Questa sera la Champions League vivrà un’altra sua grande finale e Tottenham e Liverpool sono pronte a dare spettacolo. In passato però altre grandi finali hanno incantato e queste sono le cinque finali più emozionanti nella storia della Coppa dei Campioni.

MANCHESTER UNITED-BENFICA 4-1 D.T.S. 1967-68
Il Celtic aveva appena vinto la Coppa dei Campioni e per il calcio inglese fu una mazzata tremenda. La prima squadra britannica ad aver vinto il massimo torneo continentale era scozzese e già dall’anno successivo bisognava rimediare. La sfida fra Manchester United e Benfica si giocò a Wembley e la leggenda si impadronì di un giovane fenomeno nordirlandese: George Best. Il numero sette dei Red Deviles fu immarcabile con Humberto Fernandes più volte costretto al fallo per fermare le irriverenti giocate del fenomeno dello United. Dopo un primo tempo divertente ma senza reti la partita si sbloccò a inizio ripresa con un colpo di testa di un altro fenomeno della partita, Bobby Charlton. Mai dare per morto il Benfica che nonostante lo svantaggio e l’incessante tifo inglese trovò lo spazio per pareggiare con Graça e nel finale Eusebio si trovò da solo davanti a Stepney. Il portiere di Mitcham fu bravissimo a restare in piedi fino all’ultimo e a ipnotizzare la “Perla nera” riuscendo così a mandare la partita ai supplementari. In tre minuti la sfida cambiò radicalmente con il Manchester United che realizzò tre reti con Best, che realizzò il gol della serata scartando anche il portiere José Henrique, Kidd e ancora Bobby Charlton. Il triplo vantaggio distrusse i lusitani e i Red Deviles divennero la prima squadra inglese ad aggiudicarsi la Coppa dei Campioni.

BAYERN MONACO-ATLÉTICO MADRID 1-1 D.T.S. 4-0 1973-74
Prima che nascesse la regola dei rigori in caso di pareggio sarebbe avvenuta la ripetizione della partita e questa situazione capitò solo in un’occasione, nel 1974 tra Bayern e Atlético. Entrambe le squadre erano alla ricerca del loro primo successo in Coppa dei Campioni e allo stadio Heysel di Bruxelles la tensione era alle stelle. La partita per questo motivo non fu molto spettacolare ma nei supplementari si infiammò. Aragonés calciò una perfetta punizione dal limite dell’area che trafisse Maier e stava portando Madrid a un passo da raggiungere Milano con due squadre campioni d’Europa. A tempo ormai scaduto la palla arrivò sui trenta metri sui piedi di Hans-Georg Schwarzenbeck, un difensore che in carriera segnò solo ventun reti in quattrocentosessanta partite, e calciò il tiro della disperazione che si infilò all’angolino dove Reina non potè intervenire. Uno dei momenti più fantastici della storia della Coppa dei Campioni con le squadre che due giorni dopo dovettero tornare in campo per la ripetizione ma la sfida fu a senso unico. Hoeneß e Müller segnarono una doppietta a testa e con un netto 4-0 portarono per la prima volta la Coppa in Germania.

MANCHESTER UNITED-BAYERN MONACO 2-1 1998-99
Finché l’arbitro non fischia la partita non è finita, e questo modo di dire l’hanno capito bene sia il Manchester United che il Bayern Monaco in un’epica finale di Champions League a Barcellona nel 1999. Il grande atteso di giornata era Lothar Matthäus ormai arrivato alla sua ultima grande occasione per vincere l’unico titolo sfuggitogli in carriera e ormai a trentotto anni sapeva anche lui che non avrebbe avuto altre occasioni. Dopo soli cinque minuti una velenosa punizione di Mario Basler sorprese Schmeichel per il vantaggio bavarese che dominò la sfida in lungo e in largo. Jancker e School colpirono una traversa e un palo con gli inglesi che ebbero solo il merito di restare in partita e non subire la seconda rete che avrebbe chiuso i giochi. Sir Alex Ferguson però fece i cambi giusti sostituendo Blomqvist e Andy Cole per Sheringham e Solskjaer mentre Hitzfeld decise troppo presto di concedere la standing ovation a Matthäus inserendo Fink. Entrati nel recupero anche Schemichel si catapultò in area di rigore per provare a segnare da calcio d’angolo e proprio una deviazione del portiere danese mise Sheringham in condizione di battere Khan da pochi metri per l’1-1. Il pareggio sembrava una manna dal cielo per i Red Deviles e i supplementari il massimo traguardo, ma due minuti un alteo corner di Beckham portò al tocco ravvicinato di Solskjaer che ribaltò il risultato e fece riportò il titolo di campione d’Europa all’Old Trafford dopo trentun’anni.

LIVERPOOL-MILAN 3-3 3-2 d.c.r. 2004-05
Mai nella storia delle finali di Champions si era vista una rimonta del genere, ma Liverpool e Milan diedero spettacolo lasciando agli annali una partita che difficilmente verrà dimenticata. I rossoneri erano favoritissimi, mentre i Reds erano arrivati all’ultimo atto abbastanza a sorpresa e nel primo tempo i valori dei singoli si fecero vedere. Dopo nemmeno un minuto Paolo Maldini deviò di destro un cross di Pirlo e Kaká fu autentico trascinatore del Diavolo rendendosi imprendibile e dando a Crespo l’opportunità di segnare una doppietta che portò la sfida sul 3-0. Nell’intervallo però capitan Gerrard spronò la squadra ricordando ai loro compagni che migliaia di tifosi erano partiti dal Merseyside per arrivare a İstanbul e avrebbe dovuto continuare a giocare fino alla fine per loro. Il discorso cambiò la squadra che appena rientrata dagli spogliatoi sembrava essere indemoniata e in sei minuti prima proprio Gerrard, poi Šmicer e infine Xabi Alonso realizzarono le tre reti che portarono in estasi il popolo Reds e sul 3-3 la partita. L’antieroe fu Shevchenko che dopo essere stato mattatore due anni prima a Manchester sbagliò due gol in maniera clamorosa nei supplementari e ai rigori, dopo gli errori di Serginho e Pirlo, si fece parare il suo tiro fiacco e centrale da un Dudek che visse la sua miglior giornata calcistica. Il miracolo in Turchia era avvenuto e il Liverpool era per la quinta volta campione.

REAL MADRID-ATLÉTICO MADRID 4-1 D.T.S. 2013-14
Già varie volte si erano disputate delle finali tra squadre della stessa nazione ma mai un derby cittadino era stato anche l’ultimo atto della più importante competizione internazionale. Il derby di Madrid per una volta nella sua storia si trasferì a Lisbona e la partita fu da cardiopalma. L’Atlético aveva già fatto una stagione strepitosa vincendo la Liga e arrivando in finale di Champions League quarant’anni dopo l’ultima volta. Diego Costa era uno delle punte di diamante della squadra ma nonostante le sue pessime condizioni fisiche provò a giocare ma dovette lasciare il campo dopo soli nove minuti lasciando spazio ad Adrián López. Nonostante ciò Diego Godín portò comunque in vantaggio i Colchoneros sfruttando una pessima uscita di Iker Casillas. La squadra di Simeone iniziò a chiudersi in difesa cercando di mantenere il risultato e fino al novantesimo ce la fece alla grande. Ma non solo l’Atleti aveva un difensore goleador anche il Real aveva la sua arma dalla difesa e a tempo ormai scaduto Sergio Ramos svettò più in alto di tutti e deviò la palla all’angolino dove battè Courtois e allungò la sfida fino ai supplementari. Il colpo fu durissimo ma nonostante ciò per un tempo l’Atlético mantenne l’1-1, ma negli ultimi quindici minuti crollò. Il grande acquisto dell’estate Gareth Bale concluse a rete una splendida azione di Di María e nel finale Marcelo e Cristiano Ronaldo conclusero la sfida con un rotondo e troppo pesante 4-1 per i blancos. Ancelotti aveva vinto la “Décima” e vincere questo grande traguardo in un derby del genere vale doppio.