La Superliga danese si ferma fino a febbraio: cos’è successo finora?

Dopo 13 giornate, per il massimo campionato danese è arrivato il momento della pausa invernale, che, per motivi climatici, durerà fino ai primi di febbraio.

IL FORMATO

La Superliga quest’anno è composta da 12 squadre, come era stato tra il 1995 e il 2016; quell’anno erano state portate a 14, ma nella scorsa stagione si è fatto un passo indietro, attraverso tre retrocessioni e una sola neopromossa dalla 1. Division, il Vejle.
Il formato è piuttosto contorto. Fino alla 22a giornata si disputerà un normale campionato di andata e ritorno, poi le squadre verranno suddivise in due mini-campionati: partendo dai punteggi già accumulati, le prime sei giocheranno un “Championship round”, le altre un “Relegation round”, per un totale di altri dieci turni tra andata e ritorno.

Le ultime due classificate del “Relegation round” retrocederanno direttamente, mentre la qualificazione per le coppe richiede un ulteriore approfondimento.
Le prime due del “Championship round” disputeranno i playoff di Champions League, mentre per l’unico posto in Europa League avrà la precedenza la vincitrice della coppa nazionale; a ciò si aggiunge la neonata Conference League, per cui la Danimarca avrà due posti, l’ultimo dei quali sarà assegnato attraverso uno spareggio tra la prima classificata del “Relegation round” e la quinta (o quarta, in base alla vincitrice della coppa nazionale) del “Championship round”.

 

 

Midtjylland

Nonostante la dispendiosa prima esperienza nei gironi di Champions – dove a dispetto dei soli due punti conquistati la squadra ha dimostrato di saper “tenere il campo” anche contro avversari di primo livello – il Midtjylland è riuscito ad arrivare alla pausa da capolista, togliendosi anche la soddisfazione di eliminare i rivali dell’FC København ai calci di rigore negli ottavi nella DBU Pokalen.

I mezzi economici non sono – ancora – all’altezza di quelli del più blasonato FCK, ma l’eccellente lavoro di scouting ha comunque costruito la rosa più attrezzata del campionato, di cui secondo Transfermarkt è la più “preziosa” con un valore di 47 milioni, quasi il 50% in più rispetto ai 32 dei capitolini.

Complici il doppio impegno e le conseguenti rotazioni, i campioni in carica hanno raccolto il 69% dei punti disponibili (27 su 39) contro l’83% della prima fase del campionato scorso, ma tutto lascia intendere che siano ancora i grandi favoriti.

I 14 gol incassati nelle prime 26 del 2019/20 sono già stati eguagliati in metà delle partite, ma l’affiatata coppia centrale Sviatchenko-Scholz fornisce ampie garanzie e inoltre, come conseguenza di un atteggiamento spesso molto chiuso da parte degli avversari, quest’ultimo non di rado si spinge in zone avanzate per creare scompiglio, dimostrando ottime capacità in conduzione.

La ricetta di base è sempre la stessa, basata su grande intensità e recupero immediato del pallone: il PPDA è il secondo più basso del campionato (alle spalle del sorprendente Randers), favorito dal dinamismo dei giovani centrocampisti Onyeka e Cajuste, tra i migliori in assoluto per duelli vinti ed entrambi destinati a palcoscenici più prestigiosi.
Il primo, nigeriano, ha caratteristiche prettamente difensive e brilla anche per intercetti, mentre il secondo, svedese, è un box-to-box che completa quasi 3 dribbling per 90’.

La meravigliosa punizione di Pione Sisto vs OB

A sorpresa, invece, è stata ridimensionata l’influenza del 22enne brasiliano Evander, che, dopo una stagione da protagonista assoluto – 8 gol e 9 assist in campionato -, è finito spesso in panchina (soprattutto in Champions, dove è partito una sola volta titolare) a vantaggio di giocatori più mobili come Pione Sisto, Dreyer e Mabil.

Dreyer e Sisto sono i migliori marcatori della squadra con 5 gol, insieme al centravanti Sory Kaba: il guineano è in crescita e fornisce un grande apporto sia in fase di pressing, sia nei duelli aerei e nel gioco spalle alla porta, ma in vista di un ulteriore salto di qualità a livello internazionale preoccupa la sua scarsa vena realizzativa, a fronte delle tante occasioni create dalla squadra; il brasiliano Júnior Brumado dovrebbe rientrare a breve dal lungo infortunio, e la concorrenza per il ruolo potrebbe farsi serrata.

Brøndby

In testa con 27 punti c’è anche il sorprendente Brøndby, tuttora la seconda squadra con più titoli (6) dall’istituzione nel 1991 della Superliga, che però non vince dal 2005.
Se i gialloblu vantano, insieme all’AGF, il miglior attacco del torneo, nonostante per xG siano sesti, è soprattutto grazie alla clamorosa overperformance realizzativa di Jesper Lindstrøm, 20enne centrocampista che, giocando in una posizione ibrida tra mezzala e trequartista, è il miglior marcatore della competizione, a pari con il centravanti dell’AGF Patrick Mortensen.
Mentre però l’esperto collega guida anche la classifica degli xG a quota 7,05, Lindstrøm sta “rompendo” il modello statistico, dato che i suoi 8 gol sono frutto di soli 1.83 xG: un dato quindi destinato a ridimensionarsi nel tempo, ma comunque legato a capacità balistiche fuori dal comune, che ricordano quelle del doriano Damsgaard, capace nella scorsa stagione di segnare 11 gol da 7.1 xG con la maglia del Nordsjælland.

Oltre a Lindstrøm, anche il centravanti 26enne Mikael Uhre sta vivendo la migliore stagione della sua carriera: alto 1.88, è abile nel gioco aereo ma anche piuttosto mobile e tecnico. Per lui sono già arrivati 7 gol e 4 assist in campionato.
Se Uhre è stato acquistato un paio d’anni fa dal SønderjyskE, Lindstrøm è un prodotto del settore giovanile così come l’altro centrocampista Frendrup, classe 2001, che ha caratteristiche molto più difensive ed tra i migliori del campionato per contrasti vinti.

Il loro rendimento è probabilmente destinato a normalizzarsi e difficilmente lotteranno per il titolo fino alla fine, ma finora sono stati tra le squadre più divertenti.

La capacità di calcio di Jesper Lindstrøm

AGF

Al terzo posto troviamo l’AGF di Aarhus, nella stessa posizione in cui aveva concluso la scorsa stagione.

Grande merito, come detto, va riconosciuto al 31enne capitano Mortensen, che anche lo scorso anno vinse la classifica marcatori con 18 gol (al pari di Ronnie Schwartz, il quale invece sta “facendo la muffa” al Midtjylland e sembra destinato al Charlton).
Mortensen è un centravanti classico, approdato in Superliga a 28 anni dopo aver giocato in seconda serie e in Norvegia: alto 1.90, è molto abile nel gioco spalle alla porta e negli anni ha migliorato le proprie capacità realizzative, diventando un giocatore completo.

Patrick Mortensen segna in tutti i modi

Se l’AGF è la squadra che effettua più lanci lunghi è soprattutto grazie alla sua abilità nel gioco aereo: su 8 gol ne ha segnati due di testa, l’anno scorso furono 5.
Il giocatore più creativo della squadra è il 26enne Patrick Olsen, con un passato nelle giovanili dell’Inter; acquistato in estate dopo una stagione da tuttocampista con l’AaB di Aalborg – conclusa con 7 gol e 3 assist – sta occupando una posizione più lontana dalla porta dove ha raddoppiato i suoi passaggi-chiave per 90’ (da 0,9 a 1,7) e ha fornito 3 assist, ma non ha ancora trovato la rete.

Oltre al buon contributo dei giovani esterni d’attacco Albert Grønbæk (2001, 3 gol e un assist) e Jón Dagur Thorsteinsson (1998, islandese, 4 gol e un assist), va sottolineato il grande apporto dei terzini, entrambi ai primi posti per passaggi-chiave tra i difensori.
A sinistra c’è Casper Højer, probabilmente il miglior mancino del campionato, già autore di 2 gol e 3 assist, pericolosissimo sulle palle inattive; a destra l’olandese Kevin Diks, tuttora di proprietà della Fiorentina, più massiccio fisicamente ma anche dotato di buona tecnica quando si spinge in avanti. Diks ha ancora 24 anni, e chissà che non possa tornare utile ai viola.

Randers

Oltre al Brøndby, l’altra grande sorpresa di queste prime giornate è stato il Randers.
Non solo per il quarto posto in classifica, ma anche per le ultime cinque vittorie consecutive, che hanno finalmente confermato quanto i dati statistici lasciavano presagire.

La squadra guidata dal 46enne Thomas Thomasberg, infatti, vanta un rendimento sorprendente sotto diversi punti di vista: seconda per xG dietro al Midtjylland, nonostante sia solo il sesto attacco, è invece la miglior difesa sia per gol subiti (12) sia per xG subiti.
Il PPDA più basso del campionato testimonia un atteggiamento estremamente aggressivo nel pressing, ed è interessante che, nonostante sia la squadra che effettua il maggior numero di lanci lunghi, riesca a creare pericoli con grande frequenza, essendo anche seconda per tocchi in area di rigore avversaria.

I biancoblu sono una squadra molto verticale, che cerca di risalire velocemente il campo sfruttando la fisicità del centravanti austriaco Marvin Egho e la tecnica in velocità del sierraleonese Alhaji Kamara, miglior marcatore con 6 reti. A questi si aggiunge una batteria di centrocampisti bravi negli inserimenti, su tutti André Rømer (già 4 gol), Vito Mistrati e Mathias Greve (2 gol a testa).
Riguardo la solidità difensiva invece grande merito va attribuito alla coppia di centrali difensivi: il 30enne capitano Erik Marxen, che in carriera aveva giocato quasi sempre da terzino sinistro, è ai primi posti nelle statistiche su intercetti, salvataggi e contrasti vinti, mentre al suo fianco cresce il classe ‘99 Simon Graves Jensen.

SønderjyskE

Dopo l’undicesimo posto della scorsa stagione, impreziosita però dalla vittoria della coppa nazionale, la squadra più impronunciabile di Danimarca è ripartita con l’obiettivo di centrare un piazzamento tra le prime sei che manca dal 2016/17.
Il momentaneo quinto posto lascia ben sperare, ma, come vedremo tra poco, alle loro spalle premono squadre sulla carta molto più attrezzate, su tutte FCK e AaB.

Di certo buona parte delle speranze passa per la permanenza di Alexander Bah, laterale di 23 anni le cui esuberanti prestazioni, oltre alla convocazione (con gol) in nazionale, hanno smosso l’interesse di numerosi club, in particolare – si dice – da Belgio e Turchia.

Dopo aver iniziato la carriera da ala destra, Bah è stato riconvertito a esterno a tutta fascia nel 3-4-3 di Glen Riddersholm, e in questo inizio di stagione il suo rendimento è decisamente salito di livello: in 12 partite ha già totalizzato 4 gol e 3 assist, mentre la scorsa stagione erano stati rispettivamente 1 e 2 in 29 presenze.
Oltre a doti atletiche fuori scala, Bah sembra aver raffinato il proprio repertorio tecnico, che gli consente di rifinire e concludere l’azione in tanti modi diversi: di destro, di sinistro, di testa, su punizione.

Tra gli altri si stanno mettendo in evidenza il centrale difensivo classe ‘97 Stefan Gartenmann, dominatore delle palle alte, il 30enne esterno mancino Marc Dal Hende – che sembra aver superato i problemi fisici che lo avevano tenuto fuori per quasi tutto il 2019 – e il centravanti statunitense Haji Wright, che abbina un fisico imponente a una discreta tecnica e sembra aver trovato la propria dimensione, trovandosi già a quota 7 gol dopo stagioni difficili tra Germania e Olanda.

FC København

Al momento la top 6 è chiusa dall’FCK. La squadra più titolata – e più tifata – del Paese ha vissuto un inizio di stagione da incubo: la sconfitta ai playoff di Europa League è costata la panchina al norvegese Ståle Solbakken, una vera e propria istituzione da queste parti dato che era in carica dal 2013 e, inoltre, aveva già allenato la squadra dal 2006 al 2011.

A sostituirlo è stato chiamato il 50enne Jess Thorup, che ha abbandonato il Genk dove si era accasato solo un mese prima.
Naturalmente è ancora presto per valutare il suo lavoro, ma dopo un avvio difficile – con un pesante 4-0 incassato dal Midtjylland, senza mai calciare in porta – nelle ultime 4 sono arrivati 10 punti e non mancano le ragioni per essere ottimisti.

La vetta dista soli 7 punti, la lunga sosta darà al tecnico il tempo per lavorare sulle proprie idee e, soprattutto, la rosa è di primo livello in ogni reparto, con diversi elementi nel giro della nazionale: in difesa Ankersen, Zanka e Nelsson dovrebbero fornire ampie garanzie, a centrocampo il talentuoso Rasmus Falk sta attraversando un buon momento e davanti il 21enne Jonas Wind ha fisico e tecnica per sfondare ad altissimi livelli.

La freddezza di Jonas Wind

Se poi Viktor Fischer riuscisse a uscire dalla lunga spirale negativa che lo ha inghiottito, questa squadra potrebbe farci divertire fino alla fine, anche perché ci sono diversi giovani in rampa di lancio, soprattutto in attacco dove, oltre a Wind, stanno trovando spazio il guizzante 18enne Mohammed Daramy, seconda punta che può partire anche dalla fascia, e il 19enne Mikkel Kaufmann, che “vede” la porta (8 gol lo scorso anno) e può ricordare Håland per la potenza che sprigiona in progressione con il suo metro e 90 di altezza.

AaB

Altra squadra dalla grande tradizione è l’AaB di Aalborg, che ha chiuso male l’anno – una sola vittoria nelle ultime cinque – ma è decisamente attrezzato per un campionato di vertice.
Sull’altalenante inizio di stagione potrebbe aver inciso l’assenza di un vero e proprio allenatore, dato che la squadra è stata guidata ad interim dall’assistente Peter Feher dopo che Jacob Friis si era dimesso a ottobre, per ragioni personali.
Pochi giorni fa è però arrivata la notizia dell’ingaggio, a sorpresa, del 38enne catalano Martí Cifuentes, che rimane in Scandinavia dopo due stagioni in Norvegia, al Sandefjord.
Cifuentes, da buon catalano, ha dichiarato la propria ispirazione cruijffiana, che lascia ben sperare circa la valorizzazione del principale giocatore della squadra, il fantasista Lucas Andersen le cui straordinarie doti tecniche lo avevano portato a essere acquistato, a 18 anni, dall’Ajax, che ne aveva poi detenuto il cartellino per quattro stagioni.

Il talento di Andersen si era un po’ perso per strada, ma nel campionato danese le sue intuizioni possono fare la differenza in qualsiasi momento; dopo i 10 gol e 8 assist della scorsa stagione, però, quest’anno finora ha servito un solo assist e non ha ancora segnato, nonostante abbia dispensato lampi della sua classe a momenti alterni.
Per le ambizioni dei biancorossi sarà fondamentale riportarlo ai massimi livelli, e altrettanto importante sarà il recupero di Oscar Hiljemark, che per problemi fisici ha giocato solo 5 partite nelle quali ha dimostrato di poter fare la differenza a livello tecnico.

Tra gli altri si stanno confermando su buoni livelli il difensore centrale Jores Okore, con un passato in nazionale, e il terzino sinistro Jakob Ahlmann, mentre a centrocampo sta facendo bella figura il sorprendente Pedro Ferreira, pescato nella Segunda Liga portoghese e primo riferimento per la costruzione dal basso.

Sta destando qualche perplessità invece il rendimento del centravanti olandese Tom van Weert: non è mai stato un finalizzatore implacabile, ma quest’anno si sta superando in negativo, dato che ha segnato soli 2 gol a fronte di oltre 4 xG.

Nordsjælland

Dopo aver centrato la top 6 per quattro stagioni consecutive, quest’anno il mercato in uscita ha impoverito eccessivamente la squadra di Farum, che nella stessa sessione di mercato si è privata dei suoi due migliori giocatori (e marcatori), Mikkel Damsgaard e Mohamed Kudus.

La buona notizia è che sono entrati nelle casse del club ben 16 milioni di euro, che però, come da tradizione, non sono stati reinvestiti sul mercato. La politica societaria infatti è chiara: costruire i campioni del futuro in casa, attraverso lo straordinario settore giovanile che negli ultimi anni ha sfornato calciatori come Emre Mor, Andreas Skov Olsen e Mathias Jensen, oggi punto fermo del Brentford e della nazionale.

Le cose si sono fatte ancor più interessanti dal 2016, quando la società è stata rilevata da Tom Vernon, fondatore della celebre accademia ghanese Right to Dream da cui provengono cinque giocatori dell’attuale rosa, dove non a caso l’età media dei giocatori utilizzati è la più bassa del torneo (22,5).
I più importanti sono i tre attaccanti Isaac Atanga, Abu Francis e Kamal Deen Sulemana, nati rispettivamente nel 2000, 2001 e 2002, che hanno segnato il 50% dei gol della squadra: 3 per Atanga, 4 a testa per Francis e Sulemana.

La perla di Abu Francis vs Midtjylland

Proprio quest’ultimo, il più giovane, sta impressionando maggiormente: alto 1.74, colpisce soprattutto il suo controllo del pallone in velocità, che lo rende imprendibile per i difensori e leader assoluto nella statistica dei dribbling con quasi 5,4 per 90’. Certo, è ancora molto istintivo e deve migliorare nelle scelte, ma il suo talento ha qualcosa di speciale.

Altri due giovani in grande crescita sono i due centrocampisti centrali: il 19enne ivoriano Mohammed Diomande, mancino, è ancora un po’ grezzo fisicamente ma è dotato di un’ottima tecnica e ha già realizzato 3 gol; il 21enne Magnus Kofod Andersen ha caratteristiche più difensive ma è ordinato nella gestione del possesso.

In mezzo a tanti giovani, poi, spiccano due uomini di grande esperienza come Mikkel Rygaard Jensen, fantasista mancino che regala oltre 2 passaggi-chiave per 90’, e lo svizzero ex-Arsenal Johan Djourou, sempre in campo dal suo arrivo, come centrale della difesa a tre.

OB

Come è più volte successo nelle ultime stagioni, l’Odense Boldklub sembra destinato a mancare la top 6 per una manciata di punti anche quest’anno.
Dopo una stagione da sole 3 reti, sembrava poter essere l’anno di Issam Jebali, centravanti tunisino classe ‘91 che ha mostrato sprazzi di dominio tecnico e fisico ma anche troppe occasioni mancate, oltre alla sciocca espulsione per condotta violenta a metà primo tempo contro il Vejle, gara poi persa per 0-1.

Nelle ultime tre partite comunque i biancoblu hanno raccolto una vittoria contro l’AaB e due importanti pareggi contro Midtjylland ed FCK, attraverso un gioco molto diretto – il possesso palla medio è stato del 40% – basato sui lanci lunghi alla ricerca di Ayo Okosun, centrocampista alto 1,98 che guida la classifica dei duelli aerei vinti con oltre 8 per 90’ e una percentuale di successo del 74%.
Un’idea semplice ma efficace soprattutto contro avversari più attrezzati, soprattutto se supportato da due esterni molto veloci come Moses Opondo ed Emmanuel Sabbi, pronti a tagliare verso il centro sulle seconde palle.

Qualche metro più indietro sta giocando una grande stagione il 30enne terzino Oliver Lund, che può giocare su entrambe le fasce ed è il migliore della squadra in diverse statistiche difensive (contrasti vinti, intercetti e salvataggi) ma sa anche spingersi in avanti con buona qualità.
Da seguire anche l’evoluzione del portiere Oliver Christensen, il più giovane titolare della Superliga (lo era già l’anno scorso) e già nel giro della nazionale maggiore.

Vejle

L’unica neopromossa è stata anche la squadra dall’andamento più enigmatico: dopo sei giornate era clamorosamente in testa con 14 punti, poi ha avuto un crollo verticale, raccogliendone soltanto 2 nelle ultime 7, segnando solo 3 gol.
A preoccupare maggiormente è proprio la fase offensiva: quei 3 gio sono stati realizzati tutti dal prodigio 17enne Wahid Faghir, che però nel complesso non è sembrato pronto per sostenere tutto il peso dell’attacco.

In attesa di possibili rinforzi comunque non è tutto da buttare, dato che in rosa ci sono elementi di buonissimo livello come il brasiliano Allan Sousa (terzo per passaggi-chiave, quasi 3 per 90’) e Saeid Ezatolahi, elegante regista di centrocampo che ha giocato da titolare gli ultimi Mondiali con l’Iran.
Altro elemento che sta rubando l’occhio è il terzino destro classe ‘96 Tobias Mølgaard, che alla prima stagione in prima divisione si sta dimostrando solido e affidabile. Per caratteristiche può ricordare Javier Zanetti: non è un giocatore creativo, ma è ottimo in conduzione come dimostrano gli 1,8 dribbling completati per 90’.

Horsens e Lyngby

Se le ultime due della classifica sommassero i loro punteggi, sarebbero comunque a -5 dal Vejle terzultimo. Basterebbe questo dato per raccontare il disastroso inizio di campionato di Horsens e Lyngby.
Tuttavia, visto anche che il formato del torneo prevede che nella fase finale si giochino molti scontri diretti, è ancora presto per darle per spacciate.
Se per il Lyngby i dati sugli xG confermano quanto espresso dalla classifica, per l’Horsens saltano all’occhio i 19 xG prodotti, per cui potenzialmente sarebbero il quinto attacco del campionato, mentre in realtà sono il peggiore, avendone segnati solo 10.
Certo, le cause dell’underperformance sono in parte sistematiche e farebbe comodo l’acquisto di un finalizzatore, ma comunque il dato lascia ben sperare in vista di miglioramenti futuri.

 

Per quanto la classifica pianga, comunque, anche queste due squadre stanno mettendo in mostra qualche elemento interessante.
Nell’Horsens spicca il fantasista mancino classe ‘97 Louka Prip, quarto nella classifica complessiva degli expected assists (xA) ma con un solo assist effettivo a referto (“colpa” quindi dei compagni), dotato anche di un buon dribbling e specialista dei calci piazzati.

Con caratteristiche simili, ma di piede destro, nel Lyngby si sta facendo largo il 21enne Victor Torp; in prestito dal Midtjylland, è il miglior marcatore della squadra con 3 gol e ha già esibito doti balistiche di altissimo livello, tra cui una punizione degna del miglior CR7.

La punizione di Victor Torp vs Horsens
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