Il calcio spagnolo è finalmente pronto ad accogliere di nuovo i tifosi all’interno dei propri stadi e la manifestazione simbolo sarà la Copa del Rey. Uno degli emblemi della realtà che stiamo vivendo, visto che si disputerà una finale di una stagione passata, ma col primo tentativo di guardare verso il futuro.

Athletic e Real Sociedad in parte hanno vinto la propria battaglia: alla Cartuja di Siviglia si giocheranno la coppa dello scorso anno con un pubblico a osservarli, per quanto la capienza sarà solamente del 20 o 25% a seconda delle indicazioni che si avranno nelle prossime settimane. Trattandosi di un vero e proprio festival del calcio basco e della prima finale di sempre tra questi due club eternamente rivali, almeno da quando portano la nomenclatura attuale, entrambe hanno chiesto alla federazione spagnola di rinviare questo storico incontro finché non fosse stato possibile farlo vedere dal vivo alla propria gente.

La finale di Copa del Rey del 4 aprile sarà un test ufficiale anche in vista della finale dell’edizione di quest’anno, che vedrà ancora in campo l’Athletic ma stavolta contro il Barcellona. Nel caso tutto dovesse andare per il meglio avremmo una doppia finale con la gente negli spalti, qualcosa di particolarmente significativo sia a livello simbolico che nell’ottica dell’Europeo della prossima estate, dove la Spagna avrà uno stadio ospitante (peraltro proprio quello dell’Athletic) ed è intenzionata a dimostrare di potersi permettere la gestione di un evento importante con la partecipazione del pubblico.

Potrebbe essere proprio la Copa del Rey il tramite per tutto, forse anche per rivedere Messi sollevare una coppa davanti a degli spettatori. Sarebbe una rivincita per lui andare a vincere nello stesso stadio in cui a gennaio ha perso l’unica finale disputata sin qui nel 2021. Ma vada come vada, avere questo tipo di passo avanti in questo momento è un successo, per la Rfef, per il calcio spagnolo, per il sogno di avviarsi con ottimismo alla prossima stagione che in nessun modo può essere messa in ginocchio come le due precedenti.