Il calcio nordamericano è in grande crescita e dopo essersi visto assegnare i Mondiali del 2026 non vuole certo farsi trovare impreparato all’appuntamento con il primo torneo iridato a quarantotto squadre. Messico e Stati Uniti sono delle solide realtà da diversi anni, ma nell’ultimo periodo anche il Canada è finalmente uscito dall’anonimato nel quale era ripiombato dopo l’isolato successo del 1986. Alphonso Davies è sicuramente la stella più brillante di tutto il movimento, ma non è il solo a essersi messo in luce.

 

 

 

Stephen Eustáquio non conosce la parola riposo e così ha deciso di ripartire subito non appena fosse terminata la sua grande avventura in Gold Cup con i Canucks e ora anche in Europa sembra aver fatto il salto di qualità decisivo. Il regista canadese è approdato in Europa molto giovane, al Torreense in Portogallo ed è proprio nel Paese lusitano che sta riuscendo a trovare la consacrazione giunto ormai all’età di venticinque anni. Non è stato tutto semplice in questi anni, anzi sono state molte di più le critiche e le bocciature con diversi cambi di squadra senza mai convincere pienamente né al Leixões né al Chaves, tanto che nel 2019 tornò nel proprio Continente a Città del Messico per vestire la maglia del Cruz Azul. Il Paços de Ferreira però decise che poteva ancora concedere un’occasione a quel ragazzo che stava crescendo nell’età e nelle qualità calcistiche, trovando la consacrazione con i Castores. Un anno di prestito e il riscatto nel gennaio 2021 per due milioni e mezzo diventando così sempre di più parte integrante di un progetto brillante che ha portato la squadra a conquistare una qualificazione in Conference League sorprendendo il mondo contro il Tottenham. Nella gara di andata i portoghesi hanno ottenuto un incredibile successo per 1-0 e anche contro i londinesi il metronomo di Leamington ha fatto la differenza. Calma olimpionica, visione di gioco e capacità di farsi dare la palla nei momenti più importanti della partita. Eustáquio è riuscito a riproporre ancora una volta con il club quello che di buono ha fatto vedere in Gold Cup trascinando il Canada a semifinale che mancava da quasi quindici anni.
La crescita della nazionale e del piccolo Paços de Ferreira dipendono moltissimo dalle qualità di questo centrocampista tutto fare dai piedi buoni e con questo tipo di prestazioni chissà che nel prossimo futuro non possa fare il definitivo salto di qualità.