Un sogno chiamato Europa mancato per un solo punto, perso in una sfida casalinga contro il Werder Brema. Poi l’oblio, durato poco più di due mesi. Ora nuovamente il filotto, in attesa della sfida contro la prima della classe. Dalle parti di Friburgo non ci si annoia mai, calcisticamente parlando. Il gruppo di Christian Streich, alla decima stagione a Friburgo, vede ultimamente stabilità e, soprattutto, risultati che la proiettano verso la zona “Europea” della classifica.

Friburgo, i motivi della rinascita

A due gare dalla fine del girone d’andata il club sembra essersi pienamente ripreso dalla iniziale crisi di risultati, dopo il vittorioso derby del Baden-Württemberg contro lo Stoccarda, di 9 gare con 5 pareggi e 4 sconfitte. Pokerissimo al Colonia e quinta vittoria consecutiva(17 reti segnate e solamente 2 subite) che  proiettano il club subito dietro all’Union Berlino e Wolfsburg sorprese di stagione e al Borussia Monchengladbach protagonista in Europa.

Non scontato rinnovarsi ulteriormente dopo le cocenti delusioni del finale di stagione (l’ultimo posto europeo è andato al Wolfsburg che comunque è uscito al preliminare di Europa League) ed un mercato che durante l’era Covid-19 non è scontato possa andare per il verso giusto. 36 milioni incassati dalle cessioni di tre pilastri della rosa: il portiere Alexander Schwolow all’Herta Berlino, il difensore Robin Koch al Leeds e l’attaccante Luca Waldschmidt al Benfica.

Impiegati invece circa 14 in entrata: due portieri (Benjamin Uphoff e Florian Muller), due centrocampisti (l’olandese Guus Til e il francese Baptiste Santamaria) e il giovanissimo attaccante bosniaco dall’Alaves Ermedin Demirovic. Ma chi oggi si prende grandissimi meriti è nientemeno che l’attaccante italiano (d’origine) e idolo di casa Vincenzo Grifo: più incisivo e altruista (7 gol e 4 assist sino ad ora che lo fanno sia goleador che assistman della squadra) e in grado di entrare definitivamente nelle liste di Roberto Mancini e ancora perfettamente in corsa per assicurarsi un posto verso Euro 2020. Oltretutto nel passaggio dal 4-4-2 dello scorso anno al 3-4-3, talvolta 5-4-1, regna maggiore equilibro.

La difesa, che ha subito al momento le stesse reti del Bayern Monaco capolista, orfana di Koch è collaudata dall’Austriaco scuola Real Madrid Philipp Lienhart, dall’esperto Manuel Gulde e, ultimamente, da Keven Schlotterbeck, con sulle fasce capitan Christian Gunter e il francese Jonathan Schmid. Nella mediana trovano spazio due elementi come Baptiste Santamaria e Nicolas Hofler, mentre in attacco cresce il tridente guidato dal già citato Grifo a sinistra, l’ungherese ex Palermo Roland Sallai (4 reti) a destra e il sempiterno Nils Petersen (5 reti) e Lukas Holer al centro (2 reti), supportati ultimamente dalla crescita costante di Demirovic (2 reti ma ben 4 assit). Senza escludere che nelle prossime giornate non possano trovare ulteriore spazio i due coreani Kwon Chang-hoon e Joeong Woo-yeong, scuola Bayern Monaco.

Non giovanissimi (26 anni per la quarta squadra più vecchia della Bundesliga per età media) ma in crescita continua. Abbastanza per potersi salvare ma ancora da vedere definitivamente se in grado di competere fino alla fine per un piazzamento in Europa League o nella nuovissima Conference League che partirà dal prossimo anno.

In attesa di sviluppi, dopo un filotto contro squadre abbordabili (Arminia Biefeld, Schalke, Herta Berlino, Hoffenheim e Colonia) domenica la prima big, in cerca di riscatto dopo una prestazione non troppo esaltante in quel di Monchengladbach: quale miglior occasione per avere una risposta definitiva sul livello del gruppo.