La Roma, tre anni dopo il doppio confronto contro il Liverpool, tornava a giocare una semifinale europea (l’ottava della propria storia); i ragazzi di Fonseca, dopo aver eliminato Braga, Shakhtar e Ajax, si trovavano di fronte l’ostacolo più grande, quel Manchester United favorito per la vittoria finale. I Red Devils, scesi dalla Champions League, cercavano la seconda imposizione contro un club italiano dopo aver avuto la meglio nei confronti del Milan negli ottavi di finale. Una partita folle sia per il risultato, con la Roma incapace di uscire a testa alta dall’Old Trafford, sia per i tre infortuni nel corso del primo tempo. Bruno Fernandes e Cavani prenotano la finale di Danzica.

La peggior Roma europea viene travolta dallo United

Cinque gol subiti in un tempo; un crollo inspiegabile e ingiustificabile da parte di una squadra che aveva fatto all in sull’Europa League e con il risultato dalla propria parte al termine dei primi quarantacinque minuti. La ripresa doveva essere interpretata in maniera diversa, caratterizzata da quell’attenzione difensiva vista nel ritorno contro l’Ajax; dal gol in contropiede di Cavani alle continue letture sbagliate (soprattutto di Smalling) il secondo tempo è stato un vero e proprio film horror dai parte dei giallorossi. Una sconfitta che si aggiunge alle brutte figure in campo internazionale contro United, nel 2007, Bayern Monaco e Barcellona. La Roma non sfata il tabù Old Trafford e dice addio, nella maniera peggiore, all’Europa League.

Manchester United, quarantacinque minuti da sogno

Un secondo tempo perfetto da parte del Manchester United; cinque gol e qualificazione archiviata. Ok, nel calcio tutto è possibile ma è molto difficile pensare che questa squadra subisca quattro gol senza realizzarne neanche uno. Soprattutto considerando le armi a disposizione dei Red Devils tra cui Bruno Fernandes (vero e proprio leader della squadra) e un Cavani che quando vede Roma non sbaglia un colpo. Ora, all’Olimpico, sarà semplice accademia prima di sapere quale sarà l’avversaria della finale.