I giovani sono una risorsa fondamentale per ogni paese anche a livello calcistico. La Liga, massima forza calcistica del continente ne ha molti e quasi tutti di valore. Appassionati di Fifa, Football Manager o semplicemente di calcio, scopriamo ora chi sono e dove giocano.

La Liga è il campionato spettacolare al mondo? Dal punto di vista del gioco espresso probabilmente si, i club spagnoli non hanno nulla da invidiare agli altri europei. I risultati in Europa e il ranking Uefa poi, lo dimostrano ampiamente. Ma nonostante questo, nonostante calciatori come Messi, Ronaldo e Neymar, il valore dei giocatori totali che militano in Spagna è inferiore di quasi un miliardo e mezzo rispetto alla Premier League (almeno 10 squadre della Liga hanno un valore rosa inferiore a quello del Burnley, ma in un ipotetico turno di campionato, chi la spunterebbe?). Sintomo di un modo di fare, che da qualche anno a questa parte, sta dando ragione ai vertici della Lega Iberica, che basandosi sui modelli NBA e Premier League stanno cercando di affascinare sempre più lo spettatore.

Dall’estrema cura del manto erboso, all’obbligo di aumentare le telecamere per garantire una visione più completa. Replay a 360° per rivedere una giocata di Neymar o un’accelerazione di Bale (installate al Bernabeu e al Camp Nou, per ora) e una sorta di sviluppo della Liga social (Facebook, Instagram, Twitter), e massima espressione del Campionato “spezzatino” (si gioca un anticipo il Venerdì, 4 match il Sabato e 4 la Domenica a orari tutti diversi, e un posticipo il Lunedì).

Ma adesso parliamo di giovani. La Liga è ormai sicuramente diventata un punto d’arrivo, ma può essere ed è anche un punto di partenza per molti. Il ciclo d’oro della Spagna è terminato, ma la sensazione è che ne possa iniziare un altro, data la quantità di talenti spagnoli che sta emergendo in questi anni. Nella nostra Top XI e “riserve”, abbiamo inserito come per la Bundesliga, soltanto calciatori nati tra il ’95 e il ’98! Se ci fossimo concessi di allungare la soglia dei giovani di ancora un anno, quindi ai nati nel ’94, ne sarebbe uscita una rosa stellare, contenente giocatori come Rafinha, Kovacic, Denis Suarez, Paco Alcacer, Saul, Laporte, Inaki Williams e Joaquin Correa. Questo per dare un’idea di quanto i giovani maturino in fretta in Spagna, molti affermandosi presto ad alti livelli.

 

TOP XI Giovani Liga (4-2-3-1):

– Rubén Blanco (Celta Vigo).

– José Luìs Gayà (Valencia); José Gimenez (Atletico Madrid); Lucas Hernandez (Atletico Madrid); Theo Hernandez (Alavés).

– Dani Ceballos (Real Betis); Marcos Llorente (Alavés).

– Mikel Oyarzabal (Real Sociedad); Marco Asensio (Real Madrid); Sandro Ramirez (Malaga).

– Angel Correa (Atletico Madrid).

Panchina:

Meré (Sporting Gijón), Yeray Alvarez (Athletic Club); Castillejo (Villarreal), Pione Sisto (Celta Vigo), Santi Mina (Valencia); Munir (Valencia).

Vale la pena spendere qualche parola sui giocatori che abbiamo collocato in panchina non per demerito, ma per sovrabbondanza. Abbiamo volutamente scelto di non inserire portieri appartenenti alla suddetta fascia d’età, in quanto Blanco è l’unico realmente rilevante. Oltre però a citare Kepa Arrizabalaga, classe ’94 dell’Athletic Club, secondo di Iraizoz, vogliamo ricordare che la Liga ha portieri giovanissimi e di grande livello che, per una manciata di anni non rientrano in questa categoria (Sergio Rico del Siviglia e Oblak dell’Atletico, entrambi classe ’93, Ter Stegen del Barça e Rulli della Real Sociedad, classe ’92).

Jorge Meré è uno dei più giovani della nostra rosa. Il 19enne del Gijón è esattamente un anno che si è conquistato il posto da titolare e la fiducia dello Sporting Gijón, con il quale lo scorso anno ha festeggiato la salvezza all’ultimo respiro. E’ solo un classe ’97 e per lui già si prospettano grandi opportunità. Yeray Alvarez è un talento interessante, ma anche il più sfortunato del gruppo. Aggregato quest’anno alla prima squadra dell’Athletic, Yeray ci ha messo poco a guadagnarsi il posto da titolare, formando con Laporte la coppia centrale più giovane della Liga. Poco prima di Natale ha scoperto un tumore al testicolo, prontamente operato dai medici, e sembra, per fortuna, già sconfitto da Yeray.

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Yeray Alvarez

Dalla difesa ci spostiamo sulle ali, dove troviamo Samu Castillejo, Pione Sisto e Santi Mina, tutti classe ’95. Il primo, è al suo terzo anno in Liga, dopo un prestito a Malaga e un anno di adattamento nel Virrarreal, ora è una pedina fondamentale dei gialli di Escribà, che non vi rinuncia praticamente mai. Pione Sisto è la scommessa del Celta Vigo, che lo ha prelevato in estate dal Midtjylland. Il danese nato in Uganda è un’ala velocissima, in grado di spaccare le partite. Ancora si deve adattare bene e per ora ha lasciato solo impressioni positive. Santi Mina è il più talentuoso dei 3. E’ il giocatore che ogni tecnico vorrebbe avere in rosa; fantasia, tecnica e duttilità, dato che può adattarsi in tutti i ruoli d’attacco. Passiamo a Munir, che come Santi Mina, doveva vivere l’anno della sua consacrazione. Ma le due giovani promesse si sono trovate nel posto giusto al momento sbagliato: Valencia. La dimensione di Munir, che ha già poco spazio per i trofei, è un’altra e speriamo lo dimostri in futuro.

PORTIERE

Non sappiamo se Rubén Blanco potrà essere il portiere del futuro, nel frattempo però è il portiere del presente, del Celta Vigo e della nazionale U21. Si perché il titolare Sergio Alvarez, dopo aver scontato la squalifica, si è accomodato di nuovo in panchina per far spazio al classe ’95 Blanco, ormai alla terza stagione da secondo in Liga. Il Celta Vigo sta dimostrando inoltre di essere tutt’altro che una piccola realtà e per lo spagnolo di 188 centimetri non c’è piazza migliore per crescere e fare anche esperienze europee.

DIFENSORI

Potevamo anche rinominarlo “reparto Atletico Madrid”, in quanto 3 dei 4 scelti sono difensori di proprietà dei colchoneros. La coppia centrale è spaventosa. Gimenez-Hernandez sarà probabilmente la coppia del futuro dell’Atletico, quando dovranno essere sostituiti Savic, ma soprattutto Godìn. Partiamo da Gimenez, classe ’95 con un fisico imponente, uruguagio come Godìn e plasmato dal Cholo a sua immagine e somiglianza. Gioca con la prima dell’Atletì da quando aveva appena compiuto 18 anni. Ora ne ha 21 e conta più di 100 presenze tra colchoneros e nazionale. Il futuro? No anche il presente. Lucas Hernandez ha un anno di meno, ma già gode della stessa fiducia ed ha inoltre una qualità in più: sapersi adattare come terzino. Il francese di Marsiglia sta sfruttando questo momento e tra qualche anno non sarà una sorpresa trovarlo stabilmente tra i titolari.

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José Gimenez

Da un Hernandez a un altro, Theo, diminuendo ancora di un anno. Theo Hernandez è un terzino sinistro classe ’97, dotato di un grande fisico. L’Atletì, sapendo che avrebbe avuto poco spazio a Madrid lo ha girato in prestito all’Alavés, con cui Theo sta dimostrando il suo valore: titolare inamovibile e già 3 assist. Per la coppia Hernandez-Hernandez è questione di pochi anni. José Luìs Gayà è il classico terzino spagnolo. Velocità disarmante e tendenza più ad attaccare più che a difendere. Tra poco festeggerà le 100 presenze con la maglia del Valencia e a soli 21 anni il Mestalla comincia a stargli un pochino stretto.

CENTROCAMPISTI

Nella nostra formazione “leggermente” offensiva i mediani hanno il nome di Dani Ceballos e Marcos Llorente. Ceballos è uno dei talenti più cristallini di Spagna. Poco conosciuto altrove perché gioca nel Real Betis, a 20 anni è già alla terza stagione da titolare con i biancoverdi, con i quali è stato protagonista anche della promozione in Primera 2 anni fa. Ora veste la 10, affidatagli grazie alle sue eccellenti doti tecniche e ha margini di miglioramento enormi. Marcos Llorrente è un canterano madridista in forza all’Alavés, classe ’95 e con un grande fisico. Alla prima stagione tra i grandi sta facendo molto bene e dovrà continuare così per meritare un ritorno al Bernabeu e imparare dai maestri Modric e Kroos.

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Dani Ceballos

Per i 3 trequartisti partiamo dal più piccolo: Mikel Oyarzabal. Ala sinistra mancina in forza alla Real Sociedad. Oyarzabal è un classe ’97 esploso nella seconda parte di stagione dello scorso anno, a poco più di 18 anni. Stagione conclusa con 6 gol e 2 assist. In questa Liga ha raccolto tutto il buono dei mesi precedenti ed è titolare fisso della Real di Sacristàn. Per lui finora 5 assist, ma ancora zero reti. Intanto ha addosso gli occhi di tutti, i gol arriveranno. Ormai in Spagna circola solo il suo nome, dopo il gol realizzato in finale di Supercoppa Europea contro il Siviglia. Stiamo parlando ovviamente di Marco Asensio, il classe ’96 che duetta con Bale e Ronaldo, e si diverte a far sedere in panchina Isco e James. A 20 anni è già una stella e incanta il Bernabeu con le sue giocate. Sandro Ramirez è l’ultimo dei nostri trequartisti. L’ultimo ma il più in forma in questa Liga. Emancipatosi dai mostri sacra del Barça, sta superando le aspettative con il Malaga, con il quale ha finora realizzato 9 gol e 2 assist. E alcuni, per niente banali:

 

ATTACCANTE

La nostra punta di diamante non può che essere Angel Correa. Il centravanti/attaccante esterno gioca nell’Atletì di Simeone, che un paio di anni fa lo  ha prelevato dall’Argentina, lasciando nelle casse del San Lorenzo una cifra vicina agli 8 milioni di euro. Il ragazzo, classe ’95, ha una forte pressione addosso, tifosi e ambiente si aspettano molto da lui. Da punta non sta trovando spazio, l’arrivo di Gameiro in estate gli ha chiuso ulteriormente le porte. Il Cholo però lo sta schierando come attaccante esterno e lui si sta lentamente adattando. Le sue qualità non si possono discutere, la tradizione degli attaccanti dell’Atletico nemmeno. Correa, da non confondere con l’omonimo del Siviglia, può ricalcare le orme dei vari Aguero, Diego Costa, Falcao e chi più ne ha più metta, che hanno vestito la maglia colchoneros. Serve solo un pizzico di convinzione in più, e qualche gol pesante, come questo al Camp Nou: