Lo Zenit di Roberto Mancini è atteso ad un banco di prova importante per quanto concerne i preliminari di Europa League: l’Utrecht di Erik ten Hag. Gli olandesi si sono rivelati la sorpresa della scorsa stagione in Eredivisie, conquistando l’acceso ai preliminari di Europa League ai danni dell’AZ Alkmaar. Gli Utregs si sono imposti nel precedente turno ai danni del Lech Poznań: fondamentale il pareggio per 2-2 in terra polacca. Lo Zenit ha passato il turno ai danni del Bnei Yehuda, compagine israeliana con la quale i russi hanno stentato al ritorno, ma che complessivamente non si è rivelato un avversario insormontabile. Entrambe le selezioni vivono un buon momento di forma: l’Utrecht ha preso a schiaffi l’ADO Den Haag nel primo turno di Eredivisie, mentre lo Zenit guida la Russian Premier League e nella scorsa partita ha vinto per 4-0 ai danni del Akhmat Grozny. Lo Zenit sembra sicuramente una compagine con un tasso tecnico maggiore e l’Utrecht non può rappresentare, sulla carta quantomento, ma ten Hag ha dimostrato di essere un tecnico competente e uno fra i più innovativi nei Paesi Bassi. L’Utrecht scende in campo nel proprio Stadion Galgenwaard con il consueto 4-4-2 con il centrocampo a rombo: Dessers e Kerk sono i riferimenti centrali. Roberto Mancini disegna un 4-3-3 che si affida al talento di Driussi per scardinare la difesa olandese.

Nella prima frazione di gioco l’Utrecht inizialmente si limita a studiare lo Zenit, con il trascorrere dei minuti la manovra si fa sempre più intensa ed avvolgente. La retroguardia di Mancini fatica a contenere la discesa sugli esterni dei terzini dei padroni di casa e subisce un’inaspettata inferiorità numerica sulle fasce. L’Utrecht macina gioco, ma lo Zenit riesce il più delle volte ad arginare le insidie avversarie al limite della propria area di rigore, limitando i danni. L’Utrecht ha una colossale occasione alla mezz’ore con Dessers: Braafheid effettua una prodigiosa discesa sulla fascia destra, serve Dessers, ma l’ex centravanti del NAC Breda non riesce ad infilare Lunev con un doppio tentativo. Lo Zenit si risveglia e, poco dopo, Smolnikov impegna Jensen in un’uscita efficace alla disperata. La prima frazione di gioco termina 0-0 fra gli applausi scroscianti del pubblico olandese: l’Utrecht ha dominato per larghi tratti i primi quarantacinque minuti.

Nella ripresa l’Utrecht ricomincia da dove ha lasciato: continuando a martellare la retroguardia russa con discese sulla fascia o conclusioni dal limite dell’area. I padroni di casa dominano in lungo e in largo, mentre Roberto Mancini non riesce più ad organizzare contromosse significative. La fisicità di Kerk e i movimenti all’interno dell’area di rigore di Dessers sono una spina nel fianco per la difesa avversaria. L’Utrecht si porta meritatamente in vantaggio al 77′ con Labyad: il trequartista marocchino è abile a sfruttare una respinta corta di Lunev su una conclusione di Dessers. Il Galgenwaard diventa una bolgia. I padroni di casa non sembrano domi e cercano a più riprese il raddoppio. La partita termina 1-0 in favore dei padroni di casa. La compagine di ten Hag si è dimostrata sensazione quest’oggi, non concedendo spazio e respiro agli uomini di Mancini, nonostante un tasso tecnico nettamente inferiore. Il manager italiano esce con le ossa sensibilmente rotte da questo scontro: la sua squadra ha giocato una partita a tratti amatoriale. Nulla è compresso, poiché il ritorno avverà in Russia, ma il campanello d’allarme è preoccupante.