maggiore della squadra) sta garantendo al Genk una doppia fase in una zona nevralgica del gioco, con la fase difensiva da sottolineare per un terzino classe 1998. La sua fisicità è stata osservata soprattutto sul trattamento subito da Dimata, mai in grado di saltare in velocità il giovane danese, ma sopratutto mai in grado di padroneggiare nel mantenere palla per far salire la squadra. L’ex Aalborg, acquistato in estate per 1,3 mln di euro, sta dando prova di grande continuità, creando insieme a Ndongala, una coppia laterale in grado di creare superiorità numerica e pericolosità offensiva da centralizzare poi con la vena realizzativa di Samatta.

La vittoria contro l’Anderlecht lancia il Genk ancora di più in vetta alla classifica della Jupiler Pro League a 38 punti in 17 partite, staccando il Club Brugge secondo in classifica a 4 punti di distanza. Sicuramente il girone di ritorno ed i probabili play-off potrebbero far pagare alla giovine squadra i dazi della mancanza di esperienza, soprattutto quando le partite decideranno il titolo: fino ad allora l’entusiasmo stimolante del giovane Genk sta invadendo il calcio europeo, una delle migliori cartoline che il campionato belga potesse mostrare come immagine del proprio calcio.

 

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