La sorpresa dell’Eredivisie: il Vitesse è l’outsider per il titolo

Si è chiuso il 2020 e si tirano le prime conclusioni: la vera sorpresa dell’Eredivisie è il Vitesse che ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter ambire al titolo. Il passo è buono, ma i risultati altalenanti lasciano un passo indietro il club di Arnhem, bloccato al terzo posto. La sconfitta contro l’AZ Alkmaar ha ridimensionato le ambizioni della società che resta, però, a sole 4 lunghezze dalla vetta.

L’EREDIVISIE CHE NON TI ASPETTI: IL VITESSE PROVA A STRAVOLGERE I PRONOSTICI

Lo scorso anno fu la volta dell’AZ Alkmaar che ha visto svanire la possibilità di tornare sul gradino più alto d’Olanda a causa della pandemia che ha cancellato la stagione 2019-2020. Un anno dopo, il posto dei biancorossi è stato conquistato dal Vitesse, mai così organizzato e pronto per tentare il colpaccio.

La formazione di Arnhem, ha chiuso il 2020 con una sconfitta, un brutto ko proprio contro la società di Alkmaar che ha bloccato la corsa dei gialloneri che avrebbero potuto chiudere ad una sola lunghezza dall’Ajax capolista. Lo sgambetto ha avuto un ulteriore effetto collaterale: il Feyenoord ha raggiunto i ragazzi di Letsch al terzo posto, dopo il successo dei rivali, sui Rotterdammers, proprio al Gelredome. Il Vitesse, per diverse stagioni, ha sempre iniziato con un ottimo piglio, per poi perdersi a gennaio nel girone di ritorno: quest’anno la mentalità sembra completamente diversa, con una squadra che è consapevole della sua forza ma, alla quale, manca ancora pochissimo per fare il salto di qualità per poter lottare con le big d’Olanda.

Cosa manca a questo club? Sicuramente la continuità: dopo aver condiviso il primato con l’Ajax, qualche rallentamento di troppo ha permesso alla rosa di Ten Hag di staccarsi e di volare in solitaria, con una sorta di mini fuga, non riuscita dopo l’ultimo pareggio con il Willem II. Il Vitesse resta lì, a 3 punti dal Psv e 4 dalla capolista: ha subito solo 3 ko con gli ajacidi, l’AZ Alkmaar e l’imprevista caduta con il PEC Zwolle, sicuramente la più dolorosa per la differenza di tasso tecnico tra i due club. Il punto forte di Letsch è la difesa, con solo 12 reti al passivo, la terza meno perforata dell’Eredivisie al pari del Feyenoord: il 5-3-2 ha dato compattezza e solidità al reparto arretrato con Bazoer chiamato al ruolo di centrale ma pronto a staccarsi immediatamente per trasformare lo schema in un 4-4-2 o in un 3-5-2 offensivo. Il cambio è essenziale per il nuovo tecnico che riesce a mutare in corsa i suoi 11 in campo, riuscendo ad adattarsi ad ogni tipo di avversario. La partenza di Matavz e Linssen è stata completamente dimenticata grazie a Openda e Darlafou, che hanno preso sulle le spalle l’eredità dei due bomber riuscendo a trascinare la squadra verso la vittoria: 6 reti a testa con dietro Tannane a 4, essenziale come trequartista con i suoi inserimenti e le conclusioni da fuori area.

La società di Arnhem ha fatto un grande lavoro sul Vitesse e, con il COVID di mezzo tutto è ancora apertissimo: 4 punti dalla vetta non sono tanti ma serve mantenere alta la concentrazione perchè Psv e Ajax non lasceranno troppi punti per strada. Pochi errori e un pizzico di fortuna: i gialloneri sono pronti a riscrivere la loro storia.

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